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24 Settembre 2018 - 20:49
Il braccio della donna di Verolengo
Dopo la denuncia della scorsa settimana di un chivassese che vuole vederci chiaro sulle ferite riportate dalla madre ospite di una casa di riposo della collina, ora spunta un altro caso i cui contorni sono tutti da chiarire. A far da sfondo, sempre la medesima struttura. E’ il 20 febbraio scorso quando in pronto soccorso a Chivasso arriva Maria Ceolin, classe 1939, 79 anni compiuti. La donna, originaria di Verolengo e a quel tempo residente nella struttura della collina, è stata inviata per sospetto focolaio bronchiale ed in presenza di febbre.
I medici del pronto, però, non ravvisano alcun focolaio bronchiale. Anzi.
Diagnosticano infatti un “flemmone esteso all’arto superiore sinistro con abbondante fuoriuscita di materiale purulento”.
In pratica, l’anziana ha un’evidente infiammazione al braccio sinistro da cui fuoriesce anche del pus. Le foto che pubblichiamo in questa pagina del braccio della pensionata il giorno del ricovero sono eloquenti: sembra prossimo alla cancrena.
“Una problematica del genere è chiaro che sia stata prodotta nella struttura in cui era ospitata (oggi l’anziana è stata trasferita a Saluggia, ndr) - spiega l’avvocato Patrizia Bugnano, che ne cura gli interessi -. La gravità della ferita, tra l’altro fonte di notevoli sofferenze della signora Ceolin, certifica come il personale della struttura abbia trascurato gravemente la problematica e, ancora prima, come la stessa fosse sicuramente presente da tempo, stante la sua notevole estensione, nella totale inconsapevolezza dei parenti”.
“Stiamo facendo esaminare la documentazione in nostro possesso da un consulente di parte - conclude Bugnano - per poi procedere giudizialmente”.
Insomma, con Maria Ceolin fanno già due casi in sette giorni.
Il “caso” Bigi
Natalina Bigi, 87 anni, chivassese, la notte tra l’8 e il 9 luglio scorsi è stata vittima di un “fatto” ad oggi poco chiaro.
Il figlio Giulio Mencarelli, che vive a Cavagnolo, la mattina del 9 luglio ha scoperto che la mamma, ricoverata da otto anni presso la medesima casa di riposo della collina, era stata trasferita d’urgenza in pronto soccorso. “Un’infermiera della struttura mi disse che mia madre era stata trovata a letto, nella notte, con vari ematomi al volto e con un’emorraggia in bocca. Mi disse che poteva essere una reazione allergica...”.
Spaventato, quella mattina Mencarelli si precipitò fino a Chivasso. In pronto trovò la madre sdraiata su un lettino. Con una prognosi tutt’altro che rassicurante: sessanta giorni. “Il medico di turno mi disse - racconta - che mia madre aveva riportato la frattura della rotula sinistra, dello zigomo destro e della parete laterale del senomacellare destro. Aveva un lieve trauma cranico, un’ecchimosi al piede sinistro e un’altra alla spalla destra. In più, l’occhio destro era nero. Mi sono detto: oddio, cosa le è capitato! Ho subito chiamato i carabinieri”.
Quanti brutti pensieri possono frullare nella testa in una situazione del genere. Quante ipotesi, supposizioni, valutazioni. Quanta angoscia.
“Ho parlato con la direttrice della casa di riposo che non sapeva riferirmi in merito alle lesioni subite da mia madre - aggiunge Mencarelli -. Mi ha solo spiegato che ha avviato un’indagine interna. Il referto del pronto soccorso indica il possibile evento traumatico come causa di quelle ferite, anche se dalla struttura continuano ad escluderlo. Io non so più che dire, spero solo che si riesca a far luce su questa vicenda”.
Giulio Mencarelli, assistito dall’avvocato Alessandro Vincenti del foro di Torino, ha sporto una denuncia contro ignoti.
Le ipotesi al vaglio dei Nas sono molteplici. Chi o cosa ha ridotto Natalina Bigi così?
E cos’è successo a Maria Ceolin?
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