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13 Febbraio 2019 - 15:11
Salvatore Sellaro l’aveva capito fin da prima di Natale, da quando Vittorio Ferrero aveva cominciato ad andare a trovarlo per sondarne le intenzioni: «è inutile che me la raccontino, dietro ‘sto ragazzo c’è il Pd: c’è la Scuncio, c’è Bobba. E secondo voi io sono arrivato a questa età per portare voti al Pd, a gente che è solo alla ricerca di uno stipendio? Piuttosto metto su una vera lista di sinistra, ma i miei voti ai “falsi compagni” non li regalo». E infatti s’era messo a lavorare su “Crescentino libera”.
Che dietro ala “faccia nuova” Ferrero ci sia il Pd ora l’hanno capito anche i fratelli Mosca. Organizzare - dopo la serata alla trattoria dei Galli - un incontro riservato a casa di uno di loro portandosi dietro il segretario del locale circolo del Pd (insieme a un tizio che gli fa da trombettiere, e che per mostrarsi “indipendente” s’è sospeso per qualche mese dal direttivo del circolo) non è stata una gran mossa, per l’aspirante sindaco. Farsi immortalare in quella casa di via Michelangelo e mandare l’istantanea ai giornali amici, poi, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: la possibile alleanza con i Mosca è saltata.
Il M5S: facciamo una lista nostra
Già il giorno seguente Paolo Maria Mosca, candidato del Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni regionali, ha diffuso questo comunicato: “Il gruppo M5S di Crescentino comunica alla cittadinanza che esprimerà una lista per le prossime elezioni comunali del 26 maggio 2019. Siamo determinati ad offrire una seria alternativa al vecchio modello politico che ha amministrato la città negli ultimi trent’anni. Ci saranno partite importantissime i cui effetti segneranno il futuro della città. Siamo alla vigilia del nuovo insediamento industriale Eni, che sostituirà la fallimentare esperienza del gruppo Mossi e Ghisolfi e su questo riporremo tutte le nostre energie per facilitare e favorire l’insediamento di nuovi posti di lavoro e di imprese. Difenderemo il nostro territorio da coloro che intendono farlo diventare una pattumiera di materiali inquinanti derivanti dal presunto scavo del Tav. Vigileremo sulla delicata questione dell’eredità nucleare che giace a due passi da noi seguendone gli sviluppi derivanti dall’individuazione del nuovo deposito nazionale. Siamo aperti al coinvolgimento delle migliori energie di Crescentino per contribuire alla creazione di una lista elettorale di alto profilo volta alla crescita e lo sviluppo di questa città”.
I Mosca e i 5 Stelle, quindi, non sosterranno la lista Ferrero. Una defezione che, insieme a quella già annunciata da Sellaro, sta riducendo quella compagine di “giovani volenterosi” a persone di area Pd (ma non direttamente legate alle Giunte del passato), e ai transfughi Luca Lifredi (ex greppiano) e Nino Dispoto (ex “Crescentino ricomincia”). La «grande alleanza civica» auspicata da Ferrero quando mancano tre mesi alle elezioni si è già sfilacciata, e il perfido Greppi getta sale sulla ferita continuando insistentemente a chiedere a Livia Scuncio di dire chiaramente qual è il candidato sindaco sostenuto dal Pd.
Tre o quattro liste?
Resta ora da capire - ma entro fine mese i giochi saranno fatti - se il M5S presenterà una lista “dura e pura” di soli militanti e simpatizzanti grillini (lista “di bandiera” ma con scarse possibilità di affermazione), o se il «coinvolgimento delle migliori energie di Crescentino» a cui si accenna nel comunicato prelude alla formazione di una alleanza civica (più larga di quella di Ferrero) appoggiata anche dalle forze di sinistra: a partire dai socialisti di Leo Alati (che non ha apprezzato le dichiarazioni di Ferrero e Scuncio sul ruolo dei partiti), dal gruppo di Gaetano Angelone e magari anche da Salvatore Sellaro; insomma: da tutti coloro che non si riconoscono nel centrodestra ma che non vogliono nemmeno fare i portatori d’acqua per il Pd. In ogni caso il candidato sindaco non potrà essere Paolo Maria Mosca, che per il M5S in primavera correrà per entrare in Consiglio Regionale.
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