La Consulta dei Commercianti, degli Artigiani e dei Titolari di Attività Turistico Ricettive del Comune di Ivrea: è necessario organizzare in modo razionale e partecipato l’elezione dei suoi rappresentanti
Il Consiglio Comunale d’Ivrea ha istituito la Consulta per il Commercio, l’Artigianato e le Attività Turistico - Ricettive della Città di Ivrea quale organismo interlocutore, propositivo e consultivo sulle problematiche dei commercianti, degli artigiani e delle attività turistico ricettive del territorio. Le finalità e le funzioni della Consulta definite dal Regolamento definiscono molteplici e importanti attività che i rappresentanti che verranno eletti potranno intraprendere; in quanto espressione della partecipazione attiva dei settori coinvolti, collaborerà con l Amministrazione Comunale con funzioni propositive, consultive e di analisi delle proposte, delle azioni e delle politiche di promozione e sviluppo delle attività economiche connesse con i settori del commercio, dellAartigianato e del turismo.
Potrà esprimere pareri non vincolanti su atti, proposte di provvedimenti o di programmi che spettano alla competenza degli organi di Governo. Potrà inoltre, in collaborazione con l’Amministrazione, attivare azioni relative ad iniziative e progetti di sviluppodelle attività produttive, tra queste il Regolamento menziona: la promozione di iniziative volte alla valorizzazione del commercio, dell’artigianato e del turismo locali; la promozione di iniziative inerenti i prodotti tipici locali; la ricerca di nuove soluzioni che possano essere di supporto alle attività del territorio; la promozione, anche attraverso la ricerca di finanziamenti, di progetti, ricerche, incontri, dibattiti e iniziative attinenti ai settori rappresentati nella Consulta.
Ci sono voluti più di due anni, due Assessori e diversi incontri con i titolari delle attività imprenditoriali coinvolte per arrivare all’approvazione da parte del Consiglio comunale del Regolamento della Consulta.
Il percorso che ha portato allPapprovazione del documento è stato tortuoso e ha richiesto un lungo periodo,perchè condizionato dal cambio di Assessore durante i lavori e dall’azione di una parte delle Associazioni di Categoria che volendo più rappresentanzaall’interno della Consulta ostacolarono l’approdoin Consiglio di un primo documento elaborato dall’ex assessore Ballurio e dai molti commercianti che nel 2019 avevano collaborato partecipando a diversi incontri.
L’ assessore Casali ha accolto una parte delle richieste delle Associazioni di Categoria, ma è riuscita a evitare, ascoltando le ragioni portate dal nostro gruppo politico e da commercianti propositivi, uno stravolgimento dello spirito della Consulta che resta, per come definito nel suo Regolamento, un organismo democratico e uno strumento diretto di collaborazione e confronto tra gli operatori economici e l’Amministrazione.
Il nostro impegno è stato costante in questi anni, abbiamo partecipato ai diversi incontri tra imprenditori e assessori e presieduto due riunioni della Commissione Consiliare Commercio e Attività Produttive dove si sono esaminate le bozze dei regolamenti elaborati.Con questeazioni abbiamo voluto favorire la partecipazione direttadei cittadini alla politica ritenendo che la Consulta potesse diventare uno strumento democratico idoneo per affrontare le criticità di settori economici fondamentali per la nostra Comunità.
La Consulta rischia però di essere uno mezzo inutile, è necessario che sia animata dalla partecipazione diretta degli operatori che utilizzandola potranno dialogare e realizzare unaunità di intenti che manca da tempo in città.
Commercianti, artigiani e operatori turistici hanno ora a disposizione uno strumento per lavorare in un rapporto diretto con L’Amministrazione, spetta a loro il compito di impegnarsi e organizzare, con l’aiuto dell’Amministrazione l’elezione deirappresentanti nell’Assemblea e nel Consiglio Direttivo.
Purtroppo, a differenza di quanto accaduto nel 2019, nelle ultime due riunioni in remoto organizzatedall’Amministrazione, volte a definire il Regolamento,è venuta meno una significativa partecipazione dei titolari delle imprese cittadine coinvolte, quanto accaduto ci preoccupa e ci questiona sui motivi di questa disaffezione.
Attraverso il dialogo è necessario capire le cause di questo disimpegno e attraverso il contributo che la politica può dare,informare in modo capillare gli operatori e aiutarli ad organizzare le elezioni affinchè si riescano ad individuare un numero importante di rappresentanti delle diverse aree della città indicate dal Regolamento, rappresentanti che andranno a costituire l’Assemblea della Consulta. Con la finalità di garantire la massima partecipazione coinvolgeremo nuovamente la Commissione Consiliare Commercio affinchè vengano ragionate attentamente le modalità con cui si coinvolgeranno gli operatori e si organizzeranno le elezioni. La grande distribuzione, il declino dellanostra città, la concorrenza del e-commerce e l’epidemia covid hanno portato alla crisi e alla chiusura di molte attività, è giunta lCora di puntare sulla partecipazione e l’impegno personale per provare a rilanciare le attività commerciali e artigianali così duramente colpite dalla crisi economica; la Consulta è una concreta possibilità per procedere in questa direzione.
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