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01 Aprile 2021 - 17:38
Segretari cittadini Simona Appino (Pd) e Gabriele Pascuzzi (LeU)
In vista delle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Cuorgnè, dove sembra assodato che l’attuale maggioranza si divida in due parti, come si stanno muovendo i partiti dei due diversi schieramenti? Lo chiediamo ai loro segretari, cominciando da quelli del centro-sinistra. In questo numero intervistiamo la segretaria del Circolo PD “Alto Canavese” Simona Appino ed il coordinatore di “Liberi e Uguali” Gabriele Pascuzzi.
Cosa sta facendo il PD in vista delle elezioni di Cuorgnè?
Come circolo, ovviamente ci stiamo occupando dell’argomento. Negli ultimi tempi però non ci sono state novità: stiamo vivendo un momento di stasi. Lo spostamento del voto ci offre uno spazio di tempo maggiore per ragionare e per costruire qualcosa di diversa ampiezza. Avere qualche mese in più fa comodo.
A parte il vantaggio per voi, ritieni sia giusto aver spostato le elezioni?
Assolutamente sì. Oltre al rischio di aumentare i contagi ed alle difficoltà di una campagna elettorale senza possibilità di contatto diretto con gli elettori, ci sarebbe stato un problema concreto nella formazione delle liste: per costruire qualcosa di solido è importante poter parlare con le persone, ragionarci, confrontarsi direttamente con tutti. Fare riunioni a distanza è faticoso e poco produttivo. Speriamo che i vaccini ci aiutino e che possiamo tornare presto a riunirci e a dialogare dal vivo.
Quale tipo di lista vorreste costruire?
Nelle elezioni comunali penso sia importante costruire delle liste civiche: a livello locale contano di più le persone che i partiti. Questi dovrebbero avere piuttosto un ruolo di supporto, aiutare le persone brave a venir fuori.
Pensate comunque ad un’alleanza con le forze del centro-sinistra?
Gli incontri si fanno con tutti e con tutti ci si deve confrontare, anche se è difficoltoso: poi se ne vedrà l’esito. Con quelli della nostra area abbiamo già parlato. L’importante, per costruire una solida alleanza, è trovare una quadra sui temi importanti.
Quali sono questi temi?
Innanzitutto occorre avere una visione più ampia di quella comunale. Cuorgnè non è un’entità isolata, fa parte di un territorio con il quale ha in comune molte caratteristiche e problemi. Ci sono questioni importanti, che incidono profondamente sulla vita dei cittadini ma che non possono essere affrontate in una dimensione comunale: i trasporti, la salute, il lavoro. Penso alla 460 ed alle infrastrutture per portare occupazione; penso all’ospedale di Cuorgnè ed alla sua funzione.
Se ci sarà una coalizione di centro-sinistra, essendo il vostro il partito più grande, immagino che il candidato a sindaco sarete voi ad esprimerlo. Si sono ipotizzati anche dei nomi. Avete in mente qualcuno?
Sono convinta che per costruire una coalizione forte occorra partire dalle idee e dai programmi, non dal candidato a sindaco: è dal gruppo che deve uscire il suo nome, alla fine del processo di costruzione, non all’inizio. Prima si forma la squadra, in base alle competenze, alla disponibilità, all’esperienza di ciascuno. I personalismi non vanno bene.
Cosa sta facendo Liberi e Uguali in vista delle elezioni di Cuorgnè?
A Cuorgnè si sta raccogliendo un nucleo di persone, e tra queste anche alcuni esponenti dell’area Sinistra Italiana-LeU, che sta lavorando con il proposito di aprire un cantiere progettuale e quindi formare una lista civica.
Quale tipo di lista vorreste costruire?
Si tratterà, ci auguriamo, di una lista plurale per quanto riguarda il profilo dei soggetti coinvolti, unitaria sul piano degli obbiettivi strategici e radicata in un comune terreno di valori morali e politici: quelli della comunità solidale, della cooperazione, della partecipazione democratica, dell’impegno in difesa del bene pubblico, dell’eguaglianza.
Con quali forze politiche pensate di farlo?
E’ necessario creare un fronte capace di unire diverse soggettività: le forze politiche del Centrosinistra, della Sinistra e del Movimento 5 stelle, le realtà civiche e le associazioni, quegli esponenti dell’attuale amministrazione con i quali condividiamo i principi imprescindibili dell’eguaglianza e della giustizia sociale e tutti i cittadini di buona volontà che intendono dare un contributo per lo sviluppo e la crescita di Cuorgnè.
Quali sono, a tuo parere, i problemi più gravi della città?
La crisi del 2008 e l’attuale crisi pandemica hanno causato lacerazioni sociali profonde, strappi difficili da riparare. Anni di disoccupazione, precarizzazione del lavoro, declino della piccola impresa hanno visto sorgere ed acuirsi pesanti ed intollerabili disuguaglianze. Il lavoro che ci sta davanti è quello dei tessitori: è necessario in primo luogo ritessere legami di solidarietà all’interno del corpo sociale cittadino.
Come vedi il rapporto fra Cuorgnè ed il territorio di cui fa parte?
Occorre ritessere il rapporto della città con il suo territorio, il Canavese, rinsaldando quei legami organici rappresentati da sanità, scuola e trasporto pubblico ma anche assumendo un ruolo attivo nella direzione dei processi di riconversione ecologica e tecnologica. Occorre infine ritessere la trama che ci collega ad un passato che non deve sbiadire ma deve animare la nostra azione politica: quello della Resistenza e della lotta di Liberazione, quello del movimento operaio che ha dato prova proprio qui a Cuorgnè e nel Canavese di straordinaria forza unendo i lavoratori, piemontesi e meridionali, nella lotta per la conquista di diritti e migliori condizioni di vita.
Non si tratta di punti di riferimento ormai superati?
Qualcuno pensa che di quella storia rimangano solo le ceneri. Credo che rimarrà sorpreso nello scoprire che ci sono ancora dei tizzoni ardenti.
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