Non ha più occhi per piangere la dirigente del Cpia di Ivrea
Donatella Libertino, come lei anche la responsabile torinese del CPIA 4 “Adriano Olivetti”
Elena Gobbi.
Non avendo una sede anche solo provvisoria hanno deciso di usare una tenda militare montata davanti all’ormai ex scuola. Il problema, però, non è dove registrare gli iscritti (e sono circa 400) ma dove faranno, poi, le lezioni.
Tenda militare Cpia
E’ vero che l’Amministrazione comunale ha proposto
la Casa di Carità e il Ciac ma le aule sono disponibili solo al pomeriggio e con i numeri che hanno non sarebbero sufficienti. I locali nel seminario della Curia e quelli dell’Opera Pia Moreno? Non li hanno ancora visti e il sopralluogo è previsto questa settimana.
Il Comune si sarebbe offerto di ristrutturare uno stabile, ma i tempi sarebbero troppo lunghi. Morale? Avrebbero chiesto la disponibilità di Palazzo Giusiana, ma stando alle risposte dell’Amministrazione comunale sarebbe troppo complicato....
Anche e soprattutto di questo si parlerà al consiglio comunale in programma per oggi pomeriggio, in streaminc dalle 18.
All’ordine del giorno una variazione di bilancio e il bilancio consolidato, ma anche un’interpellanza generale sull’ex Caserma Valcalcino, finita alla ribalta delle cronache di tutti i giornali in queste ultime settimane.
Le Opposizioni unite e compatte chiederanno alla giunta, al sindaco e soprattutto al vicesindaco
Elisabetta Piccoli (l’assessore
Michele Cafarelli nelle ultime settimane è sparito da tutti i radar) di spiegare come si è arrivati sino allo sgombero dell’edificio e quali siano le sistemazioni alternative trovate per chi lo utilizzava a cominciare dal CPIA accampato nel cortile.
Infine chiederanno se sia stato affidato un incarico per una perizia e se nell’attesa non sia possibile trovare una formula di sgombero solo temporaneo.
Di sottofondo parole e musica di
Edoardo Bennato (“Quanta fretta ma dove corri....”, Il Gatto e la Volpe) con una critica, neppure tanto velata, ad una decisione
“che sembra quantomeno affrettata e non suffragata da elementi certi ed univoci ...”.
“Giovedi 9 settembre - denunciano le Opposizioni -
è stata convocata, su richiesta dell’Amministrazione, in via d’urgenza, la Conferenza dei Capigruppo per comunicare la decisione di procedere allo sgombero e alla chiusura dell’edificio nord dell’ex caserma Valcalcino “per motivi di sicurezza”. In tale occasione non è stata messa a disposizione alcuna documentazione per poter esprimere un parere consapevole....”.
Ha fatto seguito, il 10 settembre, un’ordinanza del responsabile dell’ufficio tecnico
Igor Nolesio in cui si giustifica la chiusura sulla base di una perizia del 2010 disposta dal Comune su un edificio gemello.
“Secondo Nolesio che lo scrive nell’ordinanza - insistono le Opposizioni -
la perizia evidenzierebbe una situazione di potenziale pericolo, correlata principalmente alle controsoffittature presenti, ma tale affermazione non trova riscontro nell’attenta lettura del documento peraltro messo a disposizione dei consiglieri solo alcuni giorni dopo l’emissione dell’ordinanza....”.
Insomma dove lo ha letto?
Vero è che la perizia non punta affatto il dito su problemi di staticità dell’edificio e riguardo al sistema di controsoffittature dice che
“ancorché in buon stato di conservazione, non è l’ideale dal punto di vista della sicurezza”.Un’affermazione ben diversa dall’esprimere un potenziale pericolo.
Inutile aggiungere che la perizia del 2010 era stata fatta redigere con l’obiettivo di verificare la possibilità di trasferire qui gli Uffici Comunali “soggetti ad affollamento”.
