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CRESCENTINO. Mario Guida, un papà con la musica nel sangue

CRESCENTINO. Mario Guida, un papà con la musica nel sangue

Mario Guida

Mario Guida, un cantautore in cui da sempre scorre la musica nel sangue. Classe 1986, origini campane, da trent’anni vive a Crescentino.

La passione per la musica ce l’ha fin dalla tenera età, da quando scopre lo stereo e gli strumenti musicali che gli regalava nonna Adriana, per lui una seconda mamma. “Papà avrebbe tanto voluto fare il batterista nella vita e mi ha, indirettamente, trasmesso questa passione: era ferroviere ed è stato proprio per il suo lavoro che ci siamo trasferiti qui” inizia a raccontare, sfogliando l’album dei ricordi.

A sei anni ha iniziato a studiare chitarra, prima con qualche lezione e poi da autodidatta. Ma nell’adolescenza, chiude - momentaneamente - con la musica. Di quel periodo ho un ricordo particolare: quello di mia cugina che mi chiede perché non riprendo a suonare… Non ho ripreso subito, ma lei mi ha sicuramente messo la pulce nell’orecchio - spiega -. Ai tempi del liceo creai un gruppo con gli amici dell’oratorio. Inizialmente suonavo solo la chitarra, ma poi ho anche iniziato a cantare. Il mio era un mix di rock e pop. Scrissi la mia prima canzone a soli quindici anni, per fare colpo sulla ragazza per cui avevo perso la testa… la intitolai ‘Silvì’. Ripresi a studiare da autodidatta: componevo e cantavo. Quello che mi piace della chitarra è che permette di creare dei fraseggi che possono sostituire le parole”. Tanti gruppi quelli in cui ha suonato Mario Guida, con componenti che andavano e venivano e che cambiavano fra loro, fin quando non è arrivato Tony Spolzino. E’ il mio storico batterista, da sempre con me… io scrivo e arrangio, ma i pezzi è come se li componessimo insieme. Ci lega una grandissima amicizia. Ci siamo conosciuti a Chivasso in occasione di una serata di beneficenza presso l’allora ‘Europa Unita’ e quello è stato il momento in cui ho iniziato a presentarmi, per la prima volta, come cantautore… All’inizio con Tony non ci sopportavamo ma poi siamo diventati come fratelli”.

Dopo avergli inviato dei provini è stato contattato da Max Marcolini, ai tempi un pezzo da novanta, produttore di artisti del calibro di Zucchero, Tullio De Piscopo e Paul Young per intenderci. Con lui produsse due singoli. Nel mentre si è iscritto all’università, alla facoltà di Filosofia, che però ha interrotto per il desiderio di realizzarsi nella musica. “Ebbi vari ingaggi nei locali, ma erano gli anni 2000 e non era così facile proporsi presentando la propria musica. In più io non ero il classico cantautore, ma dopo avermi ascoltato mi dicevano di sì - racconta -. Avevo in testa di realizzare un album e l’etichetta della Rai era d’accordo, ma a patto che mi occupassi io della registrazione. Mi rivolsi allo studio ‘Electromantic Music’ di San Sabastiano per farlo, in aggiunta mi proposero di firmare con loro e io lo feci; uscì così il mio primo album dal titolo ‘Senza Patente’. Conobbi quella che sarebbe diventata la mia futura moglie e dopo poco nacque il nostro primo figlio, Francesco, e successivamente venne alla luce Adriana. Decisi di non continuare a ‘gongolare’ con la musica avendo una famiglia di cui occuparmi e mi cercai anche degli altri lavori, ma la musica non l’ho mai lasciata e ho sempre continuato a registrare in studio, a scrivere per altri autori e quant’altro”. L’etichetta discografica “Riserva Sonora”, con la quale Mario Guida entrò in contatto in occasione di una fiera della musica, gli propose di registrare il suo secondo album e il primo singolo, dal titolo ‘Adrienne’ arrivò alle selezioni di Sanremo Giovani del 2014. Ma era in arrivo un periodo buio della mia vita: cominciavo a non stare bene, ad entrare in depressione e decisi di dedicarmi solo a fare il papà, bloccando la registrazione del nuovo album e smettendo di suonare per un po’ - racconta -. Ma la nostra vera natura non ci abbandona mai e non stetti molto a lungo lontano dalla musica. Decisi di produrre e aprii una specie di etichetta mia, un cartello dal nome ‘Ruah Music’ con il quale esco ancora ora autoproducendo le mie canzoni e ripresi con le esibizioni live. Amo l’arte e ho trasmesso questo amore ai miei figli. Adriana dipinge e Francesco suona la batteria… credo molto nelle loro prospettive artistiche e avranno sempre il mio sostegno nel corso della vita. Ci tengo che loro si realizzino, in qualsiasi campo sceglieranno, perché è importante stare bene con la propria anima”. La voglia di suonare ancora, nel suo periodo buio, gli è tornata anche grazie al figlio Francesco, con il quale ha iniziato una sorta di “relazione musicale” ascoltando musica insieme e suonando anche insieme… Francesco alla batteria e papà Mario alla chitarra.

Nel 2020 Mario Guida è arrivato alle finali di Sanremo Rock con il singolo “Gli Occhi del Guatemala”, un pezzo dedicato alla sua attuale compagna, una donna a cui deve molto e che gli ha permesso di rinascere emotivamente. Con lei ho trovato qualcosa di definitivo e costante. Sono stato e sono paziente, penso che non sia bello tutto e subito, preferisco guadagnarmele nel tempo le cose perché così avranno una ‘consistenza’ migliore” afferma. Il singolo è il primo del suo nuovo album “Selfie - Ruah”, che uscirà un pezzo per volta, una canzone al mese, fino a luglio.Il secondo singolo è stato “Adrià”, dedicato alla figlia e l’ultimo uscito, lo scorso gennaio, “Lucrezia il mondo è tuo”. Dato che io e il mio gruppo siamo indipendenti, non siamo una major e la nostra ‘Ruah Music’ non è neanche un’etichetta vera e propria, abbiamo deciso di non usare più Spotify e altri distributori a pagamento e di caricare i pezzi solo su YouTube, così tutti potranno ascoltare musica gratis. Stiamo pensando di togliere da quelle piattaforme anche i brani pubblicati in precedenza”.

In futuro mi vedo dedicato alla famiglia e alla produzione musicale mia e altrui, magari anche per scoprire dei giovani talenti - conclude -. Oggi sono soddisfatto come padre, mi sarebbe piaciuto avere una carriera migliore in ambito musicale ma se non è successo un motivo ci sarà… nonostante questo sono contento e cerco di fare il possibile per migliorarmi sempre. La mia è una vita normale e la normalità a me piace un sacco. Non ho bisogno di tanto per essere felice: mi basta alzarmi e avere la mia famiglia accanto e la mia musica, ovviamente”.

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