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CUORGNÈ. Le strutture sanitarie sono destinate allo smantellamento?

Le strutture sanitarie di Cuorgnè sono destinate allo smantellamento? E’ un’ipotesi  che si ripropone periodicamente di fronte alla progressiva diminuzione dei servizi, rafforzata dal fatto che l’edificio del Poliambulatorio era stato inserito qualche anno fa nell’elenco dei beni “alienabili”.

A rilanciare l’argomento in Consiglio comunale è stato ancora una volta il capogruppo di minoranza Giancarlo Vacca Cavalot durante la seduta di mercoledì 7 ottobre  ma a suscitare inquietudine, questa volta, è stata soprattutto un’altra sua sibillina affermazione: “Si prosegue nello smantellamento della Sanità per arrivare alla dismissione della struttura ai privati: ormai lo sanno tutti”.

Parlava del Poliambulatorio o addirittura dell’ospedale?

Purtroppo la questione è rimasta sospesa nel limbo delle cose dette  e non dette: chi ha gettato il sasso (Vacca Cavalot) non ha aggiunto altro e chi avrebbe dovuto reagire e dare spiegazioni (il sindaco) ha lasciato cadere nel vuoto la provocazione.

E’ successo all’inizio di una seduta abbastanza ordinaria, se non per il fatto che la minoranza era tornata in aula dopo aver disertato la precedente convocazione onde “protestare” contro la chiusura per ferie del reparto di Geriatria dell’ospedale.  Dopo aver chiesto ed ottenuto che i verbali delle ultime due sedute venissero votati separatamente (visto che due volte fa la minoranza era uscita dall’aula poco prima che il consiglio iniziasse e la volta successiva, come detto sopra,  non si era presentata per nulla) Vacca Cavalot ha esclamato: “Ci saremmo aspettati delle risposte. La Sanità locale ha subito un altro colpo di mano con lo spostamento dell’Ambulatorio di Cardiologia a Castellamonte” aggiungendo subito dopo la frase già citata e lasciando intendere di conoscere l’identità dei soggetti interessati all’acquisto. Invece di controbattere sulla sostanza, Pezzetto ha ricordato che “esistono strumenti come le Interrogazioni” e che “sull’ospedale ci stiamo muovendo: abbiamo avuto un incontro ieri ad Ivrea. Se Lei esordisce dicendo <Mi aspettavo che diceste delle cose> senza averle chieste e poi, quando le risposte proviamo a darle, prende e se ne va, non si conclude nulla. Lei è un abile politico ma abbiamo fatto cinque commissioni specifiche sull’ospedale. La ringrazio per l’informazione, verificherò”.

La questione è finita lì ma resta l’interrogativo: chi è interessato alle strutture sanitarie cuorgnatesi e per farne cosa? Per fortuna o sfortuna dei cittadini, nessuno di essi ha rischiato notti insonne per l’ansia di saperne di più: la sala era praticamente vuota, come accade ormai di frequente, ed il tam-tam delle notizie non si è messo in moto.

Intanto una verità è assodata: l’Ambulatorio di Cardiologia è stato effettivamente spostato  a Castellamonte. Sembra – da notizie rimbalzate più tardi – che si tratti di problemi organizzativi legati al Covid ma sarà solo per quello?

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