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CHIVASSO. Atiq multato di 1.032 euro dai vigili: non aveva gli orari in vetrina. "Stavo pulendo il vetro!"

CHIVASSO. Atiq multato di 1.032 euro dai vigili: non aveva gli orari in vetrina. "Stavo pulendo il vetro!"

Atiq con gli orari del negozio in mano, quando gli venne elevata la multa da 1.000 euro

CHIVASSO. Atiq multato di 1.032 euro dai vigili: non aveva gli orari in vetrina. "Stavo pulendo il vetro!". L'Ascom prende subito le difese del commerciante e scrive una lettera furibonda al sindaco Castello, all'assessore Centin e al comandante dei vigili. E' una storia di quelle che non si vorrebbero mai sentire, leggere, scrivere. Di quelle che suscitano una immediata reazione di pancia: "Vergogna!". Appena s'è diffusa la notizia della lettera dell'Ascom al sindaco Castello, all'assessore Centin e al comandante dei vigili urbani Delpero, per la multa da 1.032 euro ad un commerciante che non aveva affisso il cartello all'ingresso del suo negozio con gli orari, s'è iniziato a cercare chi fosse, quel commerciante. E la ricerca è durata poco. La "vittima" della scure impietosa degli agenti della Polizia Municipale è Atiqur Rahman, per tutti Atiq, 30 anni, originario del Bangladesh ma chivassese d’adozione da almeno dieci anni. Il ragazzo delle rose, dallo scorso anno, in piena pandemia, in via Torino 54 ha aperto il suo mini-market "Atiq Express". Con tutte le fatiche del caso e del momento, è riuscito e riesce a tenere aperto tutti i giorni il negozio per dare da mangiare alla sua famiglia, la moglie Tamanna e il figlio Taimur, da poco arrivati in Italia. Questa mattina, la mazzata ricevuta dai vigili urbani. "Sono venuti qui per un controllo - spiega Atiq -, volevano sapere se avevo il green pass. Avevo tutto. Allora si sono guardati intorno e hanno notato che non avevo l'orario del negozio affisso al vetro. Così mi hanno multato... E' vero, non avevo gli orari attaccati, ma erano sul bancone: stavo pulendo il vetro con il panno ed il Vetril! Gliel'ho anche fatto vedere ma non hanno sentito ragioni: multa. Mi hanno detto: può fare ricorso...". Un pugno nello stomaco di qualsiasi commerciante della città, una sanzione del genere in un periodo come questo. Un pugno nello stomaco di tutti i chivassesi che hanno a cuore le sorti di Atiq e della sua attività. Già, perché nonostante tutto, questo ragazzo venuto dal Bangladesh, ha sempre dimostrato una riconoscenza e gratitudine infinita verso questa città. E Chivasso, che riconoscenza ha per Atiq? La sua storia la conoscono tutti.

Dalle rose vendute sotto i portici di via Torino, in piazza, nei bar, tutti i giorni e tutte le sere, di strada ne ha fatta questo giovane papà venuto dall’oriente e innamoratosi dei nocciolini, della gente e anche del clima di questa nostra città.

Ringrazio di cuore gli amici di Chivasso che mi stanno aiutando in questa nuova avventura”, diceva qualche tempo fa mentre era alle prese con gli ultimi preparativi per il suo negozio.

E dire che Atiq ne ha vissute un po’ di tutti i colori a Chivasso. Solo nel dicembre 2015, la notte di Capodanno, venne aggredito da un gruppo di teppistelli sotto i portici di via Torino: in cinque, gli spaccarono il naso ma il dottor Libero Tubino glielo sistemò. Mentre le migliaia di testimonianze d’affetto ricevute dai chivassesi gli aggiustarono cuore, spirito e umore.

Mazzo di rose rosse in mano, scarpe da ginnastica, bicicletta, Atiq riprese presto la vita di sempre.

Vorrei poter trovare un lavoro normale”, ci confidò all’epoca.

Oggi quel tempo condizionale è diventato presente indicativo. "Atiq Express" in via Torino 54. Nonostante le botte ricevute, fisiche e non solo.

Forza Atiq, siamo con te!
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