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VENARIA. Covid alla Piccola Reggia: scontro in Regione

VENARIA. Covid alla Piccola Reggia: scontro in Regione

La Piccola Reggia di Venaria Reale

VENARIA. Covid alla Piccola Reggia: scontro in Regione sulle responsabilità dell'Asl. A distanza di una settimana abbondante dalla sua denuncia, previo accesso agli atti, la consigliera regionale Francesca Frediani (Movimento 4 Ottobre, ex Movimento 5 Stelle, ndr) torna a bomba sulla situazione della Rsa “Piccola Reggia” di via Fratelli Cervi.

E lo fa dopo aver ottenuto le risposte da parte dell’assessore regionale Chiara Caucino, interrogata in merito ai fatti degli ultimi mesi e, in particolare, sulla gestione della struttura da novembre in poi, quando sono stati 40 i morti causa Covid. 

I verbali dei sopralluoghi svolti dall’Asl To3 presso la Rsa Piccola Reggia di Venaria descrivevano un quadro molto preoccupante fin dal mese di dicembre. La situazione si è ulteriormente aggravata nei mesi successivi e non è chiaro quali siano stati gli interventi messi in atto dall’Asl per contrastare la diffusione e l’evoluzione del virus”, commenta Frediani. 

Secondo quanto riferito dall’assessore Caucino, l’Asl To3 ha provveduto ad attuare tutte le prassi previste nel piano Covid-2 e cioè una serie di azioni di monitoraggio e controllo volte a prevenire  la diffusione del virus nella RSA e a tutelare la salute di ospiti, famiglie ed operatori.  Una serie di azioni scritte sulla carta ma che, evidentemente, non sono bastate ad evitare una vera e propria tragedia tra le mura della casa di riposo. I decessi che hanno portato l’Rsa di Venaria al centro dell’attenzione non possono essere ascrivibili alla cattiva sorte. Il nostro auspicio è che le indagini, successive alle denunce dei familiari delle vittime, possano fare chiarezza sull’accaduto e su eventuali responsabilità”, conclude Frediani.

Caucino ha spiegato come l’Asl To3 abbia “provveduto ad attivare, sin dalla Fase 1 dell’epidemia, una vigilanza straordinaria e specifica per le strutture residenziali socio-sanitarie e socio- assistenziali. Da luglio 2020, l’Asl To3 aveva approvato il Piano Covid-2 per le strutture per anziani che prevede, tra l’altro, l’acquisizione di un report settimanale, inviato dalle strutture, basato sull’individuazione ed il monitoraggio di “indicatori”, alcuni dei quali con significato di “alert”, per l’eventuale adozione di ulteriori azioni da mettere in campo in caso di necessità, a salvaguardia della salute pubblica. I controlli effettuati hanno sempre dato riscontro di una corretta gestione, relativamente all’adozione di idonee misure igienico-sanitarie, norme di distanziamento, individuazioni di percorsi “sporco – pulito”, adeguate misure di isolamento ed igienizzazione e sanificazione frequente degli ambienti e delle superfici. Tant’è che durante la cosiddetta prima ondata epidemica, nonostante il contagio di alcuni operatori, nessuno degli ospiti aveva contratto il Covid. Nella Rsa Piccola Reggia sono stati avviati gli screening periodici mediante l’effettuazione di test antigenici rapidi sul personale e sugli ospiti. Purtroppo, pur a fronte delle suddette corrette prassi, in concomitanza con la seconda ondata pandemica, a differenza di quanto avvenuto durante la prima fase, nella prima settimana di novembre sono emersi i primi casi. La struttura ha attuato immediatamente l’isolamento degli ospiti positivi ed ha adottato opportune misure di prevenzione e di sorveglianza sanitaria di ospiti ed operatori, dandone puntuale riscontro nei report settimanale. Ma anche l’attuazione del Pre-triage all’ingresso con rilevazione della temperatura per tutti gli operatori ed eventuali visitatori autorizzati. E di corrette misure di isolamento fisico e funzionale così come di adeguata formazione degli operatori sanitari e presenza di indicazioni/istruzioni sulle corrette prassi, lungo i percorsi”.

Caucino parla anche di assenza di riscontri negativi su carenza di personale di assistenza o di Dpi. Così come i pazienti positivi sintomatici “sono seguiti anche dai medici Usca, con intervento diretto in struttura e presa in carico, e mediante monitoraggio telefonico” e ribadendo come la struttura, seppur sia Covid-Freea partire da metà gennaio, continua ad essere monitorata dal Distretto Sanitario competente e dalla Commissione di Vigilanza”.

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