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01 Agosto 2020 - 10:00
Nato a Chivasso il 16 dicembre 1990, Daniele Murroni in arte Tancredi Hill, vive oggi a Londra per realizzare il suo sogno: cantare e far conoscere la sua musica a livello internazionale. Un ragazzo che è la dimostrazione vivente che con la tenacia e i sacrifici si può arrivare dappertutto.
“Ho sempre vissuto a Chivasso e i miei amici sono ancora quelli dei tempi in cui ero piccolo, nonostante la lontananza - comincia a raccontare -. Da bambino ero tranquillissimo, e sono cresciuto con l’idea di studiare, di avere una vita lineare, un lavoro sicuro… questo sull’onda degli insegnamenti datomi da mamma e papà… ancora non sapevo quale sarebbe stato il mio vero destino - sorride nel raccontarlo -. Ho frequentato il Liceo a Vercelli e durante il settimanale pomeriggio di ore buche, utilizzando l’impianto stereo di una ragazza che era solita cantare per tutti noi, mi sono sentito attratto dal canto e dalla voglia di esibirmi. Non sapevo neanche di saper cantare, ma l’ho fatto. Ho capito che volevo fare quello, anzi, che avrei dovuto fare quello”.
Dopo l’esibizione un professore gli ha chiesto di fare dei mini concerti per beneficenza nelle piazze di Vercelli. Davide e la ragazza, diretti dal docente, hanno cominciato così a cantare in giro. “Lei aveva già una voce pazzesca… mi ha aiutato tantissimo, ho cantato anche i generi che non cantavo - racconta Tancredi -. Gli spettacoli diventavano sempre più grandi. I miei genitori mi hanno sempre supportato e ci hanno creduto forse anche più del sottoscritto… questo nonostante per me avrebbero desiderato un percorso più stabile e lavorativamente sicuro. Sono sempre stati al mio fianco dicendomi che se ero davvero felice di farlo lo avrei dovuto fare, che era giusto così, mettendoci il massimo impegno - racconta ancora -. Mi sono anche messo a studiare canto e ci tengo a ringraziare tantissimo Cristina Lai. E’ stata la mia insegnante al ‘Sinigaglia’ e mi ha dato la libertà di essere l’artista che volevo, oltre ad insegnarmi la tecnica vocale. Mi ha spiegato di cantare a modo mio, senza chiudermi in determinati parametri; mi ha fatto crescere come artista facendomi imparare vari stili, senza fossilizzarmi sul mio che è un po’ americano, R&B, a Londra lo chiamano ‘Black Music’. Mi ha fatto provare tutto per trovare la mia strada e farmi esprimere essendo libero”.
Tancredi Hill ha interrotto il Liceo, ma lo ha finito in seguito, per dedicarsi completamente alla sua musica. Provini su provini, che lui descrive come i momenti più belli della sua vita di adolescente, attimi in cui condivideva tempo con altri artisti. Nel 2008 arriva l’evento che gli cambia la vita: la partecipazione a “X Factor”, notissimo talent show televisivo. “Mi ha iscritto papà, io non me la sentivo, non ero ancora pronto a passare dalle piazzette a quel palcoscenico. Tantissimi provini e, alla fine, Morgan mi ha unito ad altri ragazzi per formate un gruppo: gli “FM” - spiega -. Avevo 17 anni, è stata una delle cose più grandi della mia vita, mi ha dato un sacco di punti nel curriculum, arrivato a Londra mi ha aperto un sacco di porte. Sono stato un mese nel programma, ma è stata un’esperienza completissima. Sono uscito sapendo che artista volevo essere, ho capito come funzionava la discografia Italia e il business della musica, ho capito come vive un artista, è stata una botta di umiltà: non è come sembra fare questo mestiere, c’è dietro un lavoro estremo - confessa -. Ho mantenuto i contatti con gli altri partecipanti al programma e ci supportiamo a distanza. Ringrazierò sempre Morgan che mi ha protetto e insegnato tantissimo, mi sentivo perso, ero solo a Milano, lontano da casa e lui mi ha aiutato un sacco. Ho avuto anche la possibiltà di conoscere Simona Ventura e Mara Maionchi. Dopo questa avventura ho iniziato a cantare seriamente” racconta ancora.
