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CHIVASSO. Liù Capannolo: l’incontro di Oriente e Occidente

Sono nata a maggio del 1988 in Croazia, da papà italiano e da mamma croata, pochi mesi prima dell’inizio della guerra - comincia a raccontare -. Ero una bimba molto vivace, che amava il gioco e riusciva a giocare anche da sola senza problemi, oltre che in compagnia. Ho fatto danza e quello è stato il primo passo verso la scoperta del mio corpo, della mia postura e della mia colonna. Ho un amore incondizionato per gli animali, il cavallo in particolare e cavalco da quando ho tre anni. Fra le mie passioni innate ci sono anche il convivio e le rose bianche. A 9 anni ho purtroppo dovuto dire addio al mio papà, morto per ictus cerebrale. Sono nata fuori dall’Italia, ma ho sempre abitato a Chivasso; ho frequentato le scuole a Torino e gli ultimi tre anni di liceo qui al ‘Newton’. Chivasso è una continua scoperta per me” afferma.

Da piccola pensava che di lavoro le sarebbe piaciuto fare l’artista, oggi le piace molto sia leggere che scrivere ma fa tutt’altro… e a questo ‘altro’ è arrivata attraverso il suo percorso di vita. “Nel 2007 mi sono trasferita a Roma per studiare ‘Economia Finanziaria’, ma ho poi capito che non faceva per me e a questa conclusione ci sono arrivata in tempi non molto ragionevoli - dichiara Liù ridendo -. Economia mi piaceva molto, ero anche brava, ma non mi piacevo io in quel mondo al cui interno mi sono scoperta più ‘avida’ e più ‘brutta’ e così ho cambiato strada. Una cosa molto importante che ho imparato con la morte di mio papà è che siamo esseri finiti, abbiamo un tempo determinato e lo dobbiamo usare bene. Inoltre siamo fallibili e possiamo sbagliare e se ce ne rendiamo conto dobbiamo avere il coraggio di cambiare direzione, anche perché non c’è nulla di male nel farlo” spiega. Comincia a dedicarsi alle discipline orientali… ha sempre avuto interesse per il mondo orientale, in particolare visto e considerato che a scuola non lo si studia e ci si dedica solo all’Occidente. “Queste discipline si sono inserite nella mia vita con delicatezza, ma al contempo in maniera prorompente. In passato mi sono sottoposta a una seduta di Shiatsu e quando chi mi trattava mi ha toccata in un punto neuro - mnemonico mi è crollato tutto addosso ed è stato meraviglioso, perché ho realmente preso coscienza che quello era il mio mondo - racconta -. Ho cominciato a dedicarmi alla Moxa, alla Coppettazione, alla Fitoterapia Orientale e mi sono appassionata sempre più a quella che era la mia filosofia di vita. Medicina, filosofia di vita, alimentazione e modo di comportarsi sono una conseguenza l’una dell’altra”. Dopo Roma Liù Capannolo si trasferisce per due anni in Emilia Romagna e ritorna a Chivasso nel 2015.

Il suo è un grande amore per l’Oriente e per le sue discipline, ma senza perdere se stessa, il suo io. Rispetta sia la cultura occidentale che quella orientale che a detta sua hanno tante cose in comune, le dicono solo in modo diverso. “Chi fa il mio lavoro, in genere, ascolta molto rigidamente i dogmi e diventa, ad esempio, vegetariano o vegano, ma questo è in contrasto con il mio modo di pensare. Io non sono induista, la mia religione non implica un non mangiare carne e quindi non lo faccio. Ho un approccio occidentale alle discipline orientali: le rispetto ma senza perdere ciò che sono io, anche solo banalmente per una questione genetica e di ciò a cui siamo abituati e predisposti - spiega -. Le mie radici occidentali mi hanno portato a cercare risposte razionali sul perché queste discipline funzionano e posso dirvi che lo fanno realmente. La medicina classica tradizionale per me è l’ultima spiaggia, non ne abuso perché è comunque un qualcosa di chimico e il corpo fatica ad assorbirlo. Prima di arrivare a quello preferisco provare con altro”.

Liù ci racconta che per lei le parole hanno una grande importanza e che il loro significato va tenuto in ampia considerazione. “Nel mentre del mio avvicinarmi allo Yoga e alla Medicina Orientale sono incappata nella Neurolinguistica, cioè la disciplina che studia l’utilizzo delle parole - afferma -. Mi sono concretamente resa conto di quanto queste vadano utilizzate correttamente… vi faccio un esempio: se una persona è morta è corretto usare il termine ‘morta’ e non ‘mancata’, perchè quando manca qualcosa questo potrebbe anche tornare ad esserci e se lo riferiamo ad una persona deceduta è come illudere il nostro cervello che la persona in questione possa tornare e questo fa solo male al nostro cuore - spiega -. Quando si fa meditazione bisogna prestare attenzione a ciò che si dice, perché una parola sbagliata potrebbe peggiorare le cose che si stanno provando a risolvere”.

Oggi quello che fa Liù Capannolo è cercare di far star bene le persone ed evitare loro di incorrere in grosse problematiche. Tratta varie patologie: dal mal di testa ai dolori articolari alle patologie intestinali e tanto altro. Ci spiega che effettua, in primis, la cosiddetta diagnostica primaria e cioè identifica l’elemento a cui ogni persona appartiene. Questo rappresenta il come siamo fatti e ciò a cui siamo più inclini e orienta più verso determinate terapie che altre. Per fare ciò che faccio ho seguito vari corsi con diversi insegnanti; il nostro è un lavoro di vista, di udito e di tatto. La base delle varie discipline è la medicina tradizionale cinese e l’ho ovviamente studiata, per poi specializzarmi in ciò che preferivo, anche perchè è impossibile fare bene tutto e una selezione va fatta. I fondamenti sono complessissimi ma al contempo estremamente semplici. Si basa tutto sul ‘Tao’, sull’ equilibrio, meglio conosciuto come ‘Yin e Yiang’ - spiega -. Attualmente insegno Deva Yoga, che è un incrocio con il Kundalini e ha al suo centro la colonna vertebrale, quella da cui dipende tutto il nostro corpo. Lo insegno in palestra a Chivasso, Brandizzo e Settimo; d’estate lo faccio invece al parco, all’aperto. Mi occupo poi di medicina orientale a Torino, in uno studio in Crocetta, dove ci sono anche un medico e un fisioterapista, e a Chivasso presso ‘Himalayan Studio - Grotta di Sale Rosa’. Chi volesse qualche informazione in più può dare un’occhiata su Facebook digitando ‘L’Occidente incontra l’Oriente’ e ‘DEVA Yoga’- racconta -. Il voler far star bene le persone me l’ha un po’ trasmesso mia mamma Rubinia, lei è stata la prima fisioterapista in Italia dato che in Croazia il diploma era già riconosciuto da tempo, mentre qui da noi è successo dopo. Sono contenta del lavoro che faccio, sono fermamente convinta che noi facciamo il mestiere di cui abbiamo bisogno. Sono felice anche dal punto di vista sentimentale insieme al mio compagno Andrea Cassola. In generale posso dire di essere soddisfatta della mia vita e quando qualcosa non va non mi lamento, ma cerco di porvi rimedio e se non posso farlo accetto ciò che accade. Nel riuscire a far questo lo Yoga è davvero utile. Riguardo al futuro non mi aspetto nulla, se ci pensassi questo mi toglierebbe dal qui e ora e non vivrei il momento” afferma sorridente prima di salutarci.

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