Cerca

CHIVASSO. Dal 'Supermarket' di Torino a Betlemme. La musica di Tury conquista Chivasso

CHIVASSO. Dal 'Supermarket' di Torino a Betlemme. La musica di Tury conquista Chivasso

TuryMEGAzeppa durante una delle sue serate al "Supermarket" di Torino

Ha fatto ballare tutta Betlemme, in occasione dell’ultima festa Patronale. Battendo ogni record, in fatto di presenze, e facendo saltare, ridere e divertirsi, grandi e piccini. Pier Paolo Bettinardi, aka (nome d’arte, ndr) “TuryMEGAzeppa”, mantovano classe 1967, non soltanto un deejay affermato, ma è un artista a tutto tondo: musicista, trasformista e performer…

Dopo il successo chivassese, l’abbiamo incontrato all’interno del “suo” “Supermarket”, il locale di Torino dove è già al lavoro per preparare al meglio la prossima stagione.

Le feste di paese hanno rappresentato i miei primi approcci con la musica - comincia a raccontare l’artista -. A soli 6, 7 anni ho compreso il concetto di ‘festa’ nella sua totalità. Inoltre i miei genitori ascoltavano sempre musica e i miei primi dischi li ho avuti a 5 anni. La mia infanzia è stata molto solitaria, me ne stavo per i fatti miei, non avevo un concetto di ‘gruppo’. Le mie ‘zone d’ombra’ si sono alimentate sin da piccolo e ho sempre usato la musica come terapia psichica, facendomi cullare dalle sonorità che prendevano letteralmente ‘piede e zeppa’...”.

La vita di Tury è scandita dalla musica.

Intorno ai 12, 13 anni c’è un cambio radicale fra look e sonorità. Inizia una vera e propria fase ‘dark’. Pier Paolo Bettinardi si trasferisce ad Orbassano e in Veneto ci torna solo più d’estate.

Avevo un atteggiamento ribelle, rifiutavo categoricamente gli stereotipi, erano gli anni ‘80 e per certe cose nei paeselli, ai tempi, ti mettevano al patibolo… l’ignoranza te la vedevi addosso. Ero estroflesso rispetto alla società, in maniera consapevole e provocatoria. Mettevo gonna e tacchi, avevo un senso efebico molto spiccato. Ai tempi le mie tendenze musicali erano legate al mondo new wave e dark, mi piacevano molto i ‘The Cure’. Ero legato al mondo alternativo” spiega.

Negli anni ‘90 fa occupazione ovunque e nello stesso periodo inizia a “mettere musica” nei centri sociali e a lavorare in piccoli locali.

Mettere musica vuol dire offrire un input alle persone, da cliente ho ‘subito’ le serate e, quindi, ho cercato di rivedere questo dato” raccontaTury. Dal 1993 al 1996 canta e suona come bassista col suo gruppo; gira l’Europa per i concerti e incide anche un disco di musica alternativa, genere ‘noise’.

Con gli altri membri del gruppo non andavamo d’accordo e così ci siamo sciolti - ricorda -. E’ dura stare in un gruppo per uno solitario, oltretutto io ho un concetto di condivisione ben chiaro e l’ego va canalizzato nella condivisione. Se canalizzi male non si va d’ accordo. Non sopporto l’autocelebrazione. E ancora oggi la penso così. Sono coerente e se mi chiedi come faccio a dichiarare questo e poi ad essere ‘protagonista’ sul palco è perché in quel momento c’è un cambio di personalità” aggiunge.

Pier Paolo Bettinardi inizia la carriera come deejay nel 1996. Location il ‘Café Blue’ dei ‘Docks Dora’, il primo grande locale in cui mette musica coi suoi vinili.

In quel momento ho mollato il mio lavoro, mi occupavo di affissioni comunali, per fare questo vero e proprio salto nel vuoto – spiega -. Ho scelto di fare il dj e col tempo il mio esserlo è cresciuto in maniera esponenziale… ho sempre voluto essere un dj ‘diverso’, uno che parla che interagisce col pubblico - racconta. Mi diverto nel fare ciò che faccio, questo è il segreto di tutto. Se ti diverti arrivi agli altri in maniera autentica, comunichi in maniera più fruibile, senza sovrastrutture di linguaggio. Divertimento è uguale a grande aggregazione”.

Nell’estate del 1999 arriva un altro momento importante. Tury fa tre serate al “Cacao”, che all’epoca non era ancora il club che tutti abbiamo conosciuto, e in quelle tre occasioni fa orbitare circa ottomila persone attorno alla sua consolle. Come dice lui stesso, è stata una vera e propria “scossa tellurica”.

