Un ordine del giorno dal sapore del “nulla”. Tante belle parole, pochissima sostanza. La maggioranza del sindaco di Chivasso Claudio Castello, tra consiglieri e assessori più o meno convinti, fa quadrato intorno al primo cittadino e approva un ordine del giorno sulla “questione morale” a Chivasso. Un odg annacquato, o meglio inzuppato, come un pulcino in un giorno di pioggia, rispetto alla versione originale proposta dai 5 Stelle e da Liberamente. Insipido, come un piatto di pasta in bianco.
Pallido, come le facce di molti amministratori comunali alla notizia del coinvolgimento nelle intercettazioni telefoniche di Platinum Dia del primo cittadino - non indagato - Claudio Castello, pizzicato svariate volte al telefono con Giuseppe Pino Vazzana, uno degli arrestati con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, così come riporta l’ordinanza del gip Edmondo Pio.
C’era da aspettarselo, ma tant’è. Stralciata la richiesta presentata dai 5 Stelle di istituire una nuova commissione consiliare permanente “Prevenzione e Contrasto delle Mafie e della Corruzione, promozione della cultura della legalità”. Buttata nel cestino la proposta di “LiberaMente” di impegnare il Comune di Chivasso “a costituirsi parte civile nel processo che seguirà alle indagini in corso, a tutela dell’onorabilità della cittadinanza”. E men che mai presa in considerazione l’idea, proposta sempre da “LiberaMente”, di organizzare un incontro qualificato tra i capigruppo con la Prefettura di Torino per avere maggiori informazioni sui possibili scenari che aspettano la nostra città.
Niente di tutto questo è stato approvato dai consiglieri comunale del Pd e di Chivasso Solidale.
Della serie: il sindaco non è indagato, dunque che questione morale c’è da fare?
L’odg emendato da Pd e Chivasso Solidale è dunque un documento che non impegna proprio un fico secco di nessuno. E si limita semplicemente a ribadire un impegno per la legalità che, in teoria, dovrebbe essere scontato.
Ecco il testo dell’odg votato a maggioranza così come presentato dalla capogruppo Pd Cristina Peroglio: “[…] Il Consiglio comunale di Chivasso dopo ampia e partecipata discussione ribadisce il proprio impegno morale nel contrasto alle mafie e si riconosce pienamente nelle azioni messe in campo dallo Stato quali indispensabili ma non sufficienti. Iniziative che localmente devono essere rafforzate e rese più efficaci anche dal comportamento di ognuno di noi”. E poi: “il Consiglio comunale di Chivasso si impegna a portare nella competente commissione consigliare ‘Legalità, diritti, pari opportunità’ proposte e contenuti per implementare l’azione dell’Università della Legalità e della Consulta per la Legalità”. Infine, si impegna “nella prossima seduta a mettere in discussione un documento programmatico sui temi della legalità e della lotta alla criminalità organizzata sul quale raggiungere la più ampia convergenza”.
Insomma, tante parole e sostanza nulla. Della serie, m’impegno. “Ceeerto” che m’impegno. Un domani, forse, chissà. Boh! E buonanotte ai suonatori.
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