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20 Giugno 2021 - 11:13
Ritorna la “lunetta” di Chivasso. Il primo giugno scorso, con un decreto del consigliere delegato Dimitri de Vita, la Città Metropolitana ha adottato la “Proposta di Piano Urbano della Mobilità Sostenibile” (PUMS), cioè il piano di durata decennale che ha l’obiettivo di programmare gli interventi sulla mobilità e i trasporti, per renderli più accessibili, meno inquinanti e più sicuri.
Frutto di una lunga fase di elaborazione e ricerca, con il coinvolgimento delle amministrazioni locali e dei portatori di interesse, il piano dovrà ora essere sottoposto alla consultazione pubblica prevista dalla VAS (Valutazione di Impatto Ambientale), per cui i vari enti, associazioni, comitati e anche singoli cittadini hanno tempo di inviare le loro osservazioni fino al 16 agosto. La città Metropolitana avrà poi altri 90 giorni di tempo per rispondere a queste osservazioni, dopo di che il Piano sarà approvato in via definitiva dal Consiglio Metropolitano.
Il PUMS prende in considerazione le varie modalità di trasporto, pubblico e privato, con un’attenzione particolare per la cosiddetta “mobilità dolce”, cioè quella pedonale e ciclabile. Per questa, il piano si propone di migliorare e aumentare i percorsi ciclo-pedonali, realizzare nuove piste ciclabili urbane ed extraurbane, realizzare nuove ZTL e zone con limite a 30 km orari negli spazi urbani e favorire l’interscambio, con la realizzazione di bici-stazioni nei capolinea della metropolitana e nelle stazioni del Servizio Ferroviario Metropolitano. Per il trasporto pubblico, il piano prevede anche qui un ampliamento, soprattutto nelle aree interne, unito a interventi di razionalizzazione, per evitare inutili sovrapposizioni in certe ore, e carenze in altre, tra gomma e rotaia e favorendo l’interscambio tra l’una e l’altra. Infine, per il traffico automobilistico, il PUMS propone interventi per aumentare la sicurezza e ridurre gli impatti ambientali, mirando a sensibilizzare soprattutto le nuove generazioni verso una mobilità consapevole e a favorire l’innovazione tecnologica legata alla mobilità elettrica e alla guida autonoma.
Per quanto riguarda la nostra città, il piano propone alcuni interventi riguardanti anzitutto la mobilità ciclabile.
E’ previsto, infatti, il completamento della cosiddetta “Linea 4”, la pista del Servizio Ciclabile Metropolitano che, partendo da Piazza Baldissera a Torino, arriva al momento a Settimo e che dovrebbe essere prolungata fino a Chivasso, con un costo di circa 8,60 milioni di euro.
Anche per la nostra città, inoltre, sono previsti interventi per migliorare l’accessibilità ciclabile alla stazione ferroviaria e la realizzazione di parcheggi di interscambio.
Per Chivasso, il piano prevede inoltre la realizzazione di zone con limite di velocità a 30 km orari, riprendendo probabilmente quanto già programmato nel Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) adottato dall’amministrazione comunale a dicembre 2019, ma rimasto fino ad oggi nei cassetti. Quel piano prevedeva la realizzazione di una serie di aree 30 nelle zone limitrofe alla ZTL e nelle aree in cui sorgono poli scolastici o presidi sanitari.
L’intervento più importante che riguarda Chivasso è però il prolungamento e potenziamento della linea 2 del Servizio Ferroviario Metropolitano, l’attuale Pinerolo-Chivasso, che arriverebbe fino ad Ivrea, con due treni all’ora fino a Chivasso e un treno all’ora da Chivasso a Ivrea. Questi treni fermeranno in tutte le stazioni ed è prevista, come detto, la realizzazione di bici-stazioni ad ogni fermata.
Qui arriva però una grossa sorpresa, perché questo intervento prevede la realizzazione della cosiddetta “lunetta di Chivasso”. Qualcuno ricorderà che qualche anno fa si era discusso a lungo sull’opportunità di costruire una bretella che passando a ovest di Chivasso e toccando tra l’altro il già vessato Parco Mauriziano, collegasse direttamente la linea ferroviaria Ivrea-Aosta con la Torino-Milano, facendo risparmiare ai viaggiatori provenienti da Aosta-Ivrea alcuni preziosi minuti che si perdevano per effettuare il cambio di motrice. Caldeggiato dalla Regione Valle d’Aosta, che intendeva impiegare così 27 del 40 milioni di euro concessi dallo Stato per la modernizzazione ed elettrificazione della linea, il progetto era stato osteggiato dal Comune di Chivasso e da molti comitati e associazioni che rappresentavano i viaggiatori della tratta e i cittadini in generale, tanto da sembrare ormai accantonato. Anche perché la maggior parte dei 40 milioni disponibili sono stati spesi dalla Regione Valle d’Aosta per l’acquisto dei treni bimodali attualmente in servizio, che hanno anche risolto il problema del cambio di motrice.
Che senso ha, quindi, riproporre oggi la lunetta?
Nel Rapporto del PUMS non si dice molto, se ne accenna solo in alcuni punti, ad esempio nell’allegato che contiene le schede dei vari interventi previsti, dove si trova il “Peduncolo ferroviario Torino-Ivrea (Chivasso)”, dal costo non disponibile. In altre parti è presente un breve richiamo tra parentesi: (lunetta di Chivasso). Nella tavola 9.1, che riguarda gli interventi relativi al trasporto pubblico nell’area torinese, si vede il tracciato della lunetta, che questa volta non correrebbe a ovest, bensì ad est di Chivasso, senza tagliar fuori quindi la stazione.
A cosa servirebbe dunque? Forse ad impiegare quello che è rimasto dei 40 milioni, o a dare una soddisfazione a qualche politico valdostano? Sembrerebbe una questione da approfondire.
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