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SETTMO. Ma cosa fanno i Navigator? “Hanno valutato circa mille nuclei familiari per impegni futuri”

SETTMO. Ma cosa fanno i Navigator? “Hanno valutato circa mille nuclei familiari per impegni futuri”

Il compito principale dei Navigator, la nuova figura professionale prevista nel decreto del Reddito di Cittadinanza 2019, è quello di supportare gli operatori dei Centri per l’Impiego nella realizzazione di un percorso che coinvolga i beneficiari o percettori del Reddito di Cittadinanza nella ricerca di un’attività lavorativa. Affiancano gli operatori dei Centri sul Patto per il Lavoro, ossia un percorso di accompagnamento all’inserimento lavorativo personalizzato per ogni singolo beneficiario.

Abbiamo parlato con Muriel Gigli, dell’Anpal Servizi - Area territoriale Piemonte, per avere maggiori informazioni su questa figura professionale a volte misteriosa, e non sempre considerata positivamente.

Cosa fanno in specifico i Navigator?

Molti credono che i Navigator cerchino lavoro per altri, ma non è proprio così. Si occupano soprattutto di quello che in gergo si definisce Case Management: uno strumento collaborativo, in grado di direzionare processi di valutazione, pianificazione, implementazione, monitoraggio e valutazione finale, che mette i servizi in grado di soddisfare il bisogno di un’occupazione degli utenti o di aiutare un nucleo familiare a trovare una soluzione per i propri bisogni.

Potrebbe spiegarci meglio?

Il Navigator non prende solo in carico il singolo individuo che cerca un lavoro e che percepisce il Reddito di Cittadinanza, ma l’intero nucleo familiare. Perché, a volte, anche gli altri membri della famiglia hanno bisogno di attivarsi o semplicemente di acquisire delle competenze professionali. I navigator lavorano, quindi, su quello che viene chiamato Attivazione dell’Utente, rivedendo il curriculum e modificandolo se necessita, rendendolo più funzionale per le aziende. Rivalutano la richiesta di lavoro in base hai profili dei percettori e alle loro competenze. Molte volte però i percettori hanno dei profili molto bassi, e quindi vengono avviati i “Vacancy Profile” e cioè opportunità di lavoro temporaneo adeguato allo specifico profilo professionale e condizione.

E durante il lockdown cosa hanno fatto?

Hanno svolto delle attività sempre in contatto con i percettori, se avevano le competenze informatiche, e sulla politica attiva, continuando il lavoro che era stato portato avanti fino a inizio marzo di quest’anno. Sono stati eseguiti molti colloqui di primo livello, di orientamento e di profilazione qualitativa. E hanno soprattutto cercato di sviluppare quello che noi chiamiamo la politica attiva.

Cos’è la politica attiva?

I percettori hanno degli obblighi percependo il Reddito di Cittadinanza, come quello di attivarsi, appunto, per una politica attiva. Il navigator offre loro un‘opportunità come la rivalutazione delle aspettative, la ricerca di un lavoro congruo alle proprie competenze, la possibilità di formazione o addirittura di terminare il proprio percorso scolastico. E, a volte, lavorano anche con un membro della famiglia che può aver bisogno di essere invitato ad acquisire altre competenze professionali.

A Settimo quanti Navigator ci sono e soprattutto quante persone percepiscono il Reddito di Cittadinanza?

A Settimo ci sono cinque Navigator per più di un migliaio di utenti che percepiscono il Reddito di Cittadinanza, anche se il numero cambia sempre, perché qualcuno entra e altri escono.

Bisogna dire che il Centro per l’Impiego di Settimo, grazie all’ottimo lavoro della responsabile Monica Bissaro, funziona molto bene rispetto ad altri centri del territorio, anche se c’è sempre bisogno di un aiuto. Così i Navigator si sono resi disponibili per lavorare in back-office dando a una mano a sbrigare alcune pratiche.

Perché si sente parlare male dei Navigator?

I Navigator, in teoria, in un sistema produttivo sano sarebbero stati in grado di concretizzare quello che il loro ruolo richiedeva e cioè smuovere le imprese per assumere e dare lavoro a persone che ne hanno bisogno, ma oggi siamo in un mercato molto lento e se a questo ci aggiungiamo che molti percettori hanno un profilo professionale molto basso, diventa difficile attuare ciò che ci si era prefissati. Inoltre i Navigator si sono inseriti in un sistema, quello dei Centri per l’Impiego, molto depauperato. I Centri sono sotto organico e hanno dovuto affrontare, con i percettori del reddito, il quadruplo di lavoro che svolgevano prima dell’istituzione dei Navigator che sono stati risucchiati dalla burocrazia. Una parte del loro lavoro è stato quindi quello di sopperire a un sistema povero di personale e di spazio per lavorare bene.

Cosa risponde alla provocazione di coloro che dicono che i Navigator erano dei disoccupati che cercano lavoro per altri disoccupati?

Ovviamente ci sono dei Navigator che erano disoccupati e che hanno trovato un lavoro a contratto, ma altri avevano già un’attività prima e hanno aggiunto il contratto di Navigator alla loro professione principale. Inoltre molti hanno una laurea.

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