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CHIVASSO. Castello non ha più la maggioranza: mangia il panettone, ma a che condizioni?

CHIVASSO. Castello non ha più la maggioranza: mangia il panettone, ma a che condizioni?

Castello Claudio

CHIVASSO. Castello mangia il panettone, ma a che condizioni? Ieri sera, la maggioranza è andata ancora “sotto”, per quattro volte di fila. Fino a che il primo cittadino ha deciso di ritirare la delibera all’ordine del giorno.  Iniziata nella seduta consiliare del 21 dicembre scorso, la notte dei lunghi coltelli nella maggioranza del sindaco Claudio Castello è fonda. In tutti i sensi. Per quattro volte la maggioranza è andata “sotto” nella votazione per eleggere il presidente del collegio dei revisori dei conti. Una quisquilia. Significativa, però, del clima che regna in un gruppo che ormai non sta più insieme nemmeno con la colla e che difficilmente arriverà a primavera. Castello non ha più i numeri per governare. E se la matematica non è un’opinione, un gruppo di franchi tiratori del Pd e di Chivasso Solidale sta tirando a impallinare il sindaco ogni volta che può. L’ha fatto sul “caso” Ciss, nella precedente seduta, con un tema che non era nemmeno all’ordine del giorno. E l’ha rifatto ieri sera, facendo venir meno la maggioranza assoluta (sette su nove hanno votato la prima volta, otto su nove le altre tre, ndr) dei voti non una ma quattro volte di fila nella votazione per eleggere il presidente del collegio dei revisori dei conti.  Tanto che, alla fine, Castello ha ritirato la delibera. Cosa succederà ora? Il tempo delle riflessioni è iniziato da mo’ e proseguirà. Una cosa è certa: Castello - checché ne dica l’ex capogruppo del Pd, Cristina Peroglio, dimissionaria dall’incarico nella serata di ieri, “Non è una questione di fiducia”, come ribadiva nel discorso sul Ciss - non ha più fiducia e numeri per governare. L’opposizione, con in testa Matteo Doria di Amo Chivasso e le sue frazioni, invoca le dimissioni. E’ giunta l’ora?
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