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CHIVASSO. Mazzoli racconta il “Club Scherma”, orgoglio della città

CHIVASSO. Mazzoli racconta il “Club Scherma”, orgoglio della città

Giulia Mazzoli nella palestra del "Club Scherma Chivasso" di via Marconi 6

Se prima il “tirare di spada” era un qualcosa di esclusivamente maschile, ora non lo è più. E la chivassese Giulia Mazzoli, un passato nella Giunta dell’ex sindaco Libero Ciuffreda, ne è la dimostrazione. In carne ed ossa. Mazzoli è maestro del “Club Scherma Chivasso” e con lei ripercorriamo la storia di questa gloriosa associazione della nostra città.

L’idea di creare un gruppo sportivo nacque nel 1973 dal Maresciallo Oscar Grimaldi, dai signori Galli, Riva Cambrino e Buffa - comincia a raccontare -. Nel ‘76 diventa il Club Scherma e si affilia a FIS e CONI. Il primo presidente è stato Marcello Gambarini. Tra i primi iscritti c’erano Nino Ventura, Augusta Carra, Giuseppina Gambarini, Lucia Piglia, Massimo Buffa e i fratelli Ugo e Fabio Galli. I due fratelli si sono poi trasferiti a Mestre e hanno fatto un carrierone, diventando maestri della nazionale, ma ricordano sempre con piacere i loro inizi qui da noi”.

Il primo storico maestro di fioretto fu Ireneo Gonzales. E la sede, in principio, era piuttosto disagiata. “Ai margini della ferrovia, dove oggi c’è il liceo Isaac Newton. Non c’erano i vetri, mancavano i bagni, dovevamo cacciare i ratti per fare gli allenamenti. A dir poco surreale” confessa Giulia Mazzoli.

Nel 1980, vedendo la situazione e intuendo l’alto rischio di chiudere i battenti anzitempo, intervenne Cristina Ferreri Crola, i cui figli Roberto detto “Bebe” e Riccardo Crola erano allievi del Club. La signora contattò il Club Scherma Torino chiedendo se c’era un ragazzo disponibile ad insegnare ai soli sei bimbi rimasti iscritti.

All’epoca frequentavo il primo anno dell’ ‘Isef ‘ - spiega Giulia - e la proposta venne fatta a me, anche se donna. Per noi donne non era abitudine insegnare: questo sport, e l’insegnamento soprattutto, erano considerati una prerogativa prettamente maschile. Quando vidi la sede del Club Scherma di Chivasso ebbi un coccolone. Arrivavo dal Club di Torino, pluricentenario e blasonato, e mi chiedevo se davvero fosse possibile fare scherma anche in un posto così. Da lì iniziò la mia avventura. Dove dire che con i bambini mi trovai bene sin da subito...”.

Arrivati a fine anno, con soli 6 iscritti si decise, però, di chiudere. Ma a settembre le richieste di iscrizione di bambini salirono a dieci e così Giulia Mazzoli proseguì nell’insegnamento. E il Club nel suo percorso di crescita.

Giulia Mazzoli, ai tempi, non era ancora maestro di scherma e non poteva ancora dare lei stessa il nome al Club e così lo fece, temporaneamente, il maestro Sesto Di Tomaso.

Nel 1985 divenni maestro di scherma sostenendo l’esame presso l’ ‘Accademia di Scherma’ di Napoli. Eravamo solo due donne allora. Mi chiesero di tutto e di più. Un esame tostissimo. Come punteggio fui la prima di quell’anno e ricevetti una borsa di studio triennale - racconta Mazzoli -. Quando il Presidente mi consegnò il diploma mi fece i complimenti e aggiunse che era un peccato che io fossi donna...”.

Per il Club Scherma Chivasso vennero però altre difficoltà: lo sfratto dalla sede, i locali promessi e mai più dati.

L’insegnante Giulia Mazzoli, che all’epoca era diventata docente di ruolo dell’allora “Itis”, chiese al preside Romano Mattei se potevano usare i magazzini sottostanti la scuola per gli allenamenti. Lui accettò, stipulando un contratto di affitto con la provincia di Torino, proprietaria dei locali e il “Club Scherma Chivasso” ripartì con le sue attività.

Ma dietro l’angolo un altro brutto colpo: l’alluvione del 1994. Locali devastati, tutto perso, non c’era più niente. In un battito di ciglia saltò l’intera stagione. Fortunatamente il CONI decise di aiutare economicamente le società sportive danneggiate dall’alluvione e piano piano si ripartì. E vennero nuovi successi e trofei.

Nel ‘96 Carlo Brucco divenne presidente del “Club Scherma Chivasso”, carica che ricopre ancora oggi. La vice presidente è Laura Milano, il segretario Bruno Bionda, il revisore dei conti Silvia Parlatore, ci sono poi i consiglieri Luigi Guzzo (che si occupa della comunicazione web), Tiziano Fuoco (responsabile del settore tecnico, degli acquisti, dell’armeria e dei materiali), Filippo Bionda (rappresentante degli atleti) e Pietro Maria Ghiosso (responsabile del settore paralimpico).

Lo staff è composto, invece, da Giulia Mazzoli (maestro principalmente di fioretto ed ex atleta), Laura Milano (istruttrice nazionale ed ex atleta spadista di alto livello), Pietro D’Attellis (maestro di fioretto e spada che attualmente partecipa ancora alle gare master), Filippo Bionda (atleta e istruttore regionale), Flora Martra (istruttore regionale, ex atleta e preparatrice atletica laureata al “Suism”) e Pietro Maria Ghiosso (istruttore “CIP”, “Comitato Italiano Paralimpico”).

La sede del “Club Scherma Chivasso è, oggi, sempre in via Marconi 6, nei magazzini del blocco palestre, piano interrato dell’istituto “Europa Unita”. Il “Club” è anche su facebook e instagram, ha il suo sito internet www.clubschermachivasso.it e la sua e.mail: info@clubschermachivasso.it. Gli allenamenti si svolgono lunedì, mercoledì e venerdì dalle 17 alle 20.30.

A settembre offriamo, tutti gli anni, la possibilità di un mese gratuito di lezioni di prova di modo da poter capire davvero se si è interessati a questo sport. Meglio una quota in meno, ma bambini motivati e genitori consapevoli di cosa facciamo” spiega Giulia Mazzoli.

Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti, ad oggi abbiamo vinto un titolo mondiale maestri, un argento al campionato europeo cadetti, una finale di campionato del mondo cadetti, sette titoli italiani, oltre quaranta titoli regionali e interregionali. Siamo una bella squadra che crede in quello che fa - continua - . Il bello della nostra associazione è il praticare sport ad alto livello senza fare, però, dello sport una ragione unica di vita. Lo sport deve essere un momento di formazione, di crescita personale che ti aiuta ad affrontare tutta una serie di cose nella vita. Ma la scuola resta fondamentale. Con la scherma non vivi di rendita come con altri sport. Lo sport contribuisce a formare la persona, una persona corretta, che rispetta le regole, che rispetta gli avversari e che si rialza quando perde. Le sconfitte sono un momento di crescita e di autorivalutazione e le vittorie vanno vissute con serenità” conclude Giulia Mazzoli.

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