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SETTIMO TORINESE. E chissene...

SETTIMO TORINESE. E chissene...

AFGHANISTAN, OPERAZIONI UMANITARIE DEI MARINES STATUNITENSI. SALVATAGGIO BAMBINI AFGHANI PROFUGHI TRASFERIMENTO SOLDATI AMERICANI

SETTIMO TORINESE Chi parla più di Afghanistan ? Dopo il clamore mediatico di qualche settimana fa e gli appelli accorati di politici, uomini e donne di spettacolo e giornalisti, ecco che è finita un’altra moda.
Le strazianti immagini all’aeroporto di Kabul avevano, in un minuto, oscurato quelle purtroppo più ordinarie e meno spettacolari della tragedia del popolo haitiano flagellato ancora una volta dal terremoto. E chissene….. di Haiti e delle endemiche scene di miseria e disperazione che ci arrivano da quelle terre. Una cosa che è sempre possibile vedere non è una notizia e, si sa, se non c’è la notizia non c’è audience. Poche ore dopo l’ultimo volo americano che lasciava l’aeroporto di Kabul e l’ennesima strage di innocenti fatta dal solito kamikaze arabo già non c’era più la notizia. Senza i marines americani non c’era nemmeno nulla da vedere. Peccato per le donne sempre più velate e sempre più emarginate, qualche foto e ripresa di cattivi talebani barbuti agli angoli delle strade che con sguardo arcigno non lasciavano presagire nulla di buono per il futuro di questo popolo, il tempo di qualche dichiarazione di parlamentari europei che da Bruxelles esclamavano “non vi lasceremo mai soli” e il sipario scendeva impietoso anche sull’Afghanistan e, con esso, anche la carità, scambiata per solidarietà. E chissene anche delle donne private dello loro libertà. Adesso che  il Mare Nostrum ha ripreso a sputare sulle nostre coste i resti dei barconi e degli anonimi carichi di speranza che contenevano, riprende la tragica e patetica gara della politica nostrana. 12 Paesi europei chiedono muri, gli altri stanno zitti e parlano a vanvera di diritti e di umanità. I trattati inumani con la Libia e gli altri paesi arabi intanto continuano a produrre i loro effetti di morte, mutilazione e violenza, i patti di Dublino che vietano la libera circolazione di chi cerca la vita restano immodificabili e solidi come muri a difesa della nostra ipocrisia, i dittatori turchi, egiziani o siriani che siano restano stabili e buoni clienti di armamenti prodotti nel “solidale” e vicino occidente.  E chissene ancora del mare che diventa rosso di sangue, dei bambini abbandonati sui barconi nel tentativo di metterli in salvo, delle ombre disperate nei campi pugliesi, campani o calabresi. E chissene.  La foto della Sindaca con l’immigrato è venuta bene, il post su Facebook per il lancio della solidarietà a non so chi ha ricevuto oltre 3.000 like, in pochi giorni si sono riempiti gli scaffali della solidarietà di pannolini, omogeneizzati e vestitini nuovi. E chissene, siamo già pronti ad una nuova accoglienza. Sulle tracce di questa intermittente carità mi sono recato nei giorni scorsi all’Ecomuseo, sede del ben contribuito “emporio” della Fondazione Comunità Solidale e luogo di raccolta del materiale per l’accoglienza di minori afghani.  Il set cinematografico era già cambiato. Il luogo, sempre spettrale nel suo visibile abbandono, oggi ospita un trasandato Festival della Scienza. Un roll up capovolto davanti all’ingresso principale, alcuni pannelli di legno con i loghi del Festival ad oscurare i vetri dei locali che, senza alcuna procedura, il Comune di Settimo ha messo a disposizione gratuita alla sua Fondazione, un cartello sbiadito che indica una ipotetica biglietteria, le porte chiuse degli spazi espositivi e dell’ex birrificio i cui locali (comunali) restano però inutilizzati e abbandonati. Tutto appare come un gigantesco set cinematografico dove girare un film noir.  Se volti ora lo sguardo nei locali della solidarietà trovi tutti gli scaffali vuoti, come nel film “La Stangata” qualcuno notte tempo ha abbandonato il set allestito per ingannare il pubblico. Scaffali senza più le scatole della generosa raccolta pro famiglie afghane sembrano una scena dei negozi post brexit o se preferite dell’ex URSS.  E una domanda ci viene spontanea: ma le migliaia di omogeneizzati che si intravedevano nel filmato pubblicato dall’Amministrazione Comunale su FB chi li ha mangiati ? Speriamo con tutto il cuore che siano andati a famiglie bisognose, senza filmati o pacchi con la pubblicità della Sindaca o di qualche assessore, senza vincoli di nazionalità, per una volta come una vera, autentica e silenziosa solidarietà.   Se qualcuno del Comune volesse dare rassicurazioni in merito, credo che anche coloro che generosamente e disinteressatamente hanno donato ringrazierebbero. 
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