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SETTIMO TORINESE. Svendite di metà stagione

SETTIMO TORINESE. Svendite di metà stagione

Il centro Luigi Bosio di via Galileo Ferraris

Dopo il via libera alla vendita e alla privatizzazione dell’Ospedale Civico ora tocca al centro comunale intitolato al partigiano Luigi Bosio (detto Nebbia). La sorpresa di Pasqua questa volta ha la forma di una delibera di Consiglio Comunale nella quale la Sindaca e la sua Amministrazione chiedono l’autorizzazione a “valorizzare”, con la concessione per 20 anni del diritto di superficie, tutta l’area del Bosio ad esclusione del centro diurno per persone diversamente abili, realizzato dalla mia Amministrazione e da quella diretta dal Sindaco Puppo. Tradotto significa cedere ad un operatore privato senza precisare per quale scopo e con quale progetto gli attuali spazi occupati da centro di incontro in muratura (di proprietà pubblica e di circa 500 mq.), dal campo di calcetto (comprensivo di tribune e locali di servizio), dalla struttura in legno destinata ad attività aggregative, dell’area precedentemente occupata dalle attrezzature di Rimbalzopoli e già gestita da operatore privato e  da tutte le aree verdi che complessivamente completano i 6.700 mq di superficie da privatizzare per i prossimi 20 anni.  E meno male che il segretario del PD ha affermato che il suo partito è per la difesa dei servizi (e spazi ?) pubblici altrimenti si sarebbero venduti anche il Comune.  Ci chiediamo che fine faranno le attività di aggregazione garantite fino ad ora dalla Pro Loco, i sabati di ballo gestiti dall’associazione Sikania, la messa a disposizione di spazi a basso costo per le iniziative di molte associazioni che in questi anni (dal 1992 ad oggi) ne hanno potuto usufruire. Ci chiediamo se il calcetto amatoriale gestito dalla UISP si trasferirà nei più costosi spazi del nuovo palazzetto di via Santa Cristina o potrà essere ancora organizzato in quest’area faticosamente conquistata, e realizzata dalle amministrazioni precedenti. I prezzi contenuti di Rimbalzopoli hanno consentito a migliaia di famiglie di organizzare feste di compleanno, occasioni di ritrovo o semplicemente passare alcune ore ad osservare i propri figli e figlie a ridere, divertirsi e giocare. Sarà ancora possibile con la nuova “valorizzazione” dell’area? E la struttura di aggregazione nel passato autogestita dal comitato di volontari che fine farà? Non si sa nulla, ma nella delibera ci sono indizi sulle reali intenzioni e su cui vigileremo. Intanto sarebbe bene che fossero date garanzie di un vincolo in Piano Regolatore, per lo meno decennale, sulla destinazione d’uso di tutti i 6.700 mq di superficie ceduta con il divieto di realizzare nuova cubatura onde evitare possibili speculazioni edilizie.  Sarebbe indispensabile che venisse dato al Consiglio Comunale un chiaro e vincolante progetto pubblico dei servizi da mettere in concessione, anche per poter rispondere al fondamentale quesito su che fine faranno le attività organizzate su quell’area.  Segnaliamo infine che dopo aver venduto il Centro polivalente Bosio e abbattuto il centro di incontro di via Fantina intitolato ad Adelaide Aglietta (altro progetto distruttivo dell’attuale amministrazione) Settimo torna alla situazione di 30 anni fa quando non esistevano spazi pubblici per organizzare attività ricorrenti per il tempo libero o iniziative pubbliche delle associazioni. Un modo davvero strano e singolare da parte del PD e della sua Amministrazione Comunale di garantire i cosiddetti “beni comuni” e gli spazi pubblici per i cittadini.  
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