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SETTIMO TORINESE. Le nuove frontiere della neurochirurgia per i medici di base

SETTIMO TORINESE. Le nuove frontiere della neurochirurgia per i medici di base

Le nuove frontiere della neurochirurgia per i medici di base

La neurochirurgia incontra la medicina di base. È di questo che si è discusso lunedì 4 aprile nel tardo pomeriggio al Rehabilitation Point di via Regio Parco 11 a Settimo. A parlarne sono stati il dott. Daniele Morfino,  titolare delle strutture Rehabilitation Point, il dott. Salvatore Petrone, medico chirurgo e specialista in neurochirurgia che lavora all’ospedale Gradenigo di Torino, e la dott.ssa Sara Leone. Sono vent’anni che Daniele Morfino è attivo nell’ambito della riabilitazione ortopedica e della fisioterapia, ed è da più di 15 anni che è impegnato nella docenza della riabilitazione  ortopedica di ginocchio e spalla, sia nell’ambito nella terapia manuale e osteopatica sia nel campo della terapia strumentale. Da molto tempo è responsabile dei corsi di Cadaver Lab (anatomia settoria e dissezione di preparati anatomici) presso l’Università di Nizza in Francia.

“È stata una giornata informativa per i medici di base del territorio - ha specificato Daniele Morfino - sulle problematiche tipo l’artrosi, l’ernia del disco, e di stabilità della colonna vertebrale. Ma soprattutto dell’approccio fisioterapico e farmacologico dopo un intervento neurochirurgico. Anche il Covid-19, a volte, ha dato il suo contributo a queste patologie perché abbiamo avuto dei pazienti con problemi da post allettamento per molto tempo, soprattutto con disturbi dorsali, cervicali e alla rigidità della gabbia toracica. Il focus della serata è stato proprio quello di informare i medici di base sull’iter medico dopo gli interventi neurochirurgici”. Il dott. Salvatore Petrone ha, inoltre, spiegato come alcune problematiche della colonna vertebrale e lombare possono essere affrontate con diverse modalità terapeutiche. “È importante sapere che la chirurgia è l’ultimo step, ad esempio, per la terapia dei disturbi al rachide lombare - ha detto Salvatore Petrone- e che prima è possibile intervenire farmacologicamente, o con una modalità riabilitativa o posturale. C’è anche chi vaglia una scelta psicoterapeutica, perché alcuni dolori alla schiena possono assumere un valore psicosomatico, e questo non è da sottovalutare”.

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