Altra considerazione delle Opposizioni: “
Le prove eseguite hanno riguardato il fabbricato A le quali per l’esatta corrispondenza dimensionale e costruttiva possono ritenersi valide anche per il fabbricato B”, ma tale affermazione riguarda esclusivamente le prove di carico eseguite che, come dice la perizia hanno generato “risultati nettamente positivi” anche per la destinazione d’uso ipotizzata. Tale presunta analogia non riguarda quindi le eventuali criticità evidenziate a seguito di un sopralluogo diretto (non effettuato sull’edificio nord) ad esempio riguardo le controsoffittature la cui sicurezza può essere valutata solamente tramite una visione diretta con eventuali prove effettuate in sito, non certo per “analogia” con altri edifici...”
Come non sottolineare poi che l’edificio sgomberato fu oggetto nei primi anni del 2000 di un importante ristrutturazione eseguita proprio per ospitare due scuole: l’IPSIA e il Liceo Musicale?
E perchè non puntualizzare che le ordinanze “contingibili ed urgenti” - e quella di sgombero dell’ex Valcalcino lo è
- sono di esclusiva competenza del sindaco che le firma non senza una relazione del dirigente competente o di un tecnico incaricato?
“Evidentemente - inforcano
Massimo Fresc, Maurizio Perinetti e
Francesco Comotto -
in tale occasione i progettisti avranno verificato le condizioni strutturali dell’edificio, non reputando necessari interventi di adeguamento. Peraltro nemmeno questa documentazione è stata resa disponibile ai consiglieri o alla Commissione consiliare competente...”.
Infine, ma non in ultima le Opposizioni si dichiarano fortemente perplesse su una decisione che mette in forte discussione l’operato, sia dal punto di vista tecnico che politico, di chi era responsabile della sicurezza del patrimonio immobiliare del Comune negli ultimi 10 anni e che pur a conoscenza dei risultati della perizia decise di non prendere provvedimenti che ora si considerano urgenti e indifferibili.
“Sono stati sentiti o no i funzionari dell’epoca per poter condividere le informazioni in loro possesso...?” si domandano. Su tutta la questione il vicesindaco
Elisabetta Piccoli pur non entrando nel merito dell’ordinanza ci tiene a precisare che, per far fronte all’emergenza si sono già stanziati 150 mila euro, utili, alla bisogna, per sistemare immobili di proprietà comunale.
“Il Cpia - specifica -
sta valutando alcune soluzioni. E si va dal Ciac, all’Istituto Moreno, passando dalla Casa di carità Arti e mestieri e ad alcuni immobili della Curia, oppure un mix tra loro. All’Associazione che si occupa di Sclerosi daremo, ad uso gratuito, sala Santa Marta per riunirsi e così faremo con tutte le associazioni che ce la chiederanno. Alla sclerosi hanno gli daremo santa marta per le riunioni. tutti gli altri a seguire. Intanto aspettiamo la perizia...”.
Già, la perizia. Fino a ieri (lunedì), al diavolo la fretta, all’albo pretorio ancora non esisteva un provvedimento per la nomina del professionista incaricato....
Cos’è il CPIA 4
I CPIA, Centri Provinciali Istruzione Adulti, ex CTP (centri territoriali permanenti) ed ex 150 ore, sono scuole statali e rivolgono la loro offerta formativa a tutti i cittadini italiani e stranieri (in regola con le vigenti regole di immigrazione)
Il CPIA è aperto a tutti coloro che hanno almeno 16 anni all’atto dell’iscrizione. Tra le altre cose il CPIA offre il conseguimento del diploma di scuola secondaria di primo grado (scuola media); il conseguimento del diploma di scuola secondaria di secondo grado (diploma/BAC);
Corsi di alfabetizzazione di lingua italiana per stranieri.
Il CPIA 4 TORINO ha la sua sede amministrativa a Chivasso e sedi scolastiche, oltrechè a Chivasso, anche a Settimo Torinese,
Ciriè, Rivarolo, nella casa circondariale di Ivrea e, fino a qualche giorno fa, anche all’ex Valcalcino di Ivrea