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01 Febbraio 2021 - 15:46
Il tribunale di Ivrea
Erano negativi i test alcolemici eseguiti su Matteo Balma, il 25 enne di Gassino che la sera dell’8 novembre 2017 rimase coinvolto nell’incidente stradale in cui perse la vita Beatrice Montrucchio, la 13 enne gassinese seduta sul sedile posteriore della Mini Cooper condotta dal papà Roberto, imputato per omicidio stradale.
I documenti sono stati prodotti ieri in aula al giudice Antonio Borretta. A richiedere quegli esami, la scorsa udienza, era stata la difesa di Roberto Montrucchio, l’avvocato Beatrice Rinaudo.
“Perché non ci sono agli atti” aveva detto la legale.
Ieri a testimoniare in aula, citato dal tribunale, è comparso il maresciallo Filippo Tonzanu, comandante della stazione carabinieri di Castiglione che aveva coordinato le indagini dell’incidente stradale.
Davanti al giudice Antonio Borretta, il maresciallo ha spiegato come lui e i suoi uomini riuscirono ad accertare che alla guida della Mini Cooper, quella sera, c’era il papà di Beatrice, Roberto Montrucchio e non la mamma Irene Bono come in un primo momento dichiarato. Ad incastrare Montrucchio furono le tracce ematiche rilevate sugli airbag anteriori della Mini una volta scoppiati. Quelle tracce furono comparate con le ecchimosi che Montrucchio presentava sul volto. Lo ha spiegato il maresciallo Tonzanu. Non solo perché quella sera Montrucchio riportò anche una frattura alla caviglia perché non aveva le cinture allacciate. Come non le aveva correttamente allacciate la figlia Beatrice poi morta in seguito all’urto della Mini contro un terrapieno a lato della strada.
Inoltre in aula il maresciallo Tonzanu ha ricordato come Roberto Montrucchio al volante aveva già alcuni precedenti come quando venne denunciato da due passanti perché rischiarono di essere investiti.
L’incidente era avvenuto lungo la Provinciale che da Gassino sale a Rivalba. Quella sera Roberto Montrucchio alla guida della Mini Cooper, dopo aver centrato la Punto era finito fuori strada e la corsa dell’auto era terminata contro un terrapieno. In quello schianto la figlia Beatrice rimase gravemente ferita e morì nella notte all’ospedale San Giovanni Bosco a Torino. Riportarono invece ferite, non gravi, il papà, la mamma Irene Bono.
Il processo è stato aggiornato a lunedì prossimo 8 febbraio con le discussioni della procura e della difesa.
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