“Io, noi... ci rifiutiamo”. Claudia Cambursano vive a meno di un chilometro dall’Edilias. Lo stabilimento che produceva fabbricati, oggi pare diventato un deposito di traversine di cemento mentre un domani potrebbe ospitare un impianto per la produzione di biometano e di compost.
Claudia Cambursano (GUARDA IL VIDEO) ( è tra le più agguerrite contro l’idea che qui potrebbero arrivare da ogni parte d’Italia 60 mila tonnellate all’anno di FORSU, la frazione organica dei rifiuti solidi urbani.
Odori insopportabili, inquinamento dell’aria e della roggia che passa proprio di fianco all’Edilias, aumento del traffico dei camion sulla sp 81 che collega Chivasso con Mazzè, svalutazione delle case che fanno parte degli agglomerati urbani della Mandria, di Boschetto, di Campagna, di Carolina, di Tonengo.
Sono queste alcune delle criticità che lamenta Claudia Cambursano e che, come lei, lamentano i promotori del comitato “Io mi rifiuto”, che in queste settimane sta raccogliendo firme per bloccare l’insediamento.
“La “Caluso Biometano società agricola” vuole costruire un mega impianto di trattamento di rifiuti organici, proveniente dalla raccolta urbana, nel sito dove prima c’era l’Edilias, sulla strada provinciale 81 per Mazzè - si legge nel testo dell’appello a firmare -. L’impianto prevede una prima fase di biodigestione ed una seconda fase di compostaggio.
Hanno chiesto l’autorizzazione per trattare 55.000 Ton di rifiui e 20.000 Ton di scarti legnosi, praticamente un quantitativo simile a quello di tutti i rifiuti organici prodotti da Torino e Provincia.
Su quella piccola strada vorrebbero far passare molte decine di migliaia di automezzi pesanti ogni anno. Vorrebbero sversare nel corso irriguo confinante con l’impianto dalle 19 alle 109 Ton/giorno di acque “tecnologiche”. I rischi di inquinamento delle acque superficiali e delle falde acquifere sono altissimi”.
Guido Fontanella (GUARDA IL VIDEO) abita a circa cinquanta metri da dove sorgerà l’impianto. “Vorrei precisare che non è tanto un impianto di biometano - spiega Fontanella, chivassese tra i promotori del comitato - è un impianto che raccoglierà 60 mila tonnellate di rifiuti organici urbani e li lavorerà. Rischiamo di trovarci una montagna di rifiuti organici che non vengono dal territorio, ma che arrivano da chissà dove, a seconda dell’offerta che sapranno catturare questi imprenditori. E’ chiaro che si tratta di una manovra di una società che ci ‘sta provando’, sperando di trovare terreno facile, ma non sarà qui di sicuro.
I rifiuti vanno trattati: bisogna programmare impianti, ma non vanno catapultati per farlo dove è comodo a chi investe in questo settore. Noi cittadini ci siamo ritrovati con un progetto già presentato e piazzato dietro le nostre case...”.
“L’impianto provocherà cattivi odori che non si possono fermare, e i miasmi prodotti non si fermeranno a 300 metri come dicono, ma arriveranno a tutte le frazioni e centri abitati nel raggio di qualche chilometro, cioè a Chivasso, Caluso, Mazzè e Rondissone - prosegue il testo della raccolta firme -. Vogliono ampliare l’area dell’impianto sacrificando terreni agricoli di pregio per depositare rifiuti.
Infine vorrebbero fare un processo di liquefazione ad alte pressioni del metano prodotto con rischi di esplosioni.
Noi non ci stiamo, siamo stufi di vedere i nostri territori degradati da interventi privati, che mirano alla speculazione e al guadagno, senza farsi carico del danno ambientale che creano.
Non vogliamo vivere in un territorio dove sia necessaria la mascherina sul volto non perché c’è un virus, ma perché siamo sommersi dai rifiuti.
Per tutte queste ragioni chiediamo che non sia realizzato questo impianto su un sito inidoneo nel nostro territorio”.
“La raccolta firme sta andando molto bene, siamo già oltre il migliaio di adesioni - spiega Laura Garanzini (GUARDA IL VIDEO), anche lei residente in zona e sostenitrice attiva del comitato -. Ma serve l’aiuto di tutti: solo sostenendoci a vicenda possiamo scongiurare questo insediamento”.
La raccolta firme proseguirà domani, mercoledì 1 luglio, dalle ore 21 in piazza alla Mandria di Chivasso: sarà anche un’occasione per raccontare i motivi del ‘no’ all’impianto e far sapere il pensione del comitato.
