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CHIVASSO. Ettore Capello: dal calcio al destino nel tennis

Un giovane tennista ed istruttore, classe 1990, che ha fatto diventare la sua passione lavoro a tutti gli effetti. Ha cominciato a giocare a tennis a soli cinque anni, ma ai tempi sognava di fare il calciatore… cosa è successo nel corso degli anni per arrivare a diventare ciò che è oggi? Ettore Capello è qui per raccontarcelo.

Ci parla di lui come di un bambino ed un ragazzo tranquillo, che ha iniziato a giocare sia a tennis che a calcio. Il papà era appassionato di calcio, ma si è poi innamorato del tennis seguendo il figlio, mentre la mamma giocava tennis e aveva partecipato anche a qualche torneo amatoriale. Inizialmente giocavo a tennis solo d’estate, il mio primo amore era il calcio in quanto era un gioco di squadra dove era bello vedere l’affiatamento del gruppo… tutto questo nonostante fossi più bravo a giocare a tennis - racconta sorridendo divertito -. I miei genitori mi hanno sempre assecondato molto nelle scelte, lasciandomi libero di decidere per conto mio… ad esempio quando avevo dodici anni e mi hanno convocato per il Raduno Tecnico Piemontese di tennis ho detto no per partecipare al Campionato di calcio e loro non hanno contrastato la mia decisione -

racconta -. A tennis giocavo una volta a settimana, a calcio due. A tennis ho iniziato a giocare in Veneto, mentre ero in vacanza al mare ad Albarella, dove abbiamo una casa di famiglia, poi ho cominciato ad allenarmi a Chivasso. A undici/dodici anni mi sono spostato alle “Pleiadi” di Moncalieri, ero stato selezionato per entrare a far parte della Rappresentativa Piemontese. Nel 2005 papà mi ha portato a fare due tornei internazionali under 16 in Danimarca, dopo aver vinto un po’ di tornei regionali. Ai tempi ero passato ad allenarmi allo ‘Sporting’ di Torino con Giampiero detto ‘Gipo’ Arbino, l’attuale allenatore di Lorenzo Sonego, al quarantaseiesimo posto come giocatore di tennis nella classifica mondiale”. La partecipazione ai tornei in Danimarca è stata fondamentale per la scelta di vita di Ettore. Lì ha trovato Giacomo Miccini e ha fatto un doppio con lui. Partendo dal nulla è arrivato in finale e ha cominciato a riflettere sul fatto di essere davvero in gamba come tennista. “Allenandomi una sola volta a settimana ero riuscito a raggiungere quei risultati… In quel momento ho deciso di dedicarmi completamente al tennis - spiega -. Inoltre, nel 2004, mi ero infortunato e quello era stato un precedente evento di riflessione. Mi ero fratturato la tibia durante una partita di calcio, cominciavo a non stravedere più per l’ambiente calcistico e mi stavo cominciando ad orientare verso il tennis. Ricordo che Gipo, ai tempi delle ‘Pleiadi’ mi aveva detto di chiamarlo se avessi scelto di dedicarmi seriamente al tennis, perché avrebbe voluto allenarmi… e così feci andando a giocare allo ‘Sporting’. Mi sono allenato con Gipo fino al 2006, poi sono andato al ‘Sirio’ di Settimo dove con due allenatori argentini ho partecipato a diversi tornei internazionali - racconta. Per un anno, nel 2007/08, sono stato seguito da un allenatore privato, Gianmarco Costa, e mi sono realmente buttato a tempo pieno nel tennis. Ho lasciato il Liceo Scientifico Newton di Chivasso perché non riuscivo a star dietro a tutto e mi sono iscritto a Ragioneria a Torino, dove mi sono diplomato nel 2009”. Il 2009 rappresenta un anno molto importante per il nostro Ettore Capello, è infatti quello in cui conquista il suo primo punto ATP (‘Association of Tennis Professionals’, ndr) internazionale, quello che permette di accedere alla classifica internazionale, appunto. Il primo torneo internazionale di Ettore è stato in Romania. Quindi non gioca più solo a livello nazionale, nel cui ranking (classifica, ndr) era entrato a 15 anni classificandosi 4.4, ma entra anche nel ranking internazionale. Finito il periodo di circa un anno con l’allenatore privato va a giocare a Caselle, siamo nel 2009, e viene seguito da Alessandro Riba e Emanuele Sapio. Nel 2009 mi allenavo per 3/4 ore la mattina, poi il pomeriggio dalle 14 alle 17 e dalle 18 alle 22.30 frequentavo la scuola serale per diplomarmi” racconta. Dal 2010 va a giocare a Vercelli e viene allenato da Alberto Gillerio e Giovanni Cerro. “Con gli altri ragazzi eravamo un bel gruppo di professionisti: con me c’erano Pietro Rondoni, Alberto Bagarello, Davide Poggi e Marco Bella. Avendo terminato gli studi mi allenavo a tempo pieno” spiega.

