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CHIVASSO. Luisa Tratzi tiene alto il nome del "Made in Italy"

CHIVASSO. Luisa Tratzi tiene alto il nome del "Made in Italy"

Luisa Tratzi nel suo showroom di C.so Galileo Ferraris 40, a Chivasso

Quando da bambine giocavamo a disegnare vestiti col gioco “Gira La moda” chi l’avrebbe detto che la moda, quella vera, lei l’avrebbe fatta davvero. Neanche la diretta interessata poteva immaginarsi che sarebbe successo sul serio. Lei è Luisa Tratzi, giovane nome emergente della moda “Made in Italy”... perché quella italiana, la nostra, esiste ancora e fortunatamente c’è chi ne tiene ancora alto il nome.

Luisa frequenta il Liceo Scientifico “Isaac Newton” di Chivasso e si laurea alla Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) di Milano nel 2011. Lavora per la “Conbipel” e successivamente disegna una linea di costumi da bagno che viene presentata a Cannes, dove viene anche premiata, e poi questi costumi sfilano a Firenze alla Fiera “Mare d’amare” nel 2012. Cura la mostra di scarpe “150 anni di moda italiana in punta di piedi” a Strambino. Le scarpe diventeranno il punto cardine del suo essere stilista.

Luisa Tratzi decide di lanciare il suo marchio e la sua linea di calzature. La prima la crea nel 2013 e, a febbraio 2014, presenta la sua collezione alla Settimana della Moda di Milano, dopo essere stata selezionata dalla Camera della Moda che va alla ricerca di designer emergenti. Questa collezione viene poi presentata a Parigi nel luglio 2014 durante la fiera “Who’s Next”. Da quel momento non ha mai smesso di creare le sue calzature.

La vena creativa ed artistica è nel DNA di Luisa: “I miei genitori sono 2 architetti e fin da piccola sono stata abituata alla creatività e al ‘bello’ - ci racconta. Da piccola però non immaginavo né sognavo questa carriera. Volevo fare la maestra. Ma, alla fine, ha prevalso il richiamo artistico”.

Noi donne amiamo indubbiamente le scarpe, proprio come Carrie Bradshaw la protagonista del noto telefilm “Sex and the city”, ma forse poche di noi sanno cosa c’è dietro alla loro realizzazione. “E’ complesso realizzare una scarpa – ci spiega Luisa Tratzi. Non sembra perché è un manufatto piccolo, ma richiede molto lavoro e oltretutto, in Italia, il settore calzatura è molto frammentato, in quanto per ogni componente bisogna rivolgersi ad un’azienda diversa. Per avere il prodotto finito bisogna coordinare il lavoro di circa 20 aziende. La scarpa, poi, è particolare, perché deve sorreggere il peso del corpo e ha una funzione dinamica. Io le definisco delle piccole ‘architetture in movimento’. Vanno testate per la resistenza dei tacchi, per la comodità e per la calzabilità.” ci racconta.

La concorrenza nel settore moda è alta. E’ difficile far comprendere la qualità e l’unicità a livello di design del prodotto a chi lavora nel settore moda, e cioè ai buyer e alla stampa. Per farsi conoscere sono fondamentali le sfilate, i contatti diretti coi giornalisti per promuovere il marchio, i social che permettono un riscontro diretto col pubblico. Lo stesso riscontro diretto lo si ha anche con i temporary shop a Milano durante le Fashion Week, lì capisci davvero quali modelli interessano di più, quali altezze di tacco, è un test sul pubblico vero - ci dice Luisa, che aggiunge anche che: I giovani hanno meno occasioni di emergere col proprio marchio. Si tende ad entrare negli uffici stile di aziende già note rinunciando ad emergere con la propria linea, che è quello che desidero io” conclude.

Tutti i pezzi che compongono la scarpa sono disegnati a mano e si arriva poi al bozzetto completo unendoli e successivamente il disegno viene riportato a CAD e, cioè, lo si elabora a computer affinché tutto risulti più chiaro e preciso per chi deve realizzare il prodotto.

Tutte le componenti sono ‘Made in Italy’, punto molto sul lavoro con aziende italiane – ci racconta Luisa. Per lo più si tratta di aziende lombarde, per quanto riguarda la produzione. Vigevano è un polo di eccellenza, ad esempio; è qui che vengono prodotti tutti i grandi marchi distribuiti a livello globale come Louboutin, Jimmy Choo e Manolo Blahnik, per citarne alcuni. Per le materie prime mi rivolgo sia ad aziende site in Lombardia che in Piemonte. Ci tengo a salvaguardare una produzione artigianale e tradizionale. Le mie scarpe sono realizzate interamente a mano, c’è l’ausilio di qualche macchinario, ma sono un prodotto realmente ‘handmade’ ” ci spiega.

Nel 2017 “Footwear News”, la rivista americana più importante del settore, ha inserito Luisa Tratzi in una selezione di designer emergenti promettenti e le ha dedicato un articolo. Le sue creazioni sono state pubblicate su giornali come “Glamour”, “Vogue”, “Vanity Fair”, “Elle” e “Donna Moderna”. Sono state indossate anche da note presentatrici televisive fra cui Michelle Hunziker, Nadia Toffa, Carla Gozzi, Serena Rossi, Isabella Potì e Barbara D’Urso. Da due edizioni vengono utilizzate anche dalle protagoniste del programma “X Factor”.

Desidero continuare a realizzare calzature e a far conoscere il mio marchio all’estero. Vorrei anche ampliare la produzione integrandola con le borse, magari. Ad oggi sono contenta dei risultati ottenuti perché sono riuscita ad entrare in realtà importanti come i ‘Coin Excelsior’ di Milano e Roma, in boutique di Positano e anche in Qatar. La soddisfazione più grande è vedere le scarpe indossate da clienti felici. Le personalizzo secondo ogni esigenza, ognuna può avere un modello unico. Il mio motto è ‘Ogni scarpa un sorriso’. Ci ho messo e ci metto tutta me stessa in ogni blocco di 6 mesi che va dal primo disegno all’intera collezione realizzata. Vorrei dire un grosso grazie ad Alessio, il mio fidanzato, che mi supporta e mi sostiene. Ai miei genitori, che sono il mio punto di riferimento, il mio occhio critico, ci tengo molto al confronto con loro. Ogni volta che crei una collezione è una nuova sfida, non è detto che tutto ciò che disegni sia trasformabile in qualcosa di indossabile. Le calzature sono realmente complesse, sono un connubio fra aspetti creativi e aspetti tecnici. Per me sono una grande passione che voglio portare avanti” ci racconta Luisa Tratzi.

Le sue scarpe sono visionabili online, su internet (www.luisatratzi.it) e su instagram (www.instagram.com/luisatratzi.shoes), ma possono anche essere ammirate e provate a Chivasso, nello showroom di C.so Galileo Ferraris 40. Consiglio a tutte le donne di dare un’occhiata... e ve lo dice una che queste scarpe le compra e le indossa. Sono “gioiellini artistici” veri e propri, uno spettacolo.

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