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CAVAGNOLO. Davide Tosches e la sua passione innata per la musica

CAVAGNOLO. Davide Tosches e la sua passione innata per la musica

Davide Tosches

Nasco nel 1974. Disegno e suono da sempre. Da piccolo ero timido, ma socievole e avevo tanti amici. Amo la natura, le piante e gli animali fin da quando sono nato. Da grande mi sarebbe piaciuto fare l’ artista e così ho fatto” con queste parole comincia a raccontarsi Davide Tosches, che oggi è musicista, marito di Laura, papà di Diana e vive a Cavagnolo, fra la natura e gli animali.

Non avevo voglia di studiare, né a scuola né in ambito musicale dove ho imparato quasi tutto da autodidatta - confessa Davide. Il mio maestro di musica, ai tempi, mi aveva dato un gran insegnamento dicendomi che sarebbe stato meglio se non fossi più andato a lezione di strumento a perdere tempo, ma che avrei comunque dovuto continuare a suonare. E così feci. Per come sono fatto io se mi serve qualcosa la studio in profondità, ma solo se ne vedo subito l’ applicazione pratica” aggiunge.

Davide si diploma grafico pubblicitario e lavora per anni come illustratore e grafico. Disegna per pubblicità, libri e dischi e tempo pieno fino al 2011. Poi si rende conto che quel mondo non gli piace più. “Un giorno, al supermercato, osservando le illustrazioni sui miei prodotti ho capito che non mi piaceva essere ‘complice’ della vendita di cose che magari neanche servono e così ho continuato a disegnare per libri e dischi per clienti privati, ma principalmente mi sono dedicato alla musica” spiega.

Nel 2009 pubblica il suo primo disco dal titolo “Dove l’ erba è alta”. Lo pubblica con la sua etichetta di allora, la “Contro Records”, che ha pubblicato anche i dischi di altri artisti. Con questo disco Davide Tosches fa concerti, ha molti passaggi in radio e un bel successo a livello nazionale. “Il primo disco mi ha introdotto in questo mondo. Qui ho suonato vari strumenti e dato che lavoravo ancora come illustratore e grafico l’ ho composto la mattina presto e la sera tardi… questo a dimostrazione che se lo si vuole il tempo per fare le cose lo si trova - racconta. La prima volta che ho tenuto in mio disco in mano è stata una bella emozione. Avevo finalmente un’ opera che si poteva toccare. Il disco era pronto per andare in giro da solo, era nato una specie di secondo figlio e sulla copertina ho messo l’immagine di mia figlia” spiega Davide.

Gli chiedo come definisce se stesso e la sua musica e ridendo mi dice che gli fanno da anni questa domanda, ma che lui non sa rispondere. In generale si definisce un cantautore e parla della sua musica come di musica strumentale, folk, etnica… definisce il suo genere “intimo - visionario”. “Sono un musicista non intellettuale. Ho la casa piena di libri, ma a me interessa la vita ‘concreta’ e infatti faccio anche il boscaiolo e il giardiniere. Senza manualità non riuscirei a fare musica. Per me è necessario il contatto con la realtà, l’ essere fisicamente stanco la sera è fondamentale, non potrei mai rinunciarci” spiega.

Il secondo disco esce nel 2012 e si intitola “Il lento disgelo”. Anche questo disco è stato molto apprezzato a livello nazionale, ma stavolta Davide fa meno concerti perché sta per sposarsi. A questo disco hanno partecipato vari artisti, fra cui Dan Solo, Carlo Actis Dato, Robbo Bovolenta, Ramon Moro e Mao.

Nel 2014 pubblica il suo terzo disco, quello che definisce il più intimo, quasi “silenzioso”. Il titolo è “Luci della città distante” ed è stato candidato al “Premio Tenco”. Anche qui hanno collaborato validi artisti come Hugo Race e Chaterine Graindorge.

Attualmente ha appena finito il nuovo disco, che però non pubblicherà più con la sua etichetta, e mi spiega che una piccola etichetta non consente grandi risultati, che per farcela bisogna essere inseriti in un certo ambiente e, comunque, quello del discografico non è il suo lavoro e lui vuole dedicarsi solo alla musica. “Non posso ancora svelate il titolo del disco. Stavolta è interamente composto al piano. Questo disco è molto cantato, mentre gli altri erano più ‘sussurrati’, più di ‘espressione’. A differenza dei primi tre il tema non è più il rapporto uomo - natura. Credo sia il mio disco più bello… vedremo - spiega Davide Tosches. Per i primi tre dischi sono sempre partito dall’ ambiente, dal ‘Genius loci’. Ho descritto con la musica ciò che vedevo. L’ ultimo disco è diverso, ho lavorato su ciò che ho dentro, più sul ‘sentire’, mi sono esposto di più e messo meno ‘all’ombra degli alberi’ - aggiunge. Questo disco piace anche ai miei suoceri ed è molto difficile centrare cosa gli piace in genere… quindi se è arrivato a loro è un buon segno, significa che raggiungerà un bacino più ampio di persone” aggiunge ancora sorridendo.

Davide compone nel suo studio vicino a casa. Questo studio lo ha chiamato “ Confine del bosco”. Come spesso succede di fare agli artisti, anche lui ha dedicato dei pezzi ai suoi grandi amori e cioè la moglie e la figlia. Mi racconta che ha conosciuto sua moglie Laura a scuola, ma che si sono messi assieme solo dopo 7 anni che l’ avevano terminata. “Quando ho visto Laura ho sentito che l’ avevo trovata, che era la mia lei e che me la sarei sposata. Questa è una di quelle cose che succedono una volta nella vita se va bene. E’ passato un po’ di tempo ma poi l’ ho davvero sposata” racconta.

Davide Tosches si dice soddisfatto della sua vita, ad oggi. E per il futuro spera di vivere, sempre di più, di musica, di scrivere anche per altri e di comporre colonne sonore. La musica è la sua vita.

Sul web è possibile visitare il sito www.davidetosches.com , la pagina facebook e il profilo instagram aventi il suo nome. E, intanto, aspettiamo l’ uscita del nuovo album per il quale gli facciamo un grosso in bocca al lupo.

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