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30 Giugno 2021 - 01:49
VENARIA REALE. E’ bastato un solo discorso. Uno solo. E sono state mandate nel cesso ore, giornate, settimane di lavoro per redigere documenti e unire le forze per un percorso che aveva un solo obiettivo: fare diventare Venaria Reale una città dei diritti.
E’ bastato questo discorso: “Ho passato 50 anni con la stessa donna. Ognuno faccia quel che vuole, per me esiste una sola famiglia: padre, madre, figli. Il resto sono porcherie, schifezze”. E, ancora: “Se continuiamo di questo passo, chissà quando verrà fatto il primo Gay Pride a Venaria”.
Sono queste le parole proferite lunedì 28 giugno dal consigliere comunale di Forza Italia, Rosario Galifi (del quale è anche segretario cittadino) durante la discussione della mozione sull’adesione alla carta d’intenti “Re.a.dy.”, la Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti-discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.
Una mozione che aveva fatto seguito a quella approvata poco prima e in cui le componenti di maggioranza (Venaria Riparte, Lega, Fratelli d’Italia e anche Forza Italia) chiedevano al sindaco e alla giunta azioni e politiche per “Venaria Reale, una città contro tutte le discriminazioni”, visti alcuni episodi discriminatori avvenuti in città nell’ultimo periodo.
Parole, le sue, che vanno proprio in contrasto con le azioni portate avanti dalla sua stessa maggioranza.
“Dopo le dichiarazioni del consigliere comunale Rosario Galifi, che ha etichettato le famiglie arcobaleno e i 120mila bimbi e bimbe che ne fanno parte come un surrogato di una schifezza, chiediamo le immediate dimissioni dal suo incarico istituzionale”, commenta il candidato sindaco di Torino, Davide Betti Balducci, del Partito Gay.
“Venaria Possibile” è ancora più dura: “Ormai siamo abituatiə agli scivoloni di questa maggioranza, ma ieri sera, in Consiglio comunale, sono comunque riuscitiə a stupirci. Non crediamo serva nemmeno commentare certe uscite, imbarazzanti e vergognose, specialmente se pronunciate in sede istituzionale. E nemmeno ci stupiamo, se pensiamo che questa è la stessa maggioranza che in campagna elettorale parlava di “famiglie tradizionali” e “teoria gender”. Queste frasi, però, ci ricordano quanto è importante il lavoro che facciamo, ogni giorno, per promuovere amore, rispetto, uguaglianza e diritti per tutte e tutti. A quando il Gay Pride a Venaria? Noi speriamo molto presto”.
La consigliera Rossana Schillaci (PD) entra ancora più a gamba tesa: “Probabilmente il consigliere Galifi non sa cosa stesse votando. Perché poco prima vota a favore di una città inclusiva e poco dopo esce con queste affermazioni così gravi. C’è molto controsenso in tutto ciò. Se un nipote o un parente del consigliere fosse omosessuale, cosa farebbe? Lo cancellerebbe dal ramo genealogico? Toglierebbe l’eventuale eredità?”.
“Sono rammaricato e prendo le distanze dalle parole del consigliere Galifi. Siamo amministratori di tutti i cittadini venariesi. Tutti, senza fare distinzioni di alcun tipo”, commenta in conclusione il sindaco Fabio Giulivi.
“Venaria ancora alla ribalta per la vergogna che si consuma in Consiglio. Non era bastato il capogruppo leghista con il suo insulto ad una donna definita “puttana” in corso di Consiglio. Per non farci mancare nulla, ieri, il capogruppo di FI Galifi ha definito “porcherie” tutte le unioni fuori dalla famiglia tradizionale uomo/donna. Così mi ha risposto ieri in seduta, dopo che avevo impegnato 10 minuti a relazionare sulla mozione per l’adesione alla rete Re.A.Dy, per spiegare che l’ obiettivo era quello di lottare in prima linea e con atti concreti come città, per garantire a tutti dignità ed inclusione contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale. E purtroppo è ancor più grave che il consigliere abbia continuato sulla sua linea anche quando, dopo la sacrosanta replica della collega Schillaci, gli ho chiesto di rimangiarsi quanto di inaccettabile affermato. Prima è toccato alle donne diventare bersaglio di insulti ( e poiché il lupo perde il pelo ma non il vizio ieri un altro leghista mi ha intimato di “stare zitta”).Ora è il turno degli omosessuali e transessuali. Anche questa volta il consigliere resterà al suo posto? Povera Venaria”, attacca Barbara Virga.
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