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CHIVASSO. Attore, regista e documentarista… Victor Vegan si racconta

Chivassese, classe 1966, attore, regista e documentarista… lui è Loris Fiore, in arte Victor Vegan, ed è qui per raccontarsi e farsi conoscere meglio.

Le prime parole che ho detto da bimbo sono state mamma, acqua e come on England… ma ai tempi ancora non sapevo che nella vita avrei instaurato un forte legame con l’Inghilterra… però di questo vi parlerò dopo - comincia a raccontare -. Sono nato in una splendida famiglia, dove genitori e nonni mi hanno voluto tutti bene, mi hanno viziato e trattato come un principino. Fra le mie passioni d’infanzia il calcio, ci giocavo anche; crescendo mi sono poi appassionato, invece, alla storia di questo sport. Già da piccolo mi piaceva tagliare i filmini Super 8 e montarli… esistevano i cinevisori ai tempi, delle piccole tv a pile e c’erano le cartucce contenenti i cartoni animati, però duravano poco e io mi divertivo a tagliare ogni filmino guardando la pellicola contro la finestra, tagliano con le forbici e rincollando i fotogrammi con lo scotch e rimontando il tutto. Sono poi passato ai proiettori Super 8”. Ma non è tutto, Victor ci racconta che andava con la nonna paterna nei negozi e timidamente chiedeva i depliant di televisori e videoregistratori, li tagliava e faceva dei commenti e inoltre, anticipando un po’ i tempi, creava delle corrispondenze con altre persone… allora, infatti, il giornalino “Guerin Sportivo” aveva una rubrica che riuniva persone che volevano scambiarsi foto di partite di squadre di calcio, ci si scriveva e si effettuavano gli scambi… tutto questo quando ancora internet e i social non esistevano.

Alle medie sono stato bocciato in seconda, mio padre era convinto che la colpa fosse stata sua perché in un’occasione in cui un professore si era messo ad urlare, lui era entrato in classe avendo da ridire a tal riguardo. Ricordo che mi fece il regalo di bocciatura, una radio Emerson, tanto si sentiva in colpa. Papà, purtroppo, è morto quando ero molto giovane, aveva solo 47 anni, e la mia adorata nonna mentre ero al militare. A lei ho poi dedicato un film, ma a modo mio, perché amo i ricordi ma non nostalgici. Ad oggi il richiamo verso la famiglia, mia mamma, e Chivasso è fortissimo, lo è sempre stato… se mi allontano per un periodo non posso fare a meno di ritornare - racconta -. Dopo le medie sono andato a studiare al ‘CIS’ di Torino per imparare le lingue straniere, ma dopo un anno ho interrotto… a Chivasso avevano aperto il Liceo Linguistico ed era più comodo andare qui. Sono arrivato fino alla quarta, ma poi sono stato bocciato… hanno rubato tutti i registri e negli ultimi tre mesi hanno interrogato nuovamente su tutto e non è andata bene - spiega -. Non avevo più voglia di fare il quarto e il quinto anno e, così, sono andato in un’università di Scienze Umanistiche in Francia, dove per accedere bastava aver frequentato tre anni di liceo. Continuavo però a pensare a mia madre, a Chivasso e dopo qualche mese sono tornato a casa. Sono stato quattro anni in Inghilterra, terra che adoro, e ogni sei mesi tornavo per un mesetto circa; lì ho scritto un libro sulle religioni che non ho però pubblicato, ma su cui ho girato un film nel 2018. Il richiamo di casa è sempre stato più forte di tutto il resto” afferma.

L’avventura nel mondo del cinema è cominciata nel 2001, al suo rientro in Italia dopo il periodo in Inghilterra. Victor Vegan ci racconta che era l’anno di uscita del film “Titanic”, un film che per lui è diventato una passione e vedere Leonardo Di Caprio all’opera gli ha dato lo stimolo per recitare. Ha cominciato come comparsa, poi come figurante e figurante speciale, per poi evolversi in regista e documentarista. Ha ovviamente anche studiato prima di fare tutto questo: dai corsi di ripresa per operatore e montaggio, ai corsi di dizione e recitazione ai corsi di fiction. Ha partecipato a diversi film per la tv e per il cinema. E’ un regista indipendente e autoproduce i suoi lavori. “Non ho mai amato imparare le parti a memoria e difatti ho interpretato ruoli da attore non protagonista. Amando molto il calcio ho realizzato un documentario su di esso e ho cominciato a collaborare con un’azienda che mi fa realizzare documentari su di esso, appunto. Ho sempre seguito le mie passioni; non so cosa farò domani, dipende da cosa mi appassionerà. Mi ritengo molto soddisfatto anche se non ho sempre guadagnato dai miei lavori… ma io sono più un passionario che uno attaccato al denaro”. Una caratteristica di Victor è che quando decide di realizzare un film prima incontra le persone e poi scrive la storia su di loro in base a chi trova come attori. Il percorso che segue lui è contrario a quello solito: non adatta le persone, gli attori alla sceneggiatura ma fa il contrario. “Il mio primo film è stato un corto comico e surreale del 2001, un revival sugli anni ‘80, che è arrivato trentaseiesimo su centosessanta film al ‘Torino Film Festival’ e quello per me è stato un bellissimo risultato - racconta -. Il mio ultimo film si chiama invece ‘Jerusalem’ e parla dei punti in comune fra popoli diversi e non dei motivi di scontro; tratta un tema delicato ma, per ora, ha ricevuto commenti positivi. Ho la fortuna di aver quasi sempre fatto ciò che mi piace, eccetto nell’anno del servizio militare. Come ho già detto non so cosa farò in futuro, dipenderà da cosa mi appassionerà… ma forse un film sulla politica potrebbe starci… per creare deve scattare una molla dentro di me” afferma. Ci tiene a dirci che Renzo Barzizza, fratello della celebre Isa che lavorò con Totò, e figlio del mitico Pippo Barzizza, il compositore e musicista che lanciò il “Trio Lescano”, è il suo mentore per quel che riguarda l’arte del montaggio

Una cosa importante che ci spiega prima di salutarci è l’origine del suo nome d’arte. “’Victor’ perchè è il nome di un eroe dei fumetti che mi piace molto e cioè Victor Von Doom, ovvero il Dottor Destino, e anche perché l’epoca vittoriana inglese è un periodo storico che amo e in cui vivrei. ‘Vegan’ perché mi piace come suona con il nome, fa un po’ l’effetto, a livello di assonanza di parole, di Raz Degan che da sempre mi piace a orecchio; inoltre sono anche vegano all’80% - spiega -. Loris è il mio nome all’anagrafe e dal latino significa ‘cinto di alloro’. Però non mi si addice secondo la gematria e, inoltre, mi ha sempre portato sfortuna. Victor, invece, sta per uno che vuole vincere e solo dopo sarà cinto di alloro” spiega ancora.

E’ possibile seguire Victor sul suo canale YouTube “Victor Vegan Productions”, sul suo blog online, sul suo Facebook “Victor Davide L Fiore” e sul suo Instagram “officialvictorvegan”.

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