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IVREA. Dalla Silicon Valley al Centro Commerciale. La visione di "Adriana"

Eravamo partiti con la Silicon Valley del Canavese. Una roba un po’ nebulosa ma che faceva ben sperare. Parole e musica del senatore azzurro Virginia Tiraboschi, a detta del sindaco Stefano Sertoli una “visionaria” tanto quanto lo fu Adriano Olivetti. Insomma: chiamatela”Adriana”. E sarà anche una blasfemia, ma tant’è. Tornando alla Ico-valley cosa ne è rimasto della “visione” della prima ora lo si è scoperto al secondo incontro organizzato venerdì scorso a Ivrea per un pubblico esclusivamente ad “invito”. Tenetevi alla sedia: una vera e propria operazione immobiliare a tutto vantaggio dei proprietari (il fondo Prelios) con tanto di trasformazione urbanistica di palazzo uffici, cioè il primo edificio che si incontra in via Jervis, realizzato negli anni 60 e disegnato dagli architetti Annibale Fiocchi, Gian Antonio Bernasconi e Marcello Nizzoli. Tutto scritto nel “revamping” cioè nell’ammodernamento abbozzato nelle slides preparate da Aexp group e dal “Consorzio Insediamenti produttivi”, cioè da Alberta Pasquero, donna del sistema e del Pd. Una con un curriculum, che è la sommatoria di almeno una decina di vite normali.  Al sesto piano “work Hospitality e biblioteca digitale”. Vale a dire albergo e spazio relax. Al 5° una galleria commerciale con Coffee bistrot e ristorante. Al 4° Hub, slot e spazi condivisi per il co-working. Al 3° Comdata (mica si può cacciare...). Al 2° ancora hub, ancora  Slot, ma anche laboratori. Infine al 1° gli uffici di “governance degli Hub”, di gestione degli Hub e dell’expo permanente e al piano terra la “reception”, la digital accademy” e il “meeting expo”. Per un totale (tolta Comdata) di 24.320 metri quadrati, circa 4.480 per piano...  Scendendo nel dettaglio l’accademia e i corsi post-diploma diventano una scuola per insegnare a utilizzare le nuove tecnologia. Poi si racconta un po’ qua e un po’ là del 5G ma pure di una fiera dell’alimentare e del non alimentare, un sito web, una tv e una web tv per promuovere il “made in Italy”. Il tutto (non c’è scritto ma lo si intravede) con un collegamento diretto con i magazzini “stile Amazon” da costruirsi nell’ex sito industriale di Scarmagno. Previsione dei costi? Circa 200 milioni malcontati, con non meno di un milione di visitatori l’anno…  La domanda a questo punto è: chi paga? Qualcuno ha tirato fuori l’idea che si potrebbe attingere dai fondi europei, ma vien difficile da pensare che Bruxelles si metta a finanziare un centro commerciale “privato” che a guardare alcune foto, anche quelle “visionarie” assomiglia e pure tanto  al “Marina Mall” di Dubai. Seconda domanda: ai cittadini piacerà? Infine la terza: qualcuno a quelli dell’Unesco questa “visione” gliel’ha già anticipata? Ecco, ci piacerebbe sapere che cosa è stato risposto...

I partecipanti

All’incontro, oltre alla “visionaria” si sono presentati in tanti, a cominciare dal presidente della regione Alberto Cirio, del consigliere di Città Metropolitana Dimitri De Vita, del Presidente del Comitato Promotore, il Notaio Andrea Ganelli. E poi Alessandro Busci di Prelios, Giovanni Ronca di Olivetti, Giovanni Tesoriere di  Liftt  il rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco con video messaggio, il rettore dell’Università di Torino Stefano Geuna. Quindi Rodolfo Zich d Torino Wireless, Patrizia Paglia di Confindustria e, da remoto, il presidente nazionale di Confindustria Marco Gay, Fabio Vaccarono Ceo di Google Italy, Barbara Cominelli di Microsoft Italy, Andrea Renda di CEPS e il sottosegretario del Ministero del lavoro Francesca Puglisi. Insomma una platea da far gelare i polsi, ma a pochi è sfuggito che quelli “importanti” e che avrebbero tanti soldi da spendere (Google per esempio, ma anche Microsoft) non si sono affatto impegnati. E anche sull’università ci sarebbe molto da aggiungere non foss’altro che la loro presenza e collaborazione, il più delle volte, è una sorta di bollino “chiquita” per dare valore ad un progetto (lo insegnavano i vecchi democristiani), ma poi finisce sempre tutto lì. L’anteprima, comunque, è già scritta. L’adesione di tutti i Soci fondatori avverrà entro fine luglio. Entro i primi giorni di agosto verranno indicati il Presidente e i componenti del Comitato promotore che lo affiancheranno nella definizione operativa della strategia, che entrerà in fase attuativa subito dopo l’estate, attraverso la creazione di appositi organismi giuridici. Boh! Se la prima impressione è quella che conta, a noi, alla visione “visionaria” di tutto ciò, è venuta in mente una frase biblica: “fuori i mercanti del tempio...”. Però a pensarci bene se anzichè lo “storronamento” della Ico Valley si dicesse chiaramente che si tratta dell’unica operazione possibile per non vedere collassare su sè stesso l’edificio e dare un senso al viaggio dei possibili turisti Unesco si potrebbe anche concordare su un bel pec. Un disegno che va in consiglio e lì lo si discute tutti insieme.Vale per l’impermarket della Novacoop e per tutti i centri commerciali ....  

Le dichiarazioni

“Grazie agli stabilimenti Olivetti, Ivrea torna ad essere centrale nel XXI secolo sull’asse Torino Milano. Il concetto di comunità tanto caro a Adriano Olivetti rivive in termini contemporanei grazie alle tecnologie di quinta generazione che favoriscono lo sviluppo di Smart and Digital Community così come della economia immateriale”  Virginia Tiraboschi ‘’Ci siamo ispirati all’esperienza di successo del Bioindustry Park, ovvero costruire il contenitore a partire dal contenuto...” Alberta Pasquero “ICO Valley consente una vera rigenerazione urbana, che mira non soltanto alla riqualificazione e riposizionamento degli immobili, ma anche alla creazione di un distretto industriale focalizzato sull’economia digitale facendo leva sulla storia, le competenze e le eccellenze italiane e di quest’area geografica in particolare.”. Alessandro Busci, Prelios SGR S.p.A. “Abbiamo deciso di aderire da subito alla costituzione del Comitato Promotore del progetto. Per Olivetti e il Gruppo TIM è fondamentale contribuire alla digitalizzazione e alla diffusione della cultura dell’innovazione nel Paese”. Giovanni Ronca, Presidente Olivetti (TIM)
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