Mettevo musica alternativa ma anche pop e nazional popolare, mi piace spaziare fra sonorità diverse e far ballare cose inusuali. Creo perplessità e questo, per me, è sempre stato uno stimolo. Mi piace ballare e voglio vedere gli altri che ballano” spiega.

In quell’estate arriva anche l’incontro con una persona molto importante, oggi attualmente presente nella sua vita professionale. “Al ‘Cacao’ conosco Barbara Zagami, che mi ha visto all’ opera e ha pensato che fossi completamente pazzo ma geniale. Nel dicembre del ‘99 lascio il ‘Café Blue’ e il 25 dicembre faccio la mia prima serata al ‘Supermarket’, destinato a diventare ‘casa’ per me. E’ un locale in cui sono passati i migliori dj del mondo e dove sono stati fatti tantissimi live… Elisa, Tiziano Ferro, Daniele Silvestri solo per citarne alcuni... un posto dove si è passati dal metal dei ‘Lacuna Coil’ al pop, all’elettronica di ‘Club to Club’, Carl Cox, Jeff Mills, Richie Hawtin, al ‘Jazz:Re:Found’ - racconta Pier Paolo Bettinardi -. Dal 2001 comincia l’ effettivo sodalizio con Barbara, e la realizzazione del nostro progetto di creare ‘un’isola felice nel mondo criminale’. Abbiamo sempre scelto di non prenderci troppo sul serio, ci siamo molto autogestiti mentalmente e abbiamo fatto tutto secondo i nostri criteri creando la nostra associazione culturale ‘barbyTURY&co’ curando tutto nei minimi dettagli. Essere qui, dopo 20 anni, ancora con la stessa serata del sabato, a pagamento, non è una cosa così scontata - spiega ancora -. I flyer pubblicitari sono stati la nostra peculiarità, caratterizzati da una forte ironia accompagnata da un’ estetica sopraffina. Barbara mi ha reso una figura professionale. Ero ingestibile e lo sono ancora, ma adesso canalizzo nel verso giusto e l’ ironia da provocatoria è diventata più gestita”.

Gli chiediamo come nasce il suo nome d’arte: “Fino al 1992 era ‘Tury il djggei della zzoona’; negli anni del ‘Café Blue’ ho creato la serata chiamata ‘UltraMEGAzeppa’ e un giornalista, in un suo pezzo, ha fatto l’associazione fra Tury e il nome della serata ed è nato così TuryMEGAzeppa. Le zeppe sono una costante del mio look, passo dalla ‘zeppina’ pomeridiana a quella ‘mega’ serale”.

Pier Paolo Bettinardi racconta anche di come, nel contesto di una discoteca, negli anni siano riusciti a muoversi nel sociale, ad esempio organizzando serate per aiutare associazioni animaliste. Una cosa decisamente inusuale nell’ambiente. E di come tanta gente che si è conosciuta con la sua musica si sia poi addirittura sposata. “Sto parlando di più di cinquanta matrimoni, a cui sono poi anche andato a mettere musica” precisa Tury.

Avrei potuto fare molte cose in più di quelle che ho fatto - confessa -. Ma sono poco gestibile e non accetto i compromessi. Se non mi diverto non faccio nulla. Sono un po’ uno ‘schizofrenico’. In consolle sono sempre in apprensione, non mi piace avere gente attorno, mi distrae, ma resto collegato per quattro, cinque ore col mondo che ho davanti, sulla pista. Creo una buona sinergia di stati d’animo. Oggi la consolle la divido anche e mi è capitato di farlo ‘cheek to cheek’ con Asia Argento, Samuel e Boosta dei ‘Subsonica’, con Boy George, come con Andy dei ‘Bluvertigo’ e molti altri - prosegue -. Attualmente sono in un periodo di transizione esistenziale. Vivo come penso. Posso fare cosa voglio nella mia vita, sono sradicato dal tempo. Non so neanche come si sviluppa il quotidiano, sono poco contaminato. Continuerò a fare il dj finché mi divertirò. Smetterò quando non ci sarà più divertimento”.

TuryMEGAzeppa e il “barbyTURY&co”, questa estate, li trovate tutti i sabato sera al “WhiteMoon” di corso Sebastopoli 123 a Torino e, ovviamente, da settembre nel loro “Supermarket”, di via Madonna di Campagna 1, sempre a Torino, pronti per partire con una nuova stagione di serate e divertimento. Proprio legato al “Supermarket” è un complimento a cui Tury è particolarmente affezionato e che gli ha fatto enormemente piacere ricevere. “Mi dissero che il ‘Supermarket’ è l’ultimo posto in cui si balla e secondo me è un bellissimo apprezzamento, perché significa che a differenza della stasi che c’è in giro, da noi c’è dinamismo e col ballo, e non solo, la gente si sfoga molto emotivamente… e questa credo sia una peculiarità che fa la differenza oggi come oggi”.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori