Dopo il consiglio comunale del 29 maggio il sindaco Massimo Rozzino ha estromesso dalla giunta Marinella Bracco, le ha tolto la carica di vicesindaco e pure le deleghe. Vedi il decreto del sindaco n. 125 del 5 giugno 2020.
In quel consiglio la signora Bracco si era contrapposta al sindaco e ai consiglieri che gli sono rimasti fedeli: Bracco aveva votato contro lo smarino, mentre Rozzino e i suoi avevano di fatto votato a favore, respingendo le mozioni “no smarino” di Rocco Muscedra e Luigi Corna. Il sindaco aveva tratto le conseguenze a modo suo: nel decreto di “licenziamento” Rozzino scrive che, con il suo voto difforme, Marinella Bracco ha messo in cattiva luce l’operato del sindaco e ha fatto venir meno il rapporto di fiducia che deve intercorrere tra il primo cittadino e un collaboratore
Questa motivazione è strana e capovolge la realtà: non è Bracco che dovrebbe andarsene, è il sindaco che dovrebbe dimettersi. Bracco ha infatti mantenuto la promessa - fatta agli elettori nella campagna elettorale del maggio 2019 - di opporsi alla deponia dello smarino. Mentre il sindaco quella promessa non l’ha mantenuta. Un tradimento degli impegni elettorali così clamoroso che solo le dimissioni potrebbero sanare.
Però sono curiose anche le nomine che, a cascata, sono seguite alla vicenda Bracco: nomine che sembrano premiare non i consiglieri più votati l’anno scorso, ma al contrario quelli che ottennero meno consenso. Forse nel Comune di Torrazza meno voti prendi e più fai carriera.
Per cominciare, al posto della signora Bracco il sindaco ha nominato vicesindaco Alberto Baesso. Non sarebbe toccato a Raffaella Lisa diventare vicesindaca? La signora Lisa era già assessore, era già in giunta, e sarebbe sembrato naturale promuoverla. Inoltre, l’anno scorso Lisa aveva preso più voti di Baesso: 93 contro 47. Non meritava lei la promozione a vice?
Diventando vicesindaco, Alberto Baesso ha lasciato la carica di capogruppo dei consiglieri di maggioranza (lista “Torrazza bene comune”). Bisognava sostituirlo. E chi è stato nominato al suo posto? È stato nominato Alberto Losurdo. Però l’anno scorso Losurdo era stato in assoluto il meno votato di tutti gli eletti. Aveva ottenuto appena 11 preferenze. La carica di capogruppo non sarebbe spettata all’uno o all’altro dei consiglieri più votati di lui? Luca Palandri aveva conseguito 39 preferenze, Claudia Crema 28, Anna Maria Memmo 23, Serena Bucci 20…
Certo, per queste nomine è più che legittimo adottare altri criteri al posto di quello delle preferenze. La competenza, l’esperienza, il savoir faire, ecc. Quali criteri sono stati usati per Baesso e Losurdo? Non lo sappiamo. Nel dubbio, viene da pensare che sia stato premiato non il successo elettorale, ma l’insuccesso, il flop, in particolare per Losurdo.
Ultima curiosità. Prendiamo la questione dell’indagine epidemiologica che il Comune ha appena affidato al dottor Salerno per la spesa di 12.000 euro. Nei social e nelle cronache giornalistiche le tre star dell’evento appaiono il sindaco Rozzino, il dottor Salerno, e la dottoressa Martina Gavazza. E Claudia Crema dov’è finita? La dottoressa Gavazza è consulente del Comune per la sanità, ma anche la consigliera Crema ha una delega alla sanità, che le è stata assegnata dal sindaco. Perché non è finita sotto le luci della ribalta anche lei? Era contraria all’indagine epidemiologica oppure l’hanno lasciata fuori?
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