Quale sanità pubblica vogliamo?
Quella dei 17,5 milioni di euro di budget assegnati alla Clinica Eporediese (un milione in più dell’anno precedente) o quella che esegue a tempo debito i lavori necessari per fronteggiare, con qualche letto in più di terapia intensiva, la lotta al Covid-19?
Quella moderna e al passo con i tempi o quella che rischia di “ammazzare” decine e decine di ricoverati con il black out dell’impianto di distribuzione dell’ossigeno, avvenuto il 18 novembre scorso all’ospedale di Ivrea?
Quella dei piani di emergenza veri o quella che confida nella buona volontà e capacità degli operatori sanitari?
Quella delle professionalità proprie o quella dei direttori e dei consulenti, in evidente conflitto d’interesse, che vanno e che vengono dalla Clinica Eporediese all’Asl To4? Chiaro il riferimento all’ex direttore generale Lorenzo Ardissoneoggi in organico al Policlinico di Monza (proprietario della Clinica Eporediese) e al superconsulente, sempre del Policninico di Monza ClementePonzettichiamato dall’Asl To4 a gestire un pezzo dell’emergenza.
Se lo sono chiestie lo hanno chiesto al sindaco Stefano Sertoli – anche nelle sua veste di presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl To4 – i consiglieri comunali Francesco Comotto e Massimo Fresc, firmatari di una mozionediscussa al consiglio comunale andato “in onda” il 28 dicembre.
“La Procura si sta muovendo su un piano giuridico - hanno inforcato i due consiglieri comunali - a noi interessa una valutazione politica del grave episodio …”,
La risposta è arrivata come una doccia fredda, incredibile ma vero, con la “bocciatura” della mozione e la spocchia di chi (la maggioranza) si accontenta di avere dei buoni rapporti con il Commissario dell’Asl To4 Luigi Vercellino. “E’ competente e disponibile - s’è posizionata sulla linea difensiva il capogruppo della Lega Anna Bono - Superfluo ricordare che i sindaci sono responsabili della salute pubblica ma la sanità compete alle istituzioni regionali. Mi colpisce che si dica che sia sproporzionata la somma data alla Clinica eporediese. Noi non siamo degli esperti. Verificarlo è legittimo ma diamola per buona. Non partiamo da un pregiudizio. Partiamo dal presupposto che ci sia una buona ragione...”.
E sul black out all’ospedale di Ivrea?“La Procura sta indagando e i risultati si vedranno - s’è consolata Bono - Un piano di emergenza evidentemente è scattato. Non è morto nessuno e questo vuol dire che non c’è stata un’improvvisazione...”.
E dire che si chiedeva proprio solo di verificare, tramite gli strumenti ritenuti più opportuni, le cifre corrisposte al privato. E ancora, di richiedere all’ASL TO4 e alla Regione un piano di investimenti chiaro e suffragato da sufficienti risorse sia per ciò che riguarda il nuovo Ospedale sia per quanto riguarda quello esistente, oltre a un Piano di riorganizzazione complessivo di edilizia sanitaria sul territorio dell’intera ASL TO4 comprensivo del riammodernamento e del riutilizzo a pieno regime degli ospedali di Castellamonte e Cuorgnè.
“L’emergenza ha scoperto degli altarini - ha stigmatizzato Comotto chiedendo l’istituzione di una commissione d’indagine - In questi giorni mi sono letto le prerogativa della Conferenza dei sindaci. Ho scoperto che ha un ruolo importante, ahìnoi fino ad ora disatteso. Tra le altre cose deve provvedere alle linee indirizzo del piano attuativo locale. Lo si è mai fatto? Dovrebbe poi anche esprimere proposte sull’andamento dell’Asl da sottoporre al direttore generale ..”.
Peccato che, da Bono al sindaco Sertoli la musica non cambi.“Il fatto che io mi astenga - ha sottolineato quet’ultimo con un ossimoro - non significa che io non intenda andare a verificare anche se non ritengo, personalmente, che tocchi a noi verificare, i passaggi tra il pubblico e privato e che si tratti di un compito della magistratura. Aggiungo che anche a me la cifra assegnata alla Clinica Eporediese fa impressione, ma mi pare che ci siano una serie di attività convenzionate...”.
Insomma un classico del consiglio comunale, dove c’è il sindaco che distingue il pensiero del sè medesimo dal sè istituzionale, al noi generico, che dice tutto e niente o, se si preferisce, il tutto e il contrario del tutto.
E poi sempre Sertoli sulla tragedia scampata un po’ per fortuna, un po’ per la grandissimaprofessionalità della direzione e di tutto il personale in una situazione di tensione sindacale. Per quanto riguarda il suo ruolo di presidente della Conferenza dei sindaci, Sertoli ha infinelamentato la difficoltà di trovare una sintesi tra 147 persone che non possono certo essere chiamate a giudicare un direttore sugli obiettivi raggiunti se questi sono stati fissati dalla Regione.
E quindi? Boh....!!!!
Inutile il richiamo del capogruppo del Pd Maurizio Perinetti al significato della mozione e all’invito alla riflessione non tanto sui 17,5 milioni assegnati alla Clinica Eporediese, ma sul “modello di sanità che vogliamo”. “Ci stiamo avvicinando al modello lombardo che delega la sanità al privato - ha inforcato - In questi anni a fronte dello scadimento dell’ospedale pubblico, la Clinica ha raddoppiato i posti letto. Credo sia giusto porre il problema all’attenzione dei sindaci della Conferenza dell’Asl To4...”
Senza parole -e non sarebbe potuto essere altrimenti - Francesco Comotto.
“Chiederei a Bono - ha ribattuto - di leggere le competenze dei sindaci all’interno dell’Asl To4. Io non sono esperto ma siccome faccio l’amministratore pubblico, quando leggo di 17,5 milioni erogati a un privato, è unmio diritto e un mio dovere cercare di capire perchè vengono erogati. ...”.
La sintesi vera è però del grillino Massimo Fresc: “Mi pare di capire che una visione ce l’avete (si riferisce alla maggioranza ndr)…Evidentemente abbiamo una visione diversa sul ruolo che deve svolgere la sanità pubblica”.
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