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SETTIMO TORINESE. Festa di S. Antonio in Famija per parlare di futuro agricolo

Sant’Antonio Abate è sempre presente nel cuore dei settimesi.

Domenica mattina 19 gennaio si è celebrata, presso la chiesa San Vincenzo de’ Paoli in via Milano 59 a Settimo, la festa liturgica per Sant’Antonio Abate, santo eremita egiziano, considerato il fondatore del monachesimo cristiano e il primo degli abati, patrono dei macellai, dei contadini, degli allevatori e protettore degli animali.

Come ogni anno sono stati benedetti da don Antonio Bortone i macchinari agricoli, gli animali, i contadini e i produttori agricoli.

È stata la prima festa di Sant’Antonio per la nuova amministrazione, insediatasi a maggio dell’anno scorso, e non sono voluti mancare Carmen Vizzari, Presidente del Consiglio Comunale, Vincenzo Rignanese, vice presidente del Consiglio Comunale, Giancarlo Brino, vice sindaco di Settimo, Chiara Gaiola, assessore al commercio, e molti consiglieri. Erano inoltre presenti Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti Piemonte, e i due priori della città, Sergio Giustetto e Giuseppe Valsanìa.

“È una tradizione che si rinnova ogni anno- ha detto Roberto Moncalvo -un tempo si benedivano i cavalli, oggi i trattori. Il tempo passa. Però mi spiace che quest’anno non  si possa premiare nessuno dei nostri amici coltivatori diretti, poiché non ce n’è uno che abbia 65 anni di età”.

“Noi siamo sempre presenti- hanno sottolineato il Castellano e la Castellana delle famija setimeisa- e collaboriamo sempre per questa bella festa con i due Priori. Noi inoltre siamo inseriti nel comitato piemontese dei gruppi storici e folkloristici, e questo è importate per Settimo”.

La festa a Sant’Antonio Abate è una tradizione a cui nessun settimese è capace di rinunciare e continua a creare un legame indissolubile tra le persone e i prodotti della terra, e questo lo dimostra la partecipazione di molte associazioni presenti nel territorio: la Croce Rossa Italiana anche con la sezione cinofila, l’Associazione Nazionale Carabinieri, Associazione Nazionale Alpini.

Al termine della cerimonia, gli agricoltori e i componenti della Famija Setimeisa si sono ritrovati a pranzo al ristorante Ultimo Borgo. La toma messa in palio è stata vinta da Tancredi Pistamiglio, abile ad intuire il peso effettivo del formaggio: ha sbagliato di soli 10 grammi.

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