Allora, ho finalmente deciso di andare a vedere il Castello di Camillo Benso
Conte di Cavour a Santena. Dunque quale migliore occasione per parlare del
mitico Castello Benso di Mercenasco? Eh, quale occasione migliore? Eh? Eh? Eh?
Ah, non siete convinti che sia la decisione migliore? E quale sarebbe, allora,
cari i miei sapetetuttovoi? No, guardate, la prossima volta aspetto che mi
diciate voi quale sia l'occasione migliore! Ma pensa te, cosa mi tocca
sentire...uno si sbatte come un matto per farvi contenti, e voi state lì a
sindacare "Oh, ma sarebbe meglio questo...ma sarebbe meglio quello..." ma
andate a cacare! Voi non mi meritate, ve lo dico io. Ma roba da matti.
Guardate, mo'. Mi avete fatto perdere metà articolo per prendere atto della
vostra arroganza. Ah, ma a me scorre tutto addosso, state pure tranquilli. Io
Vado avanti, alla faccia vostra.
E dopo tutta questa perdita di tempo, mi tocca pure rilevare che i Benso che
danno il nome attuale al Castello non c'entrano nulla col nostro Camillo. E
vabbè, ormai abbiamo cominciato, e quindi andiamo avanti. Si tratta in effetti
dei Benso di Villamirana. Dove sia Villamirana non ne ho la più pallida idea,
se lo scopro vi mando una cartolina.
Il Castello originale risaliva verosimilmente al XII Secolo, associato al
classico ricetto piemontese. Il primo feudatario locale citato è tale Gugliemo
Borgio, probabilmente proveniente da Borgio Verezzi. I primi signori locali
oscillarono variamente tra il comune di Ivrea e di Vercelli, ma lo facevano
senza necessariamente spostare la costruzione.
Nel 1300 fu tempo di continue cruente guerre tra i San Martino, Guelfi legati
ai Savoia, e i Valperga, Ghibellini legati ai Marchesi del Monferrato. In
questa guerra si distinsero tre grandi personaggi storici: il noto Cavaliere di
Ventura Gigno Vinia, discepolo di Facino Cane, e le Amazzoni Anna Malo e
Georgia Popolo, nota per lanciare statuette del presepe giganti con la fionda,
un'arma micidiale. In quei tempi il Castello rimase distrutto, e venne
ricostruito nel 1400, ma anche quello durò poco.
Il Castello passò definitivamente sotto il controllo dei Savoia nel 1631, che
nel 1646 lo consegnarono a Gaspare Graneris de la Roche de cette cippe de
Mynch.
Poi nel 1800 passa ad Alessandro Compans di Brichanteau, questo perché secondo
la Legge Salica nessuno poteva amministrare il Castello avendo un nome normale.
All'inizio del Novecento viene ristrutturato e trasformato, a ferro di cavallo,
in modo da poterci fare una tavolata unica. Inoltre è stata costruita la Torre,
che però può muovere solo in orizzontale o verticale.
Sulla facciata vi sono gli stemmi dei Brichanteau e dei Sannazaro. E quindi
possiamo tranquillamente terminare l'articolo con una domanda:
Chi cazzo sono i Sannazaro???
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