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21 Dicembre 2020 - 17:34
Quindi i giornali, perlomeno alcuni, a qualcosa servono ancora: «l’abbiamo letto su La Voce», dicono i residenti delle frazioni crescentinesi a chi chiede loro dove abbiano appreso la notizia dell’intervento di “rinaturazione” proposto dalla ditta Allara vicino alle loro cascine. Un intervento che ha l’assenso del Parco: un ente in cui presidente e consiglieri sono nominati dalla Regione e dai Comuni, ma che poi evidentemente agiscono e deliberano all’insaputa dei consiglieri regionali e dei sindaci (Riva Vercellotti e Ferrero, prima di leggerlo sul giornale o di essere chiamati dai residenti, non ne sapevano nulla). Siccome i sindaci hanno appena designato i membri del Consiglio del nuovo Ente Parco del Po piemontese, è forse il caso che con questi stabiliscano un rapporto di consultazione un po’ più stretto che in passato.
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L’apertura di cave, da sempre, fa circolare - oltre a migliaia di camion - un sacco di soldi: si preleva un bene comune (la ghiaia) per realizzare opere (magari anche inutili), e intanto si riempiono tasche private e casse pubbliche. Questa di Sasso, per esempio, oltre agli utili per il cavatore porterebbe più di 200 mila euro all’Ente Parco e più di 300 mila al Comune di Verrua. E’ chiaro che il Comune di Crescentino, che dall’opera avrebbe tanti disagi e nessun introito, non fa fatica ad opporsi; ed è altrettanto chiaro perché il Comune di Verrua non abbia alzato subito le barricate. Vedremo se lo farà, e in che termini, nei prossimi giorni.
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Sabato mattina sul sagrato della chiesa di Porzioni, davanti a qualche decina di abitanti e agricoltori locali lì convenuti, il consigliere regionale Carlo Riva Vercellotti (Forza Italia) si è detto «allibito» dal progetto della cava a Sasso. Riva Vercellotti non è uno di primo pelo: è in Regione dall’anno scorso, ma prima alla Provincia di Vercelli ha fatto l’assessore per otto anni e il presidente per altri otto, ed è stato anche presidente del Consiglio delle autonomie locali del Piemonte: è quindi uno che i meccanismi e le procedure di autorizzazione delle cave dovrebbe conoscerli. Ora viene a Crescentino a comiziare dicendo «basta cave nel Vercellese, questa provincia ormai è una groviera, guardate cos’è successo in Valledora...» ma non sa (o fa finta di non sapere) che proprio poche settimane fa la Regione di cui è consigliere di maggioranza, con la firma di un assessore del suo stesso partito, ha presentato il nuovo Piano Regionale per le Attività Estrattive: il documento che andrà a definire i poli entro cui potranno essere autorizzate cave di estrazione di ghiaia nei prossimi anni. Ebbene: proprio in Valledora, “area di ricarica degli acquiferi profondi”, è prevista la possibilità di continuare a cavare, tanto che dal territorio si sono già levate numerose proteste.
Riva Vercellotti farebbe quindi meglio, anziché venire a Porzioni ad esortare gli abitanti «ad alzare la voce» contro le cave, a fare il suo lavoro di consigliere regionale di maggioranza eletto nel Vercellese: andare negli uffici del suo partito e del suo assessore a tentare di bloccare provvedimenti che consentirebbero altri scempi ambientali. E se per farsi sentire gli serve un crescentinese che si incateni al palazzo per protestare... può chiedere a Sellaro, che per queste cose è sempre disponibile.
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