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IVREA. La maledizione della Fondazione Guelpa: s'è dimesso Battegazzorre

IVREA. La maledizione della Fondazione Guelpa: s'è dimesso Battegazzorre

battegazzorre roberto,

La notizia trapelata la scorsa settimana è da collasso amministrativo. Si è infatti dimesso, per motivi di salute, il presidente della Fondazione Guelpa Roberto Battegazzorre.  E sembra quasi una “maledizione”. La maledizione della Fondazione Guelpa che in poco meno di tre anni ha già visto succedere non uno, non due, addirittura tre diversi presidenti e prima di Roberto Battegazzorre, ricordiamo Luca Beatrice e Domenico Iallà. “Ho un problema agli occhi  - ci ha confermato Battegazzorre - i tempi di guarigione sono lunghi e non riuscire a dedicarmi all’Ente come vorrei...” E poi ancora: “Il momento per la Fondazione è nodale in quanto se il suo ruolo non sarà riprogettato è difficile immaginare un futuro diverso dalla chiusura. Forse un presidente eletto dal Consiglio comunale, come prescrive il nuovo statuto, potrebbe cambiare, o chiarire, le prospettive. L’ho già detto al Sindaco, dovrebbe avere competenze amministrative per riequilibrare le componenti attuali del consiglio di amministrazione che sono per la metà di impronta “artistica”. Poi, evidentemente, c’è tutto il resto ed è - per come l’abbiamo capita noi - una non condivisione della linee  guida  tracciate dall’Amministrazione comunale. Questione di numeri e i numeri sono di un’oggettività tremenda. Anche quest’anno, infatti, la Fondazione Guelpa (crepi l’avarizia) spenderà la bellezza di 256 mila euro per finanziare le attività culturali della città. Tutti trasferiti all’Amministrazione comunale (con gaudio e tripudio dell’assessore Costanza Casali) che a sua volta li ha distribuiti e li distribuirà, attraverso un bando, alle associazioni e, in parte, li sta utilizzando per mandare avanti il Museo Garda. Senza alcun dubbio un mucchio di soldi considerando che si era detto (non ce lo siamo certo sognato la notte) che si sarebbe dovuta mettere la parola “stop” alle erogazioni per non correre il rischio di ritrovarsi prima o poi senza i fondi necessari per la nuova Biblioteca. “La verità – scrivevamo appena due settimane fa – è che la nuova biblioteca, forse, in fondo in fondo, non la si vuole costruire, comunque non adesso, a due anni dalle elezioni amministrative, con la necessità che c’è di far divertire la popolazione e continuare ad alimentare un certo clientelismo...”.  A pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca e, anche in questo caso, a farcelo pensare sono i numeri. Ci dicono che dei 7,5 milioni a disposizione ne sono stati stanziati 1,7 per  la demolizione del Cena e per i certificati anti-incendio della vecchia biblioteca, altri 2,5 per il funzionamento dell’Ente (cioè per le attività culturali di cui sopra (da spendere e spandere come si puote), infine, quel che rimane, vale a dire circa 3,3 milioni, per la nuova biblioteca. Morale? I 3,3 milioni per una nuova biblioteca non bastano. Ce ne vorrebbero almeno 6 o 7, cioè tutti i soldi attualmente in cassa. Certo si potrà attivare un mutuo. Si potranno cercare sponsorizzazioni.  Si potrà dire che la coperta e corta, ma in tutta verità questa sembra la favola della formica e della cicala, in una città che quando si parla di cultura non c’è alcun limite alla borsa della spesa. Per questo non ci sono soldi per le manutenzioni, perchè evaporano con il Carnevale, con la Grande Invasione, con San Savino, con il Teatro eccetera, ecccetera.. In futuro, le Amministrazioni che verranno, con un pizzico di fortuna magari riusciranno ad accendere un mutuo ma anche loro dovranno fare i conti con una serie di “Se” e i “Se” sono così tanti da far strabuzzare gli occhi. “Questo è un po’ il problema – metteva le mani avanti con noi Roberto Battegazzorre – Noi dobbiamo assolutamente chiarire il destino della Fondazione. Da un punto di vista finanziario, almeno nel brevissimo periodo, non si preannuncia un rialzo del rendimento dei titoli e gli interessi sul capitale sono vicini allo zero. Una ripresa del ruolo della Fondazione come gestori di Fondi, proprio non ce lo vedo almeno nell’arco dei prossimi  5 o 6 anni. Erogherà quel che gli rimarrà in cassa e poi si esaurirà…. In realtà con le indicazioni forniteci dall’Amministrazione Comunale la nostra missione sarebbe già praticamente terminata. E’ vero che i fondi stanziati non  saranno sufficienti per fare una biblioteca ma il Comune ha sempre dichiarato di voler integrare…”. E non basta ancora. S’aggiunge a tutto questo, la dipartita, già ad agosto, del segretario generale Manuela Mondino che verrà sostituita  da una semplice impiegata amministrativa come da avviso pubblico per un contratto determinato di tre anni part-time (Termine ultimo per la presentazione delle domande: il 15 luglio alle 12.00). E a proposito di patrimonio e di sperpero del denaro della benefattrice Lucia, ancora rimbombano nel cervello le parole di uno dei componenti più longevi del cda. “Se la Fondazione serve solo per staccare un paio di assegni all’anno non ha più senso – commentava con noi Marco Liore – Meglio chiuderla. Ci dica l’Amministrazione che cosa vuole fare, se ne è capace. Creiamo i presupposti affinchè in maggioranza non si tirino le pietre tra di loro.  Abbiamo 8 milioni di euro da spendere e non sappiamo come fare. Sembra una barzelletta. Direi che siamo anche un po’ stufi di chiedere pareri e pareri sui pareri. Abbiamo riempito tutte le stanza di pareri. Tra un po’ avremmo bisogno di qualche locale in più….”. P.S. Non è nostra abitudine tessere complimenti a chicchesia e se lo facciamo apertamente e pubblicamente è perchè ci crediamo. Battegazzorre se li merita tutti. In lui abbiamo riconosciuto una persona di cultura, saggia, appassionata, onesta,  intraprendente e di esperienza. Di tanti uomini e donne come lui: ecco di che cosa avrebbe bisogno la pubblica amministrazione. Liborio La Mattina
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