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CHIVASSO. Panchine sì, panchine no: “impeachment” alla chivassese

CHIVASSO. Panchine sì, panchine no: “impeachment” alla chivassese

Alle volte viene chiedersi perché alcune persone preferiscano complicarsi la vita inventandosi storie quando basterebbe essere sinceri. E’ notizia di pochi giorni fa quella dell’inaugurazione della nuova area “ricreativa” di via Favorita: un campetto da calcio, un’area cani recintata un prato con alcune piante. 170mila euro di spesa pubblica. In ogni caso tutto bene verrebbe da dire, le aree di aggregazione sono sempre cosa utile; alcuni cittadini, passata l’euforia del momento, hanno però notato una cosa anomala: in tutta l’area aggregativa non c’è una sola panchina, un posto dove sedersi ed appunto, “fare aggregazione”. Siamo andati a vedere il progetto ed il capitolato di spesa: niente, delle panchine neanche l’ombra, l’amministrazione Castello non ci ha proprio pensato, così come non ha pensato nemmeno all’eventuale camminamento per arrivarci per preservare il prato. Oddio, non è sinonimo di acutezza, ma non sarebbe nemmeno la fine del mondo, una cosa risolvibile con un “mea culpa” ed un aggiustamento del progetto, non stiamo mica parlando di rifare un palazzo. Ed invece no: anche di fronte ad un caso che, se volgiamo, non sarà “quello del secolo”, a Chivasso abbiamo un sindaco che sempre più ci fa interrogare sulla sua adeguatezza. Un sindaco che, forse per timore di ammettere l’errore, risponde pubblicamente ai cittadini inventandosi una storia: “state tranquilli, era già tutto calcolato. Appena il prato è pronto le mettiamo giù le panchine, che sono già arrivate in magazzino” come dire “mica ho bisogno che me lo diciate voi, che credete, già ci avevo pensato...”. Peccato che non sia così, che la verità sia ben altra: nel progetto esecutivo (che tra l’altro per la legge sulla trasparenza è pubblicato ed accessibile a tutti sul sito del comune) appare evidente come non sia stata pensata nemmeno minimamente l’installazione delle sedute, e che le panchine menzionate son ferme in magazzino da oltre un anno, acquistate per altre zone. Ma perché voler dire una cosa diversa dalla verità, per giunta facilmente verificabile e smentibile? Non siamo mica a scuola, dove in ogni classe c’è sempre l’alunno che vuol fare bella figura per ingraziarsi la maestra a tutti i costi, no?

La dimenticanza delle panchine, come detto, non è di per sé un fatto così enormemente grave… un sindaco che cerca di prendere per il naso i propri cittadini per far bella figura a tutti i costi forse un pochino sì.

A volte basterebbe poco... basterebbe la verità.

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