Anche il liquidatore prende le distanze e se ne va.
E’ di qualche settimana fa la lettera di dimissioni del dott. Guido Sodero, liquidatore dell’Ospedale Civico di Settimo Torinese, con la quale denuncia la mancata risposta a suoi dubbi e riserve in merito alla procedura adottata di manifestazione di interesse per la cessione dell’attività.
Va certamente espressa ammirazione per tale gesto di rinuncia al compenso di 25 mila Euro stabilito per ciascun liquidatore, all’unanimità (con l’astensione della sola Cooperativa Frassati) dall’assemblea dei Soci.
Si avete capito bene: all’unanimità significa anche dal Comune di Settimo e da Patrimonio (la sua società controllata e partecipata).
Infatti, nonostante che successivamente la Sindaca abbia cercato di imbrogliare le carte sostenendo di non sapere nulla, di non condividere nulla, di aver appreso su internet che si voleva cedere al privato l’attività; nonostante che il PD inscenasse la solita farsa di “difesa” dell’ospedale e dei lavoratori, basta leggere la delibera di nomina del Collegio dei Liquidatori assunta di fronte al notaio dall’Assemblea dei Soci in data 7 settembre 2021, per scoprire che la Sindaca, decideva, all’unanimitàcon gli altri soci “di conferire all’organo di liquidazione tutti i più ampi poteri per compiere gli atti utili per la liquidazione della società ed in particolare: cedere l’azienda sociale, i rami di essa, ovvero anche i singoli beni materiali ed immateriali o diritti o blocchi di essi; alienare gli immobili sociali”.
E ora, mentre un liquidatore decide di lasciare sollevando dubbi di legittimità, la Sindaca dopo aver incontrato l’assessore Regionale afferma che pur avendo un progetto diverso per l’ospedale (?) prende atto delle rassicurazioni ricevute.
E intanto dopo il concorso finto per 104 assunzioni dirette da parte di una società che poco tempo dopo veniva posta in liquidazione, giace ora sul tavolo una manifestazione di interesse, alla quale hanno partecipato validamente 15 imprese, per acquistare un bene di cui non si conosce né il prezzo, né la reale consistenza.
Cosa succederà se i liquidatori rimasti vorranno procedere con l’asta di vendita escludendo dalla possibilità di fare offerte gli operatori che non hanno partecipato ?
Cosa succederà se il prezzo posto a base di gara sarà significativamente diverso da quello comunicato nel bando per la manifestazione di interesse o se verrà finalmente chiarito che parte dei locali dichiarati da cedere sono in realtà proprietà dell’ASL TO4 (che per altro continua a non procedere alla registrazione patrimoniale degli stessi) ?
E infine, se anche a seguito delle dimissioni del dott. Sodero, il Collegio dei liquidatori non se la sentisse di andare avanti con una procedura nata male, fino a quando sarà possibile concedere proroghe alla stessa cooperativa alla quale, dal luglio scorso, è stata affidata senza alcuna gara o procedura comparativa la gestione dei servizi assistenziali e ausiliari dell’Ospedale ?
Purtroppo non servirà nemmeno più offrire disponibilità al dialogo e al confronto per unire le forze per ridare all’Ospedale Civico di Settimo un progetto ed una prospettiva di sviluppo.
Prima hanno fatto i sordi, poi i finti preoccupati e ora gli smemorati. Intanto un importante servizio sanitario realizzato a beneficio dei cittadini è ora abbandonato a se stesso.
Presto verrà il momento del bilancio di liquidazione e si capirà, forse, che non si trattava di destino ma di ostinata e lucida volontà di realizzare business a discapito, ancora una volta, delle persone più deboli e indifese.
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