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13 Giugno 2018 - 16:43
Una visita al centro cottura (foto d'archivio)
Il centro cottura settimese è realtà. Il maltempo di queste ultime settimane ha rallentato i lavori nel cantiere del capannone di via Giacomo Brodolini, situato nella zona del Pis Cebrosa, ma la struttura della Eutourist New sarà operativa entro ottobre: sarà la “supercucina” a chilometro zero delle scuole settimese, un’industria di trasformazione alimentare in grado di preparare 3000 pasti quotidiani fino a raggiungere, aggiungendo qualche cuocipasta in più, un complessivo di 10mila piatti. Una corazzata del cibo per servire Settimo, Brandizzo, San Mauro e 4 lotti su 6 della città di Torino.
Nel pomeriggio di venerdì 8 giugno, una delegazione composta dall’assessore all’istruzione Silvia Favetta, dal direttore generale del Comune, Stefano Maggio, dalla commissione mensa e dai presidenti di consiglio d’Istituto, ha verificato lo stato di avanzamento dei lavori accompagnati dal tecnico Cristian Clemencic della ME Caselle.
Il capannone in cui avrà sede il centro cottura è di 6750 metri quadrati calpestabili. Sarà dotato di tecnologie di altissimo livello e non mancheranno due settori separati, quelli destinati alla cottura di cibi per celiaci e diete speciali. E’ un’opportunità di lavoro per i settimesi “L’obiettivo sarà quello di assumere, certo – conferma Luciano Gallo responsabile dell’area di Settimo - Inizialmente, per avviare questo stabilimento, dovremo affidarci al nostro personale a cui non manca l’esperienza. Successivamente, soprattutto se i numeri cresceranno come pensiamo, avremo bisogno di nuove figure. Sul nostro sito c’è la possibilità di inviare il curriculum e faremo le nostre valutazioni. La richiesta di un centro di questo tipo c’è e ormai siamo in dirittura d’arrivo”. Nel corso dei mesi, ci sono stati anche momenti difficili in cui si è rischiato di vanificare il lavoro di anni in un contenzioso legale. Fortunatamente, tutto è andato per il meglio.
C’è ancora molto da fare, ma gli impianti sono in fase di completamento. Sarà installato un soffitto aspirante, un nuovo metodo che manda in pensione il concetto di cappa, mentre le attrezzature saranno introdotte dopo la messa in posa dei pavimenti. Il piano semirialzato permetterà un facile carico-scarico delle “gastronorm”, i contenitori per mantenere il cibo in temperatura. Sarà un fiore all’occhiello: è il coronamento di un sogno per i quattro rappresentanti dei genitori che presentarono la richiesta di mettere a progetto un centro di cottura a chilometri zero, in grado di soddisfare le esigenze di tutta le scuole settimesi. Sembrava fantascienza, anche se non mancavano esperienze incoraggianti. Natalino Pastore, Ignazio Scuzzarella, Antonfrancesco Consiglio e Michele Di Bari avevano rilasciato la loro prima intervista a “La Voce” su questo argomento. “Ma Stefano Maggio e il sindaco Corgiat ci diedero retta – raccontano i quattro – e sapevamo già che i nostri figli non avrebbero usufruito di questo centro cottura, ma era importante cominciare a parlarne. E siamo convinti che non servirà soltanto alle scuole: una struttura così, può preparare pasti anche per aziende o anziani”. Sembrava un sogno, invece ci siamo.
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