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17 Maggio 2021 - 16:00
Davide Maria Brunasso Cassinino, capogruppo della lista civica “Primavera a Valperga”, denuncia la prolungata chiusura del parco giochi cittadino e lo fa pubblicando un video sul proprio profilo Facebook. Da più di 6 mesi il parco giochi di Valperga è chiuso, e attualmente versa in uno stato di totale abbandono e degrado. L’8 maggio Brunasso ha presentato un’interrogazione in Comune per richiederne l’apertura immediata.
«Non si comprende la ragione che giustifichi una così prolungata inattività — commenta il capogruppo di minoranza — e molte famiglie si sono rivolte a noi per chiederne la riapertura».
Per poter garantire svago e un po’ di attività all’aria aperta ai propri figli, le famiglie in questi sei mesi hanno dovuto raggiungere i vicini comuni dove le strutture sono sempre state accessibili, tranne che nel periodo in cui ne è stata prevista la chiusura dalla Regione.
«Adesso basta! Il tempo è migliorato e già da dieci giorni siamo in zona gialla — incalza Brunasso —. Abbiamo presentato l’interrogazione affinché il parco giochi venga riaperto immediatamente a piena fruizione dei bambini e dei ragazzi già tanto provati dalla pandemia».
Sulla falsariga di quanto è successo a Genova dove le strutture per i ragazzi sono rimaste sempre aperte, a Valperga si pensa che non si possa limitare o impedire un comportamento scorretto attraverso la chiusura di un parco, bensì confidando nel buonsenso delle persone
Nel video, Brunasso fa il punto della situazione prendendo in esame tre comuni limitrofi: Pertusio e Salassa dove il parco giochi è sempre rimasto aperto ed è costantemente curato, e Cuorgnè dove il parco giochi è rimasto chiuso esclusivamente dall’8 al 21 marzo.
«Sei mesi per riaprire un parco giochi è un tempo scandaloso — rincara la dose Brunasso —. È incomprensibile come solo il Comune di Valperga abbia chiuso il Parco giochi tra tutti i comuni della zona, fino ad arrivare a Torino dove le aree gioco sono accessibili.
I bambini hanno diritto alla socialità e al gioco. Il Parco giochi è una risorsa importante per tutti e che darebbe l’occasione di incontrarsi in tutta sicurezza all’aria aperta.
Spiace che le famiglie siano trattate dall’Amministrazione Sandretto come irresponsabili e inaffidabili.
Si potrebbe stabilire un tempo massimo di accesso, obbligare l’accompagnamento dei più piccoli e fare un’entrata contingentata per evitare assembramenti. Peraltro, sarebbe anche possibile mantenere l’ingresso attuale su Corso Villanova e consente l’uscita dal cancello posto su Via Gioberti.
Certo è più facile stare seduti sulla poltrona e fare niente che pensare a come risolvere i problemi.
I bambini non vedono l’ora di tornare sulle altalene e gli scivoli. Bisogna garantire spazi di socialità e aiutare le famiglie».
Tempus fugit, e ahimè gli anni scorrono velocemente.
«Sei mesi sono ingiustificabili.— conclude Brunasso —. Non si possono rinchiudere i bambini e i ragazzi sempre in casa davanti a computer e tv. La pandemia sta, talvolta, diventando una scusa per fare meno ed erogare meno servizi, proprio come nel caso della Biblioteca».
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