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15 Novembre 2019 - 12:09
A volte una passione è talmente grande da trasformare quello che è un vecchio sogno di gioventù in realtà; è il caso di Dario Leccacorvi, cavagnolese e unico – se non primo – editore del paese. La sua casa editrice Aristea è specializzata in librigame, in cui la lettura non avviene linearmente ma a seconda delle scelte del lettore. Tutto parte nel 2017 quando, con l’aiuto di Andrea Maria Antigone Barbera e Diego Barbera (membri della software house TEAsoft, di cui Dario è il curatore editoriale), nasce “Fra Tenebra e Abisso: il Marchio”. Si tratta di un GDR gratuito (gioco di ruolo, ndr) sviluppato per Android ma ispirato proprio ai librigame. Una decisione fortunata, che ha riscosso un notevole successo tra gli amanti del genere. L’avventura testuale ha totalizzato circa 270.000 download, è stato tradotto in lingua francese ed è largamente apprezzato dalla critica specializzata. Da lì, il rapporto tra cartaceo e digitale diventa osmotico: quello che nasce su carta viene trasformato in digitale e viceversa, grazie alla collaborazione fra TEAsoft e Aristea. A febbraio 2019 nasce la casa editrice cavagnolese e solo qualche mese più tardi approda al Lucca Comics: una delle più importanti fiere italiane dedicate a narrativa, fumetti e videogiochi del fantastico. Sul loro banchetto, oltre ai primi due episodi della serie creata da Dario, la nuova opera firmata da Gabriele Simionato: “Vesta Shutdown”. Con quest’ultima si cambia genere; i lettori verranno catapultati nell’esplorazione dello spazio dell’anno 2156. Ma cosa bolle in pentola per il futuro? Per la gioia degli appassionati arriverà il terzo episodio della serie “Fra Tenebra e Abisso” (successivo a “Il Marchio” e “La Megera”). In cantiere poi un’avventura dedicata all’antico Egitto e una di ispirazione Cyberpunk. L’affascinante mondo dei librigame sembra andare incontro a un nuovo periodo fortunato. Fecero il “boom” negli anni ’80, ma poi subirono un declino nel ventennio 1990-2010. Tuttavia, da due anni a questa parte si registra un nuovo interesse verso questo tipo di narrazione, a tal punto che diverse case editrici sono intenzionate ad investire in questi prodotti. Ma Dario è sicuro di offrire qualcosa in più rispetto alla concorrenza: “Lo dico con un certo orgoglio: mentre gli altri sono editori di letteratura generalista o di giochi che vogliono inserirsi in questo settore, noi siamo una delle uniche due case editrici in Italia che pubblicano questo tipo di libri”. Oltretutto, un libro-gioco appassiona chiunque, sia giovani che adulti, e non si tratta di una versione sbiadita di un videogame. Se il medium videoludico richiede oggi il miglior dettaglio tecnico possibile, ci si è anche resi conto che una narrazione piena, coinvolgente e appassionante è l’aspetto fondamentale per un prodotto di successo. Che sia questa la via per avvicinare i più giovani alla lettura?
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