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SALVATOR GOTTA

SALVATOR GOTTA
Mica c'è soltanto Rimini! C'è pure Montalto Dora. Sì, vabbè, avete ragione, il discorso è un po' diverso. Diverso, uguale, o mezzo e mezzo, fatto sta che Salvator Gotta nacque a Montalto Dora nel 1887. Manco c'era ancora casa mia. Famiglia borghese, madre imparentata con Cesare Pavese (ma non si nota), si laureò in Giurisprudenza, successivamente in Giurimprudenza, infine in Giurimpudenza. Scrisse diverse opere di area crepuscolare, specialmente di sera, ma quello che più ci piace ricordare ovviamente è "Piccolo alpino", le avventure di un soldato riminese che applicava con estremo scrupolo la regola della ELLE. Forse però pochi sanno che il personaggio era ispirato a tale Alessandro Gigno Vinia, il notissimo protagonista del Libro Cuore, che veniva costretto a dormire con una giornalista RAI per importunarla coi suoi borborigmi generati da piattate di tofeja. Salvator Gotta aderì con entusiamo al fascismo, ma alla fine preferì il re. Insomma, non sapeva scegliere tra padella e brace. In ogni caso scrisse il testo di "Giovinezza". Ma non si qualificò all'Eurovision. Di grande successo fu l'opera teatrale "La damigella di Bard", le spassose vicende di Anna Malo, intenta a combattere i mutamenti climatici col razzismo. Negli ultimi anni di vita Salvator Gotta tenne una notissima rubrica su Topolino, dal titolo "Salvator Gotta risponde a"; purtroppo non rispose mai alla domanda "Ma a cosa cacchio risponde???" Ora vado a misurare l'uricemia, non vorrei mi venisse la gotta. Uomor avvisator, mezzor salvator.
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