Quattro mesi a cantare in Sardegna con altre due ragazze. Lì ha capito cosa vuol dire cantare e divertirsi: non c’era la tensione di “X Factor”, non c’era la necessità di spingere e forzare il successo, di fare delle hit. Tancredi allora ha capito che se ti diverti ti senti più libero ed esprimi di più te stesso. L’anno dopo ha ripetuto l’esperienza estiva. “Ai tempi vivevo con i miei genitori, non mi sarei potuto mantenere da solo con i guadagni da cantante. I primi veri soldi sono arrivati col trasferimento a Londra. In Italia fare l’artista non è considerato a tutti gli effetti un lavoro, ti offrono più dei rimborsi spese che dei compensi, si fa una vita tiratissima e piena di stenti. Quando vengo in Italia e dico che canto c’è chi mi chiede qual è il mio vero lavoro. Sono voluto andare via perché per gli emergenti ci sono difficoltà grosse a venire fuori nel nostro paese. Molti infatti smettono di cantare o vanno all’estero - spiega -. Consiglio vivamente di partecipare ai talent show, ti aprono la strada in Italia e ti danno più possibilità di farcela. In Inghilterra puoi emergere anche senza... pensate che qui fare l’artista di strada è considerato un lavoro vero, rispettato, ti danno ad esempio il permesso per cantare in metropolitana, chi ti ascolta può pagarti con la carta di credito e avere la ricevuta, come artista di strada puoi pagare le tasse… è tutto diverso dall’Italia. Guadagni più così che facendo il cameriere. Offri un servizio con la tua voce, intrattieni e chi ti ascolta pagando ti sostiene” spiega ancora.
Ma perché Tancredi Hill ha scelto proprio Londra come città? Ci racconta che durante una vacanza di tre giorni, fatta dieci anni prima, aveva respirato la libertà vera in questa città e se era innamorato. L’anno dopo ci è ritornato per una decina di giorni, per capire se ciò che aveva provato era davvero quello. Ci racconta di Londra come di un posto dove c’è più collaborazione, più aiuto da parte degli altri per realizzare i progetti; è una città meritocratica dove, se lavori bene, prima o poi qualcuno ti darà una possibilità. “Da lavapiatti puoi arrivare a diventare manager se lavori sodo e sei in gamba. In Italia ho fatto il cameriere per dieci anni, le stagioni... ma mai nessuno mi ha fatto avere un contratto, una promozione - spiega -. A Londra ho fatto vari lavoretti. Il mio inglese era pari a zero quando sono arrivato, ci ho messo circa due anni per impararlo bene. Oggi, dopo quasi sei anni, capisco tutto e tutti mi capiscono. Mi ero stampato 300 curriculum e li distribuivo in giro.. un signore mi ha fermato per strada e mi ha fatto lavorare per lui vendendo quadri. Ero pagato pochissimo, ma lui è stato fondamentale per me. Non sapevo la lingua e mi ha affiancato ad una ragazza italiana che mi ha insegnato come fare con i clienti. Ho lavorato lì per due mesi e poi ho fatto altri lavori. A cantare per strada ho iniziato dopo quattro mesi, ma non potevo fare solo quello: se piove salta tutto ed, inoltre, non sei l’unico a farlo e ci sono giorni con code e liste di attesa per esibirsi perché si sono già prenotati altri - racconta -. Ero timido e non avrei mai pensato di farlo, imparavo i testi a memoria, ma la mia pronuncia era pessima. La prima volta mi sono esibito per trenta minuti a Piccadilly Circus… la mia scatoletta per raccogliere i soldi è rimasta vuota e uno le aveva pure dato un calcio. Mi sono sentito male, gli altri artisti mi guardavano, caratterialmente non ero forte come ora. Se da una parte mi ero depresso dall’altra mi sono autospronato dicendomi che un giorno quelle persone si sarebbero fermate ad ascoltarmi”. Durante un periodo in cui ha lavorato in un bar, nelle pause pranzo è andato a cantare in strada seguendo il consiglio datogli da un collega del locale, quello di cantare facendo finta di essere al Wembley Stadium, davanti ad un pubblico immenso e di fare un grande show. Detto fatto. Da lì ha cominciato a sciogliersi e ad interagire di più col pubblico, parlando fra una canzone e l’altra. Le persone hanno iniziato ad ascoltarlo cantare, a fermarsi, ed oggi Tancredi Hill è arrivato a vivere della sua musica. “Vorrei essere di ispirazione per altri ragazzi. Credete nei vostri sogni: io sono partito senza soldi e senza conoscenze e ora la musica è il mio lavoro - afferma -. Sicuramente ci sono poi anche degli avvenimenti fortuiti che ti spronano ad andare avanti: a me, ad esempio, durante un’esibizione un ragazzo che non ho mai visto in faccia ha lasciato una mazzetta di Pound nella scatola. Sono rimasto senza parole, non li avrei accettati se me ne fossi accorto sul momento, erano davvero tanti soldi. Penso lo abbia fatto per aiutarmi a crescere come artista e li ho messi da parte, insieme ad altri, per realizzare ‘Ego’ il mio primo singolo uscito nel 2017”.
