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12 Febbraio 2022 - 16:47
Gli Amici del Po durante una delle loro iniziative
CHIVASSO. L’ambizioso progetto “Interventi di manutenzione e ripristino della coerenza ecologica della vegetazione riparia nel parco urbano del Po di Chivasso, nelle aree Bricel e Sabiunè”, ideato dall’associazione chivassese ‘Amici del Po Chivasso’, con il supporto scientifico di Simone Ciadamidaro, ecologo fluviale, finalmente sta per essere realizzato.
Il progetto è stato inserito nel ‘Patto di Collaborazione con il Comune di Chivasso per i Beni Comuni’ in accordo con i tecnici dell’ente di gestione delle ‘Aree Protette del Po Piemontese’. “L’obiettivo di questo intervento - spiega Gianni Pitrone, responsabile operativo dei lavori degli ‘Amici del Po’ - è quello di ripristinare una vegetazione spondale ecologicamente coerente con l’ambiente fluviale, eliminando le specie di alberi ed arbusti aliene ed invasive, inserendo specie autoctone e completando tratti di siepi mancanti”.
“Di fatto – continua Pitrone - attualmente la sponda della parte del Sabiunè è particolarmente spoglia di arbusti ed alberi, mentre quella dal lato Bricel vede la presenza di diverse specie invasive ed ha una sovrabbondanza di acacie ed arbusti che stanno occludendo ogni punto panoramico sul fiume”.
“Nel mese di settembre - dichiara il Presidente dell’associazione ‘Amici del Po’ Andrea Fluttero - abbiamo effettuato un sopralluogo sulle aree interessate con l’ecologo fluviale, il dottor Simone Ciadamidaro, e con il dottor Luca Cristaldi, responsabile forestale del Parco del Po piemontese. Successivamente – prosegue Fluttero - il dottor Ciadamidaro ha predisposto una relazione tecnica, che condivisa ed approvata dal ‘Parco del Po’ è diventata una sorta di manuale per gestire nel tempo gli interventi di tipo forestale sui tratti di sponda Bricel e Sabiunè”.
“Cogliendo l’opportunità del Federalismo Demaniale - ha dichiarato il sindaco di Chivasso Claudio Castello - la città ha progettato e finanziato la valorizzazione dell’area parco del Sabiunè. Abbiamo investito 350.000 euro di risorse comunali per la valorizzazione dei percorsi sentieristici dell’area – fa sapere Castello - e a breve partirà la gara pubblica per la realizzazione delle opere. I cittadini apprezzano moltissimo frequentare quei luoghi che oggettivamente rappresentano un giacimento ambientale di valore che ha cambiato il volto della nostra Chivasso. L’iniziativa dell’Associazione è pregevole, è stata concordata, e a tutti loro voglio porgere il mio ringraziamento”, conclude il sindaco.
“L’intervento di rinaturalizzazione della sponda del fiume Po, in coerenza ecologica con impiego di specie autoctone - ha aggiunto l'assessore all'Ambiente del comune di Chivasso Pasquale Centin - è un’iniziativa di pregio. E’ il frutto di un virtuoso patto di collaborazione sui Beni Comuni tra l’Amministrazione comunale e gli Amici del Po” spiega Centin e conclude “A breve verrà completato l’iter della Conferenza dei Servizi per la valorizzazione dell’intera area del Sabiunè. Un progetto a cui ho fermamente creduto e che sta per materializzarsi.”
Il presidente Andrea Fluttero comunica infine che, nei mesi di febbraio e marzo, i volontari dell’associazione ‘Amici del Po Chivasso’ saranno impegnati in una serie di attività, tra le quali: la rimozione di specie aliene, la messa a dimora delle specie autoctone, il diradamento di alcune specie in eccedenza ed il completamento di siepi mancanti. L’acquisto degli alberelli che verranno piantati, è stato sponsorizzato dalla storica pasticceria chivassese ‘Bonfante’, in occasione dell’importante anniversario dei 100 anni dalla fondazione.
Un progetto ammirevole, ad alto impatto ambientale e sociale per la città che, per le orecchie di chi a Chivasso ci vive da una vita, non è però una novità. La cronistoria parte da lontano. Era il 1979 quando l’allora sindaco di Chivasso Livio Riva Cambrino propose, alle forze politiche allora attive in città, un progetto di analoghe proporzioni. Gli abbiamo chiesto di raccontarcelo.
“Sono trascorsi 43 anni - inizia a spiegare Livio Riva Cambrino - da quando iniziai a progettare la rivalutazione della sponda chivassese del fiume Po, affinché il fiume tornasse ad essere considerato dalla cittadinanza come parte della Città e non come un ‘corpo estraneo’ ai confini della città”.
“Allora immaginavo la sponda del Po frequentata da sportivi, cittadini di ogni età e famiglie - continua a raccontare l’ex sindaco - una zona sportiva e ricreativa per Chivasso ed il Chivassese con la costruzione di una struttura sportiva per il canottaggio agonistico e da diporto con aree per attività sociali e ricreative”.
“Alcuni ‘personaggi’ ironizzarono su la ‘Nuova Realtà’ - una pubblicazione propagandistica - che volessi far diventare Chivasso la quinta Repubblica Marinara, in un articolo firmato ‘la redazione’: neanche il coraggio di metterci la faccia - specifica Riva Cambrino e continua “L’articolo terminava con la frase “Uomini piccoli che vogliono diventare grandi con i soldi del popolo", quindi con ‘insulti’, proprio nello ‘stile’ degli odierni hater”.
“Sono felice che dopo oltre 40 anni, o dovrei dire con oltre 40 anni di ritardo, - dichiara infine Livio Riva Cambrino - finalmente tutte le forze politiche sono concordi sul recupero e la riconciliazione della Città di Chivasso con il fiume Po” e conclude “A causa della miopia che ha caratterizzato gli esponenti italiani dei Verdi che, mentre in buona parte d'Europa il partito Verde è una forza di massa, superando il 10%, e di governo, in Italia sono svaniti come neve al sole. E questa vicenda conferma, nuovamente, che Noi Socialisti eravamo mezzo secolo avanti!”.
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