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23 Novembre 2018 - 13:17
Bruna Milanesio nel suo negozio di via San Marco
Chivasso e i “nocciolini” sono un connubio inscindibile, così come questi ultimi lo sono con Bruna Milanesio. Conosciutissima e molto apprezzata nella nostra città, ormai da anni ci delizia con i suoi prodotti. E in questi anni di strada ne ha fatta davvero tanta, sempre guidata dalla passione per il suo lavoro; passione che si “respira” non appena si mette piede nel suo negozio e si inizia a parlare con lei.
Bruna nasce il 31 maggio 1959 in campagna, da una famiglia di contadini. Vive a contatto con la natura e gli animali fin da subito e questo, paradossalmente, negli anni, farà nascere in lei quello che definisce: “un forte bisogno di città”. Ha sempre vissuto e vive attualmente a Betlemme. Come da abitudine contadina i bambini crescevano lavorando, e lei non ha fatto eccezione pur essendo una femmina. “Alle elementari sapevo guidare il trattore. Mio padre mi ha insegnato la disciplina del lavoro, ad andare sempre avanti dritta per la mia strada e a non mollare mai” ci dice.
“A 17 anni inizia un periodo di ribellione, avevo voglia di essere autonoma e indipendente. - ci racconta. Ai tempi studiavo ragioneria, ma trovo lavoro in ambito assicurativo e così concludo le superiori seguendo le lezioni serali presso l’ ‘Istituto Sommeiller’ di Torino. Mi diplomo e continuo a lavorare nelle assicurazioni, il mio punto di riferimento per 35 anni. Gli anni di studio e lavoro sono stati intensi, lavoravo 8 ore al giorno e poi correvo a scuola. Tutto era calcolato al minuto. Nelle assicurazioni ho imparato tanto, è stata una vera e propria scuola di vita che mi ha fatta maturare. Ho abbandonato il lavoro in campagna, che hanno portato avanti i miei genitori quando hanno capito che io volevo altro, però oggi un piccolo ‘ritorno alle origini’ c’è stato e, infatti, ho piantato dei noccioli nella terra di famiglia e vorrei usare i loro frutti per produrre i miei nocciolini” conclude.
Nel 2008 Bruna Milanesio decide di provare a lavorare in autonomia. Ha una grande passione per i dolci e per la cucina in generale. Apre così un piccolo laboratorio nel locale di via San Marco 24 di proprietà della sua famiglia. Ci lavora e vende direttamente lei i prodotti. Li vende anche alle fiere e ai mercatini. Nel 2009 parla col figlio del noto pasticcere Giovanni Bernhardt e con lui stesso, ormai anziano, e gli chiede la ricetta dei nocciolini che le viene concessa. Bruna all’inizio produce canestrelli, poi paste di meliga, torcetti, torte alla nocciola. Segue diversi corsi di biscotteria presso la “Cast Alimenti” di Iginio Massari a Brescia e mano a mano che si specializza aggiunge prodotti a quelli che già fa e non potevano mancare i nostri nocciolini, ovviamente. Inizialmente prodotti in quantità limitata, in quanto colati uno per uno con la sac à poche, ma poi le cose sono cambiate. Nel 2015 ristruttura la casa rurale di famiglia e crea un laboratorio attrezzandolo con colatrici moderne, di modo da poter aumentare la produzione di nocciolini e biscotti, in particolare. Con Bruna Milanesio collaborano il figlio Francesco Masera e la nipote Giovanna Bonfante, lei specializzata in pasticceria e avente frequentato, come la zia, la “Cast Alimenti” e lui specializzato in marketing e sviluppo. Da sempre puntano su materie prime di alta qualità e territoriali come le nocciole Piemonte igp biologiche, le farine del Canavese e il burro da latte Piemontese. A marzo di quest’ anno hanno aperto anche un punto vendita a Torino, in via Barbaroux, gestito da Francesco.
La bontà dei loro prodotti è indubbia e gli ha permesso di vincere diversi titoli. Per due volte, nel 2017/18 e nel 2018/19, sono stati eletti “Maestri del Gusto”, un’ iniziativa promossa dalla Camera di Commercio di Torino. Sempre 2 volte, la prima nel 2010 e la seconda nel 2012, i nocciolini della Milanesio sono stati eletti “Miglior Biscotto alla Nocciola”.
Bruna è mamma non solo di Francesco, ma anche di Guglielmo ed è sposata con Franco Masera. Oltre alla passione per la cucina ha quella per lo sci e quella per i viaggi che la portano alla scoperta delle città. Ama le città caotiche, l’arte, i musei e le opere d’arte. Le piace molto leggere, soprattutto i romanzi storici perché come ci dice lei: ”Amo le cose concrete e questo è palese anche nel mio modo di vivere la vita. Vado diretta al risultato, non mi perdo per strada. Questo deriva dalle mie origini contadine. Caratterialmente sono abbastanza chiusa, parlo poco ma riservo un sorriso per tutti. Anche per strada saluto e sorrido sempre a tutti, ma poi non mi dilungo mai, in genere. Sono molto ‘concreta’ ”.
“Sono soddisfatta dei risultati ottenuti nella mia vita - ci racconta Bruna. Il passaggio dal lavoro dipendente al lavoro in autonomia era una cosa di cui avevo bisogno, una necessità che sentivo. E’ stata dura perché ci si scontra con la burocrazia, col mercato, si passa da uno stipendio fisso allo sperare di averlo. Prima paghi i fornitori, le spese e poi forse resta la tua parte. Cambia decisamente la prospettiva. Ma ne è valsa la pena. La ricerca di autonomia è sempre stata il punto cardine della mia vita, non sopporto che qualcuno i venga a dire cosa devo fare. Ho sempre combattuto per emergere, anche come donna. In famiglia e nella vita in generale. Per essere rispettata e per farmi valere. Credo sia una cosa importantissima darci dentro e impegnarsi al massimo per raggiungere i propri obiettivi e io ho sempre cercato di farlo. Oggi da mamma, pensando a chi è giovane e deve crearsi un futuro, dico anche che è importante che i figli facciano la propria strada, che seguano quello che sentono provandoci, anche a costo di sbattere la faccia contro il muro. Noi genitori non dobbiamo remargli contro ma neanche agevolarli troppo. Dobbiamo esserci ma lasciandoli fare. Se davvero si vuole qualcosa e ci si impegna senza arrendersi davanti alle difficoltà i risultati arrivano” conclude. E ha proprio ragione...
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