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BOSCONERO. “Ho perso tutto, lavoro, casa, moglie e a me nessun aiuto”

Un cartoccio di latte, una busta di insalata che mangerà scondita, una bottiglia d’acqua e poche, povere, altre cose.

Ecco il frigorifero di Giancarlo Marra a pochi giorni dal Natale e ad un mese, circa, dagli ultimi spiccioli di una Naspi (sussidio di disoccupazione) iniziata due anni fa quando la sua ditta, la Italoy di Volpiano ha deciso di trasferirsi a Piobesi lasciandolo a casa.

Avevo tutto, fino a quel giorno. Oggi non ho più niente. Ho perso tutto. Tutto davvero”.

Non cerca di essere compatito, Giancarlo, ma solo ascoltato. E gli aiuti che cerca non sono “la luna”, ma le briciole che una società riserva agli ultimi, ai disperati.

Ecco, a Giancarlo Marra non sono arrivate neppure quelle.

“Un mese ha, dopo aver ricevuto dall’Inps gi ultimi 214 euro di disoccupazione, ho chiesto un incontro con la sindaca Paola Forneris. Mi ha ricevuto e rassicurato, dicendomi che mi avrebbe fatto avere una spesa subito e poi i buoni per il sostegno alimentare”.

I giorni passano, il frigorifero di Giancarlo si svuota e la spesa promessa non arriva.

“Dopo due settimane mi è stato portato dalla Croce rossa un pacco di alimenti. Ringrazio per quello che mi hanno dato. Io non ho più niente e qualcosa è tutto in certi momenti. Ma ecco il contenuto della spesa ricevuta due settimane dopo la mia richiesta di aiuto: un pacco di riso, qualche scatoletta di tonno, un pacco di zucchero, due pacchi pasta corta, tre barattoli di pelati, un pezzo di pecorino romano e del cioccolato che ho rifiutando dicendo di portarlo in famiglie dove ci fossero dei bambini. Ora, non mi aspettavo certo caviale e salmone. Ma neppure un litro di latte? Una bottiglia di olio? Un sugo pronto? Dei legumi? E’ così che si aiuta una persona che non sa più come sbarcare il lunario?”.

Marra ha 45 anni e lavora da trenta. Qui a Bosconero vive in una bella casa semindipendente che doveva essere il progetto della sua vita matrimoniale. Il sogno di una vita serena.

“Nel 2017 tutto è andato a rotli. Arrivavo a guadagnare anche duemila euro la mese. Nel 2015 ho comprato questa casa qui a Bosconero nel miraggio di una vita felice.

Quando ho perso il lavoro, invece, ho perso tutto. Finiti i soldi mia moglie mi ha lasciato. Sono rimasto con i miei due amati cani. Sono loro oggi la mia famiglia. Non ho più nessuno. Mantenerli in queste condizioni non è affatto facile. E presto perderò anche la casa. Lo so. Dopo 17 rate non pagate viene messa all’asta. Verrò sfrattato e non saprò neppure dove andare”:

In questo momento di grave difficoltà, Giancarlo Marra ha trovato anche chi si è fatto in quattro per aiutarlo: “Il consigliere Giancarlo Giovannini non mi ha mai abbandonato. Mi ha fatto muovere lui i passi per chiedere aiuto alla sindaca Forneris. L’ha sollecitata. Mi ha fatto la spesa per farmi mangiare e mi ha anche pagato le bollette in modo che non mi staccassero la corrente. Più di un amico. Anche il farmacista mi sta aiutando molto. Mi fornisce i medicinali di cui ho bisogno. Ho anche un cane celiaco che ha bisogno di prendere un farmaco che lui mi fornisce”.

La dignità per quest’uomo messo in ginocchio dalla vita, viene prima di ogni altra cosa: “Non andrò certo ad incatenarmi o a piangere davanti al Municipio. Chiedo solo di avere ciò di cui ho diritto”.

Un lavoro Giancarlo Marra l’aveva anche già quasi trovato: “Sono un gruista esperto. La Tecnocervice era intenzionata ad assumermi. Poi è scoppiato il Covid, è arrivata la cassa integrazione anche da loro e per me non c’è stato più nulla da fare. Io continuo a cercare. Ma sento di essere allo stremo delle forze...”

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