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29 Maggio 2023 - 11:09
Voci soliste
Nella musica, un canone è una tecnica compositional-contrappuntistica che impiega una melodia con un’o più imitazioni della melodia giocata dopo una durata data (ad esempio, il riposo di quarto, una misura, eccetera). La melodia iniziale è chiamata il leader (o dux), mentre la melodia imitativa, che è giocata con una voce diversa, è chiamata il seguace. Prende il nome dal termine latino che indica l’unità di misura, la regola. Un esempio per tutti il canto popolare “Fra’ Martino” Un gruppo di musicisti che opera principalmente all’interno delle bande canavesane e che hanno fatto della musica una professione o una grande passione ha unito competenza e passione per far nascere un lavoro interdisciplinare sfociato nell’edizione di un cofanetto con 3 cd in cui sono raccolti 67 brani di musica a canone. Nel primo cd sottotitolato “Dal Medioevo al Barocco” troviamo una serie di celebri brani che spaziano dalla Scuola Franco-Fiamminga di Hugo de Lantins al Barocco di Telemann, passando sapientemente da Purcell e Bach. Nel secondo cd sottotitolato “Dal Classicismo a Morricone” si propongono i Grandi Compositori per eccellenza: Mozart, Beethoven, Schubert, Schumann e Brahms. Un’ascesa di perle della storia della musica portano ad una conclusione attuale, oltre che italianissima, con il “Canone Inverso” di Ennio Morricone, recentemente salito fra le stelle del firmamento. Il terzo cd contiene musica contemporanea e tradizionale con brani provenienti dall’Europa, dall’Africa, dall’America Latina per poi finire con la melodia ebraica per eccellenza, Shalom Chaverim. Il tutto è stato sapientemente rielaborato ed arrangiato per l’organico specifico da Maria Teresa Carlevato (flautista della Scuola Nubola, impegnata con varie formazioni bandistiche, orchestrali e cameristiche, arpista ed apprezzatissimo medico) e Gian Paolo Guercio (pianista, organista, direttore di coro e tastierista dei “Faber per sempre”), che con grande competenza e gusto artistico hanno saputo conferire a tutti i brani uno spirito nuovo, sfruttando le diverse competenze dei loro musicisti polistrumentisti. L’unione di più competenze e sinergie ha permesso di effettuare un attento studio sui canoni dal punto di vista storico, musicologico e matematico. “È possibile pensare al canone come ad un gioco con il quale mettere in evidenza il proprio talento. È proprio in questo gioco che si inserisce la matematica” spiega Fabrizia Barbin (fisica, insegnante alla Scuola Secondaria di II grado e clarinettista della Scuola Nubola, impegnata presso la Banda Musicale di Agliè e la Banda Musicale della Valle Sacra) “Se, osservando uno spartito, un musicista immagina e riesce a sentirne la melodia con il suo andamento crescente e decrescente, nella mente di un matematico, generalmente, questo si trasforma nel grafico cartesiano di una funzione che segue lo svolgersi della melodia. Così, se in un piano cartesiano riportiamo sull’asse delle ascisse il tempo (t) e sull’asse delle ordinate l’altezza del suono in ordine crescente dal più grave al più acuto (A), una qualsiasi melodia può essere rappresentata da una funzione il cui grafico è una linea caratterizzata da tratti ascendenti e discendenti che seguono la melodia. Applicando una o più trasformazioni alla melodia principale, rappresentata dalla funzione A=f(t), possiamo ottenere le altre voci rappresentate dalla funzione A’= f(t’)”. Ecco alcuni tipi di Canoni CANONE SEMPLICE o ESATTO: nel canone semplice la melodia è interpretata a più voci contemporaneamente; i comes imitano all’unisono la melodia principale iniziando però in momenti differenti. Se la melodia di ogni voce, quando arriva alla fine, può ricominciare dall’inizio, in una specie di moto perpetuo che ricorda il moto su una circonferenza, il canone diventa un CANONE PERPETUO o INFINITO (detto anche canone circolare oppure rota; in latino canon perpetuus; in inglese round ). CANONE per TRASPOSIZIONE o a INTERVALLO: anche in questo caso la melodia è interpretata a più voci contemporaneamente; i comes ripetono la melodia contemporaneamente al dux ma ad una altezza differente (si parlerà di canone alla terza o alla quinta se la melodia del dux è riproposta aumentata o diminuita di un intervallo di terza o di quinta); la trasposizione è ottenuta applicando una traslazione verticale nella quale il tempo resta lo stesso, le melodie sono eseguite contemporaneamente, mentre l’altezza è differente e prosegue all’indietro, terminando con quella iniziale. CANONE ALL’INTERVALLO: come nei due casi precedenti la melodia è interpretata a più voci contemporaneamente: i comes imitano la melodia principale iniziando in momenti differenti e ad altezze differenti. Questo tipo di canone è la composizione dei due precedenti ed è ottenuto con la somma di due traslazioni, una orizzontale di a e una verticale di b, che danno origine ad una traslazione obliqua. CANONE RETROGRADO: nel canone retrogrado la voce conseguente inizia dall’ultima nota della voce antecedente e prosegue all’indietro, terminando con quella iniziale. Si tratta di una simmetria assiale rispetto ad un asse verticale che si trova in corrispondenza della battuta centrale dell’intera melodia. Ne è un esempio il canone ENIGMATICO (in cui cioè la regola è sottesa da un indovinello) “Ma fin est mon commencemet…”. Hanno partecipato a questo progetto artistico: Elisa GILLIO e Romolo GOBBI (VOCI SOLISTE) - Fabrizia BARBIN, Maria Teresa CARLEVATO ed Ausilia DI FALCO (VOCALIST) - Valentina FORNERO (VIOLINO) - Maria Teresa CARLEVATO e Rosanna MOSCA (FLAUTO) - Fabrizia BARBIN e Elisa GILLIO (CLARINETTO) - Alessandro PASTORIS (TROMBA) - Marcello DABANDA (TROMBONE) - Romolo GOBBI (EUPHONIUM, PERCUSSIONI ETNICHE ed EFFETTI SONORI) - Maria Teresa CARLEVATO e Sara SILOTTO (ARPA ) - Gian Paolo GUERCIO (FISARMONICA, SYNTETIZZATORE e TASTIERE) - Maria Ausilia DI FALCO (ORGANO).
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