E’ comunque possibile firmare presso “Drink Monti” di via Bussolata a Tonengo di Mazzè, presso il Bar Trattoria di Mandria di Chivasso e presso “Artè Cucine” arredamenti via Po 32, angolo via Orti a Chivasso.
Cambursano show: “Cara Mariuccia Cena, ricordati da dove sei venuta”
S’è incazzato come non succedeva da anni. (GUARDA IL VIDEO) Ce l’ha con chi ha presentato il progetto per realizzare sulla Sp 81 un impianto di biometano e di compost nell’ex stabilimento Edilias sulla strada fra Chivasso e Tonengo di Mazzè. Ma, soprattutto, ce l’ha con chi avrebbe prestato il fianco.
“Cara Mariuccia Cena....”.
L’ex sindaco di Chivasso, già parlamentare, Renato Cambursano è un fiume in piena.
Il principe di Boschetto, nas-dupì come lo chiamano da queste parti, ha messo nel mirino la sindaca, e coscritta - come ricorda con la sua memoria di ferro -, di Caluso rea di aver espresso parere favorevole all’insediamento da 60 mila tonnellate all’anno di rifiuti organici urbani all’ex Edilias, in una porzione periferica del suo territorio ma al confine con quelli dei comuni di Chivasso, Tonengo di Mazzè e Rondissone.
“Cara Mariuccia Cena - inforca, provocatoriamente e ironicamente, Cambursano - ti ricordi chi è l’autorità sanitaria sul tuo territorio? Sei tu!. E’ il sindaco. Lo dice la legge. Se poi a te di quei quattro pirla che abitano in campagna e nelle cascine non frega nulla, è un altro par di maniche: intanto ti ricordo che tuo papà era detentore di una cascina, quindi anche tu vieni da quel mondo lì e dovresti interessartene. Non devi trattare a pesci in faccia questa gente: sei sindaco di tutti, non solo di quelli che vivono in centro ma anche di quelli che vivono nelle zone periferiche come queste”.
Cambursano è tra i sostenitori del comitato “Io mi rifiuto”, un gruppo spontaneo di cittadini custodi del territorio chivassese che in questi giorni sta raccogliendo firme per stoppare il progetto dell’impianto di biometano.
“Nas-dupì”, e non poteva essere altrimenti, è tra i più attivi.
“La Giunta regionale il 4 ottobre 2019 - spiega Cambursano - ha adottato una delibera di approvazione della relazione tecnica al piano nazionale energetico. La delibera, nel capitolo dei rifiuti, dice espressamente: non bisogna incentivare la costruzione di nuovi impianti per il trattamento aerobico dei rifiuti urbani umidi organici, ma è preferibile convertire quelli esistenti. Bene: allora perché si dovrebbe realizzare questo impianto a Caluso? Qui avremmo un impianto nuovo che va contro il dettato della Regione Piemonte: questa società che si chiama Caluso Biometano Società Agricola srl ha presentato un identico progetto qualchenchilometro più in là che si chiama San Benigno Biometano sa srl. Ed altri ne ha presentati nel biellese, cambiando solo la prima parte della ragione sociale. Quindi, è chiaro che ci sta provando...”.
“Dietro questo progetto - prosegue Cambursano - ci sono una società multinazionale americana che ha una filiale italiana e una società di engineering. I veri detentori sono loro, non una società agricola: sono loro che presentano progetti fotocopia confidando nell’approvazione e giocando sulla nostra pelle.
Un impianto così avrà ricadute pesanti sul territorio, a partire dagli odori insopportabili perché stiamo parlando di rifiuti urbani organici. Inoltre, questo progetto non è all’avanguardia come sostiene la sindaca di Caluso: probabilmente sarà all’avanguardia per far ricadere quattrini sulla sua città, non per altro. Qui ci sono dei centri abitati a meno di mille metri: la tenuta della Mandria, con il suo pregio storico, il centro abitato di via Campagna a Boschetto. Sono centri abitati che dovranno fare i conti con questo terribile odore, con l’inquinamento atmosferico, quello delle acque, ecc...ecc... senza alcuna ricaduta positiva per il territorio”.
“Stupisce molto - concclude Cambursano - e invito il Consorzio irriguo di Chivasso che è titolare di questa roggia a rivedere il parere che ha dato, ahimè favorevole, all’insediamento.
Va bene che l’acqua in questa roggia che serve i campi della zona c’è quaranta giorni all’anno, ma se vengono convogliati qui gli scarichi dell’impianto significa che per quaranta giorni all’anno questo popò di m... verrà rilasciato nei campi, negli orti, nei giardini delle case non solo di Mandria e Boschetto, ma anche di Castelrosso e Chivasso”.