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CIRIÈ. “C’è già un accordo tra Devietti e il centrodestra per le elezioni”

Negli ambienti politici torinesi circola una voce. Una voce che si fa via via più forte, da qualche giorno a questa parte: si dice che il centrodestra abbia già un pre-accordo per correre alle elezioni comunali del 2021 insieme al sindaco Loredana Devietti. L’andazzo, d’altronde, sappiamo qual è. L’ipotesi di una corsa con il centrosinistra sembra ormai totalmente archiviata, anche perché in questi quattro anni i rapporti non sono mai stati idilliaci, anzi. Il sindaco non ha perso neanche un’occasione per tirare stilettate al Partito Democratico, in primis sul tema portante del sottopasso, dove i contrasti sono stati all’ordine del giorno, ma anche sul futuro di via Vittorio, che i dem vorrebbero pedonale mentre l’Amministrazione non si sa, forse pedonale o forse no, basta che sia discusso e deciso insieme ai commercianti e alle associazioni di categoria. Neanche le dimissioni dell’ex sindaco Francesco Brizio, di certo l’elemento più critico verso la giunta Devietti, erano servite a giungere all’obiettivo della riappacificazione tra due forze che fino a qualche anno fa erano riunite nello stesso contenitore politico. Non che il Pd non ci abbia provato, a riavvicinarsi a Devietti, ben consci del rischio di una clamorosa debacle alle elezioni,  una debacle perfino peggiore di quella patita quattro anni fa. Ma non c’è stato verso, proprio no, e lo dimostra l’atteggiamento che stanno tenendo i dem nelle ultime settimane, con posizioni nette e forti critiche verso l’Amministrazione. Insomma, si sono messi l’anima in pace. Resta da chiedersi che ne sarà del Pd, che senza una candidatura di rilievo - ma quale? - potrebbe veramente fare una pessima fine. Elettorale, s’intende.

Chiusa una porta, si apre un portone

Ed ecco che chiusa una porta si apre un portone. Per il centrodestra, questa potrebbe essere l’occasione per tornare a governare dopo la sola parentesi, una ventina d’anni fa, della vittoria leghista di Ezio Genisio, in seguito alla quale per due decenni ha amministrato il centrosinistra di Luigi Chiappero, prima, e di Francesco Brizio, poi. Non foss’altro che Davide D’Agostino, attualmente il rappresentante del centrodestra unito in consiglio comunale, dev’essersi rotto le balle di sedere tra i banchi della minoranza (piuttosto quieto, tra l’altro, negli ultimi tempi, e chissà come mai...). Dal canto suo, Devietti avrebbe un ostacolo in meno da saltare nella corsa alla rielezione, che da probabile diventerebbe una quasi certezza.

Sembrano inoltre idilliaci - questi sì - i rapporti con il centrodestra che guida la Regione Piemonte. Lo stesso centrodestra che a Ciriè farà arrivare almeno una decina di milioni di euro per realizzare il sottopasso della ferrovia e, conseguentemente, l’attestazione della stazione porta della “metro leggera”.  Devietti  più volte ha espresso apprezzamento, anche pubblicamente, per l’operato di una giunta regionale che «ha capito le esigenze del territorio». D’Agostino lo sa bene e sarebbe proprio lui, pare, il primo a lavorare e a credere nell’accordo. Un accordo che, nonostante le voci siano di senso contrario, al momento sembra non esistere. Qualcosa di vero, però, ci deve pur essere, vedendo quanto dichiara alla Voce. Ovvero nulla. «No comment», dice D’Agostino. E in politica il “no comment” vuole sempre dire qualcosa. Si tratta, infatti, della formula usata da chi non si vuole sbilanciare e non vuole farlo per un motivo uno: ha qualcosa da perdere.   

Ne deve sapere qualcosa anche Marco Boccacciari, coordinatore di Forza Italia, già consigliere comunale. «Non c’è nessuna trattativa avviata - dice - al momento ci sono solo buoni rapporti. Sicuramente se n’è parlato, è una delle ipotesi sul tavolo del centrodestra». Boccacciari e D’Agostino, tra loro, hanno già avviato un dialogo, quantomeno telefonico. Non lo ammettono ma è chiaro che condividano l’idea di sancire l’accordo vincente con Devietti.

Ancora un po’ defilata la Lega di Gianfranco Fiore, che al momento non ha avuto contatti con gli altri due referenti dei partiti di centrodestra. Semplicemente perché non c’è stata ancora l’occasione. Ma ci sarà.

Tutto bellissimo, ma gli accordi si fanno in due. Loredana Devietti di tutto questo che dice? «Non c’è nulla di vero, nessun accordo. Non ho incontrato nessuno e non ho parlato con nessuno». Per ora... Rimane comunque da sormontare l’ostacolo più grande di tutti: i simboli di partito. Il sindaco ha sempre  creduto nella connotazione puramente “civica” del suo gruppo e nell’ambito locale ha sempre dimostrato di considerare i partiti alla stregua della peste. O i partiti lasciano a casa il simbolo (difficile che Lega e Fratelli d’Italia ci stiano), oppure Devietti tradisce il suo credo. Bello smacco per i ciriacesi. E pensare che fu proprio questa l’impasse che quattro anni fa non permise le nozze tra Devietti e il centrodestra. Oggi sarà mica cambiato qualcosa?

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