Ma il 2009 è importante anche per un altro motivo. Ettore Capello e suo papà hanno fondato la loro associazione sportiva “Tirumapifort”, che si appoggia al Circolo “Tescaro” di Chivasso per i campi da tennis. “Anche se ero un agonista, stava nascendo in me il desiderio di insegnare… è nato tutto un po’ per gioco, con l’idea di far giocare e far fare sport ai ragazzi - racconta -. Siamo partiti allenando 15 ragazzi a cui facevamo fare il campionato a squadre e giocavamo in serie D3. I ragazzi sono arrivati, negli anni, a giocare addirittura in serie B, nel 2016 e nel 2017. Siamo diventati una realtà importante come prima squadra in Chivasso in serie B. E’ stata un’emozione incredibile - spiega -. Noi siamo una scuola tennis atipica, un’associazione senza circolo, ci siamo da sempre appoggiati al ‘Tescaro’ d’estate e d’inverno al ‘Nisten’ di San Raffaele, ma una volta che il ‘Tescaro’ ha cominciato ad usare i palloni pressostatici abbiamo cominciato a giocare qui anche d’inverno”.

Anche se insegna Ettore continua comunque a gareggiare a livello nazionale. Ha interrotto le competizioni internazionali a cui si è dedicato fino al 2018. “Fra i miei risultati migliori c’è la finale di doppio che ho giocato con Alberto Bagarello nel 2014, il Torneo Internazionale ITF San Carlo Canavese, dove siamo arrivati in finale. Sempre con Alberto, ho successivamente giocato un’importante semifinale a Basilicanova. Per quanto riguarda gli ‘Open’, i tornei nazionali, fra i più belli ricordo le vittorie a Verbania nel 2012, a Verdelago nel 2017 e a Settimo nel 2018 - racconta -. Ho alternato periodi di gare a circuito internazionale e periodi senza; nel 2017 con Gipo e Sonego sono rientrato nel ranking internazionale per l’ultima volta. Il risultato migliore della mia vita è arrivato, grazie a Gipo che mi allenava al ‘Green Park’ di Rivoli, a 28 anni, in Finlandia, dove sono arrivato ai quarti di finale in un torneo internazionale. Sono soddisfatto dei miei risultati agonistici e di essere arrivato a 2.3 in classifica. Fra i risultati di cui vado più fiero c’è anche l’aver raggiunto la seicentesima posizione nel ranking ITF under18 e di aver vinto il torneo di doppio con Bagarello, nel 2018, alle ‘Pleiadi’, accedendo così alle prequalificazioni degli Internazionali d’Italia del Foro Italico a Roma e avendo la possibilità di giocare nel tempio del tennis italiano”.

La sua scuola tennis, la “Tirumapifort” sta dando grandi soddisfazioni ad Ettore. “Attualmente ho davvero un bel gruppo di allievi. Fra di loro ci sono dei giovani molto interessanti: Gabriele Grieco, Samir El Kas, Davide Nizzia, Tommaso Manzone, Alberto Maffucci, Edoardo Bondogno, Adriano Botta e Dana Montivero. Ci tengo a citare anche alcuni miei vecchi allievi: Andrea Actis e Marco Zappoli, con i quali siamo arrivati in serie B, e Annalisa Gassino. Grandi risultati con tutti loro. Ne vado fiero e ora tenteremo di risalire la classifica - dichiara -. In totale abbiamo circa una settantina di allievi fra il minitennis/avviamento e l’agonistica/specializzazione. Seguiamo i bambini dai 4 anni fino ai ragazzi di 18/19 anni. Mio papà è il presidente dell’associazione, io sono il direttore tecnico, gli altri due istruttori sono Andrea Gillia e Andrea Nebiolo e il preparatore fisico è Simone Cordera - spiega -. Sono soddisfattissimo e contento di ciò che stiamo facendo, abbiamo costruito da zero l’associazione, più per divertirci che per altro, ma è cresciuta tantissimo… non l’avrei mai immaginato. Anche se siamo una piccola realtà sono felice di come cresciamo di giorno in giorno”. Il desiderio di Ettore Capello è quello di vedere la scuola tennis crescere sempre di più e di vedere la voglia dei ragazzi di migliorarsi aumentare quotidianamente. “E’ bello vedere il percorso di crescita degli allievi, vedere che si pongono sempre nuovi obiettivi senza abbattersi… questo è quello che noi cerchiamo di insegnargli. Da bravi maestri dobbiamo capire chi abbiamo di fronte e muoverci di conseguenza. Anche noi insegnanti cerchiamo di migliorarci in continuazione. Io, attualmente, sono Istruttore di II grado FIT e sto concludendo il percorso di formazione per diventare maestro nazionale, nel 2021 dovrei arrivare a conclusione di questo percorso di due anni” racconta.

Chi fosse appassionato di tennis o volesse saperne di più della “Tirumapifort” e di Ettore, può visitare la pagina Facebook e il profilo Instagram aventi il nome dell’associazione.

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