Col tempo la fiducia nelle sue capacità è aumentata, si è sentito sempre più forte e sicuro di sé. Una crescita continua mentale e lavorativa.
“Lo scorso 28 luglio è uscito il mio nuovo singolo ‘Dont’ leave me alone’ ed è ora acquistabile su tutte le piattaforme digitali del mondo. Inoltre per il 4 agosto ho programmato l’uscita del video. Mi sono sempre autoprodotto i singoli, che costano davvero tanto; stavolta invece ho un produttore, Josh Wantie, ma a parte questo mi sono pagato di tasca mia tutto il resto. Hanno lavorato per me nove persone ed è stato bello, nonostante fossimo sotto Covid, dare lavoro ad altri. E’ stata una grande soddisfazione personale, al di là della realizzazione della mia nuova canzone” racconta.
Tancredi Hill è un cantautore e scrive anche per altri artisti inglesi e italiani. Inoltre crea la sua musica al computer. Ormai è un artista a tutti gli effetti, tanto che quasi nessuno lo chiama più col suo vero nome, Daniele Murroni, ma con il nome d’arte. “L’ho anche eliminato dai social, non mi giro neanche più se sento chiamare ‘Daniele’. Ho scelto di chiamarmi Tancredi Hill dopo ‘X Factor’: Tancredi l’ho voluto perché è forte da pronunciare, mi trasmette un senso di forza. Volevo un nome che mi ricordasse di non abbattermi mai. Hill è invece il cognome del filosofo Napoleon Hill, che ha scritto testi motivazionali ed è stato pioniere dell’idea che avere un pensiero positivo permetta di raggiungere il successo nella vita” ci spiega.
Oggi è impegnato quasi ventiquattro ore su ventiquattro, ma è contentissimo. “E’ il momento più bello della mia vita, ma non per il successo, ma perché ho raggiunto una condizione mentale in cui so che lavoro in un qualcosa in cui credo davvero e che mi rende felice - afferma -. Faccio il lavoro del cantante, del manager, della casa discografica, dell’addetto stampa, ma sento che è la vita che avrei sempre dovuto e voluto vivere. Sono stanco ma ho la percezione che si stia allineando tutto nel verso giusto. Sto a tutti gli effetti costruendo il mio brand: Tancredi Hill - racconta -. Spero di andare avanti così e di continuare a lavorare con persone talentuosissime e al contempo umilissime. Voglio continuare a fare, in primis, musica per me stesso… se la fai per gli altri è un po’ come se facessi ciò che vogliono loro, perdendo in unicità, senza essere te stesso. Voglio fare musica vera e non costruita a tavolino. Quando ascolti la mia canzone devi connetterti con me, sentire le stesse cose - spiega -. Spero di venire presto in Italia per rivedere la mia famiglia, loro sono sempre al primo posto ed è un sacrificio enorme stargli lontano e perdere dei pezzi di vita insieme. Ci tengo a ringraziarli per avermi sempre supportato, i miei genitori in particolare. Ringrazio anche tutti coloro che mi hanno, in un modo e nell’altro, permesso di arrivare dove sono oggi”.
Oltre che ascoltando e acquistando la sua musica e possibile seguire Tancredi Hill sui social: su Facebook (pagina e profilo) e su Instagram, semplicemente digitando il suo nome.
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