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22 Marzo 2021 - 16:46
La cerimonia inaugurale del Giardino “Bruno Caccia” che si è tenuta domenica mattina, nel rispetto delle norme anti-Covid.
Un simbolo di legalità. Un punto di riferimento per il futuro. Un luogo dove, quando si potrà tornare a socializzare, potrà diventare spunto di curiosità, per capire chi fosse quell’uomo, quale sia stata la sua storia, cosa abbia fatto per la nostra società.
Deve essere questo, e altro ancora, il nuovo giardino Bruno Caccia di via Amati 90 a Venaria, intitolato domenica al procuratore ucciso in via Sommacampagna a Torino, il 26 giugno del 1983, da due sicari della ‘Ndrangheta, che lo hanno crivellato di colpi: 14 prima e tre conclusivi, per giustiziarlo.
L’intitolazione è avvenuta in occasione della “Giornata in memoria delle vittime delle mafie”.
“Ringrazio la Città di Venaria Reale e l’amministrazione comunale, per aver voluto ricordare e onorare mio padre Bruno Caccia, con l’intitolazione del giardino pubblico. Questi riconoscimenti sono necessari affinché i giovani, ma non solo, mantengano vivo il ricordo di chi ha sacrificato la loro vita per i valori sposati con il proprio lavoro e, per le azioni intraprese in nome della libertà, pagando con la propria vita”, commenta così Paola Caccia, figlia di Bruno, che ha voluto presenziare alla cerimonia.
Il nome di Bruno Caccia era stato scelto dalla precedente Commissione Toponomastica, di cui faceva parte anche l’attuale consigliera comunale Barbara Virga.
L’inaugurazione si è svolta alla presenza del sindaco Fabio Giulivi; del presidente del consiglio Giuseppe Ferrauto; della referente della delegazione di Libera Piemonte, Maria José Fava.
Con loro anche il vicesindaco Gianpaolo Cerrini, gli assessori Paola Marchese, Marta Santolin, Marco Scavone, Giuseppe Di Bella; i consiglieri Marco Palmieri, Sandro Torchia, Michelangelo Matteucci, Marco Santagostino, Andrea Dei, Andrea Carlomagno, Rosario Galifi, Barbara Virga, Alessandro Brescia, Pino Capogna, Roberto Barcellona.
“Il 21 marzo è un momento di riflessione e di incontro, di relazioni vive e di testimonianze attorno ai familiari delle vittime innocenti, persone che hanno subito una grande lacerazione che noi tutti possiamo contribuire a ricucire. E’ una giornata di arrivo e ri-partenze per il nostro agire al fine di porre al centro della riflessione collettiva la vittima come persona ed il diritto fondamentale e primario della libertà. Diritto che appartiene alla persona vittima, ai familiari della stessa, ma anche a noi tutti, oggi come non mai, ricordare le vittime di mafie è un dovere”, spiega il presidente del consiglio comunale, Giuseppe Ferrauto.
Per Maria José Fava e per Libera “è importante mantenere vivo il ricordo e la memoria delle vittime innocenti delle mafie. Uomini, donne e bambini che hanno perso la propria vita per mano della violenza mafiosa, per difendere la nostra libertà, la nostra democrazia. Una memoria condivisa e responsabile grazie alla testimonianza dei loro familiari che si impegnano affinchè gli ideali, i sogni dei loro cari rimangono vivi”.
Presenti anche il capitano Silvio Cau, comandante della Compagnia dei carabinieri; il maresciallo Salvatore Liuni, comandante della stazione dei carabinieri di Venaria; e Luca Vivalda, comandante della polizia municipale.
“La lotta alla mafia deve essere una priorità per ogni Amministrazione Comunale. Una battaglia fatta non solo di parole ma anche di gesti ed azioni concrete contro chi soffoca le coscienze, contro chi vuole deviare la verità con le bugie. Una lotta di civiltà contro chi vuole privarci della possibilità di essere liberi. Battere la mafia significa denunciarne la prepotenza e i soprusi, contro la politica inquinata che abbassa la testa alla ricerca di squallidi accordi. Nella giornata in ricordo delle Vittime di Mafia abbiamo voluto ricordare Bruno Caccia un grande servitore dello Stato che ha avuto la colpa di svolgere bene il proprio lavoro, la propria missione. Siamo orgogliosi di poter dedicare a lui questo Parco perchè combattere la Mafia significa anche riappropriarsi del territorio con simboli concreti di valorizzazione del tema della legalità come questa celebrazione”, ha spiegato Giulivi.
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