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21 Febbraio 2022 - 12:28
L'inaugurazione della stele
Chivasso valorizza le donne che hanno lasciato un segno. Una stele commemorativa e la lectio magistralis sulle Madri Costituenti. Dignità, libertà, giustizia sociale ed eguaglianza “di fatto”, la loro impronta nella politica futura di tutte le donne. Una politica capace di rappresentare al meglio l’esperienza quotidiana della vita. Ospite d’onore Livia Turco, ex parlamentare e presidente della ‘Fondazione Nilde Iotti’.
Inaugurata sabato scorso, presso il cortile di Palazzo Santa Chiara, a Chivasso, una stele monumentale per narrare la storia delle 21 Madri Costituenti, le prime parlamentari che il 2 giugno 1946, con la forza delle loro convinzioni ideologiche, vennero elette nell’Assemblea che, un anno e mezzo dopo, promulgò la Costituzione della Repubblica Italiana. L’evento è stato promosso dal Comune di Chivasso in collaborazione con il Sindacato Pensionati Italiani SPI/CGIL e l’associazione culturale Arci Zeta.
Con la loro competenza, il loro coraggio e la loro determinazione, le prime “elette” riuscirono a dar voce al popolo femminile, stravolgendo l’antropologia di un Paese, l’Italia, che fino ad allora le aveva confinate al ruolo di “madri e mogli”. Madri che, finalmente, iniziarono a scardinare una società patriarcale, che impediva loro di emanciparsi dall’autorità del marito e limitava il loro ruolo economico e nel mondo del lavoro. Donne che, insieme, intrapresero la lotta per l’uguaglianza e l’equità sociale, accomunate dagli stessi valori e intenti, pur provenendo da aree politiche diverse. Un esempio per le future generazioni.
L’onorevole Livia Turco, nel corso del suo intervento alla cerimonia, ha sottolineato che “la scelta di ricordare le 21 Madri Costituenti e di dedicare loro un luogo così significativo è un grande atto di generosità verso i nostri giovani, ai quali dobbiamo tramandare la nostra storia, in modo completo. Per troppo tempo si è parlato dell’Assemblea Costituente nominando solo i Padri. E’ stato molto importante il lavoro di questi anni, attraverso l’impegno dei sindacati, della Fondazione Nilde Iotti’ e di molti altri soggetti, un lavoro plurale. Scelte come queste – spiega l’onorevole - sono importanti perché evidenziano che questa nostra bella Costituzione ha avuto anche delle Madri!”
Parole semplici ed esaustive quelle di Claudio Castello, sindaco di Chivasso: “Onoriamo il ricordo delle Madri della Repubblica Italiana, intestando loro una stele che collochiamo nel cortile del nostro Palazzo di Città. Ad ogni nome corrisponde un riferimento, un vissuto, una storia. Le stesse storie di tante italiane e italiani stremati dalla dittatura e dalla guerra, ma fiduciosi in un domani di diritti e democrazia”. Il primo cittadino, nel suo discorso, ha più volte sottolineato l’importanza del principio di eguaglianza sancito dalla Costituzione italiana e dell’encomiabile lavoro che le costituenti riuscirono a realizzare, per declinarlo anche nell’ambito dei rapporti etico-sociali, economici e politici.
Ad intervenire anche Gianna Pentenero, assessore del Comune di Torino: “Ci siamo dimenticati per troppo tempo del ruolo che le donne hanno giocato nel processo democratico - commenta Pentenero -. Il tema delle donne ricorre quotidianamente nel dibattito politico, ma in esso devono essere maggiormente sottolineati l’impegno, la capacità, la determinazione; tutte quelle qualità che stanno a designare la necessità di avere le donne all’interno dei ruoli istituzionali, e questa stele è qui per ricordarcelo”.
Ma com’è maturata l’idea di dedicare un luogo della Città alle Madri Costituenti? A raccontarlo, nel corso della cerimonia, è stata Tiziana Siragusa, assessora alla cultura della Città di Chivasso. “L’idea nacque nel 2019 su sollecitazione delle nostre consigliere comunali – spiega l’assessora – che vollero dare un giusto riconoscimento alle donne che contribuirono alla creazione di una nazione democratica, solidale e antifascista. Fu per questo che presentarono in Consiglio comunale una mozione, votata poi all’unanimità”.
Siragusa ha inoltre reso omaggio alla professoressa e scultrice Caterina d’Amico, autrice della stele, la quale, pur non essendo presente, per voce dell’assessora ha fatto sapere che “l’idea della stele parte da un progetto scolastico educativo che oggi si concretizza in un monumento, collocato nel cortile del Comune, in un’area dedicata alle 21 Madri Costituenti; un’opera che intende commemorare non solo il 76esimo anniversario della Repubblica Italiana e la sua carta fondamentale, ma anche il valore irrinunciabile della democrazia”.
In rappresentanza della Regione Piemonte, i consiglieri Sara Zambaia e Gianluca Gavazza. La Zambaia ha messo in evidenza come la rappresentanza femminile di allora in parlamento, 21 su 156 sia “un dato su cui bisogna riflettere, perché sono numeri non tanto lontano dalla composizione delle istituzioni di oggi. Il lavoro delle Madri Costituenti non è affatto concluso”.
A richiamare l’attenzione sul potere del linguaggio, la consigliera metropolitana Sonia Cambursano: “Bisogna ricostruire una nuova narrazione in cui venga posta l’attenzione sulle esperienze di associazionismo politico da cui provenivano le Madri Costituenti. Un associazionismo – continua Cambursano - che aveva dimostrato la sua efficacia nel portare avanti la battaglia per il voto alle donne. Le Costituenti venivano da esperienze politicamente, socialmente, economicamente molto diverse, ma lavorarono in modo sinergico, mettendo a fattore comune l’impegno per una lotta che riguardava tutte. Un modello di leadership femminile, che punta sulla rete e sulla sinergia, piuttosto che su un modello gerarchico del comando”.
L’evento è proseguito nel Teatrino Civico, dove la presidente della “Fondazione Nilde Iotti” Livia Turco e la docente del Liceo “Isaac Newton” di Chivasso Antonella Calzavara, hanno dibattuto sul tema delle Madri Costituenti.
Lectio magistralis di Livia Turco sull’importanza dei valori che orientarono il lavoro delle Costituenti: quello della persona, della pari dignità, della libertà, della giustizia sociale, della eguaglianza “di fatto” per garantire a tutti un livello di benessere economico, sociale e culturale. “Le Madri autorevoli della nostra Repubblica – ha commentato Livia Turco - ci hanno lasciato una lezione vivente di bella politica: quella del bene comune, che costruisce alleanze, è coerente ai valori condivisi, costruisce un legame costante con la vita delle persone. Pur nelle differenze culturali, avevano una visione avanzata della emancipazione femminile”.
L’onorevole ha poi rimarcato le problematiche che le donne si ritrovano ancora oggi ad affrontare “Le donne – afferma con convinzione Livia Turco – devono essere inserite nel lavoro superando ogni discriminazione e, al contempo, devono poter svolgere la loro funzione materna. Non dimentichiamoci – ha dichiarato la Turco in chiusura - che i valori che orientarono le nostre Costituenti furono quelle della persona, della pari dignità, della libertà, della giustizia sociale, della eguaglianza “di fatto” per garantire a tutti un livello di benessere economico, sociale, culturale. Per cui dobbiamo rendere più umani i tempi del lavoro, gli orari delle città, il ritmo della vita”.
Servizio fotografico a cura di Diego Andrà
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