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CASTIGLIONE. La Costanzo manda a quel paese il nuovo governo Draghi

CASTIGLIONE. La Costanzo manda a quel  paese il nuovo governo Draghi

In foto, il manifesto del “VaffaDay” contro Mario Draghi

Porterebbe una delle poche parlamentari a votare “No” al nuovo governo di Mario Draghi. Stiamo parlando di Jessica Costanzo, parlamentare del Movimento 5 Stelle, dissidente, sul piede di guerra da giorni.

Sono nello sconforto totale - ha scritto Sabato sulla sua Pagina Facebook -  Giuseppe Conte se ne va, gli italiani che come me lo stimano e lo vedono uscire di scena senza motivo si sentono abbandonati.  Hanno dubitato del suo curriculum fin dall’inizio perchè “non era del giro giusto”, sobrio e perbene ha dimostrato di non essere acquistabile e manipolabile. Sconforto.La paura è che tutto torni come prima: fama, potere, soldi.  Grazie Presidente Conte e arrivederci!”.

Ma non è tutto, martedì 9 febbraio, infatti, la stessa Costanzo, insieme ad altri colleghi, aveva preso parte al “VaffaDay” contro il nuovo governo di Mario Draghi, un ritorno alle origini per mandare a quel paese il successore di Giuseppe Conte.

Ma c’è di più, la parlamentare grillina, infatti, ha preso di mira anche il garante del Movimento.

Beppe (Grillo), se vogliamo dirci la verità purtroppo sappiamo che le dichiarazioni in politica contano come il due di picche. Se dovessimo farci un esame di coscienza in poche settimane ci siamo contraddetti anche noi in tutti questi veloci avvicendamenti, figuriamoci gli altri politici che cosa hanno raccontato nel corso dei decenni a questo paese?! Il Ministero della transizione ecologica è un’iniziativa bellissima, ma guardiamo in faccia la realtà. Quanti mesi e anni ci impiega la macchina burocratica a rendere operativo davvero un intero Ministero?  Un esempio: è stato creato dal governo Renzi l’Inl nel 2015 e ancora oggi non abbiamo risolto i problemi di coordinamento con Inps e Inail. La verità è che se hai un posto da sottosegretario o un ministero non riesci a controllare tutto il resto, anzi, spesso cosa succede? Le deleghe ai sottosegretari tardano ad arrivare apposta, proprio per legar loro le mani. Quindi essere dentro non è una garanzia sul controllo dell’operato del governo”. Da qui la decisione di votare “No” al governo Draghi sulla piattaforma Rousseau.

Da quando il MoVimento 5 Stelle esiste - scrive - ed ha poi portato i suoi primi eletti - cittadini semplici, normali - nelle aule parlamentari, la più grande accusa mossa contro di noi dal sistema mediatico era quella di essere un movimento anti-politico. Lo ricorderete. Quante volte ce lo hanno detto, rinfacciato: “siete l’anti-politica!”?. E invece il MoVimento ha sempre creduto nella politica come espressione più alta del vivere civile, ha sempre creduto nelle istituzioni. Non ha creduto nella politica di professione, quello no, ma nella nobiltà della politica come massima espressione della dialettica sociale sì.  Ebbene, voi oggi come definireste lo scenario che va delineandosi ora dopo ora? Un Parlamento appiattito su un’unica posizione, in cui scompaiono i partiti, scompaiono i programmi, le visioni, i temi… E tutto questo dopo che un black-out innescato al buio da un gesto - questo sì - davvero anti-politico, ha mandato a monte un governo che stava operando, pur tra mille difficoltà, con correttezza e dignità in mezzo a una pandemia?  Come definireste una Camera e un Senato mono-colore, in cui le differenze vengono viste come intralcio, come un capriccio, e sono quindi completamente sacrificate in nome di non si sa bene cosa? È forse politica questa? O è la morte della politica? Dove sono i cittadini in questo momento? Dov’è la loro rappresentanza? Dov’è il mandato popolare in una Camera pronta a chinare la testa, a ratificare a maggioranza bulgare qualunque provvedimento venga calato dall’alto in nome di un imprecisato senso di responsabilità?

Il mio voto contrario non è solo, sia ben chiaro, un atto di rivalsa nei confronti di chi ha voluto questa crisi. Il mio è un grido di dissenso contro il concetto stesso di “governissimo”, che recide ogni legame tra cittadini e istituzioni.

Non è nemmeno un atto di contrarietà alla persona di Mario Draghi in sé, sebbene le sue posizioni sulle privatizzazioni delle aziende pubbliche, sulla gestione del debito e sulla riduzione dei costi del pubblico impiego non mi vedano favorevole.  Il mio è un NO a ciò che incarnerà questo governo: il commissariamento del Parlamento”.

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