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02 Maggio 2018 - 16:32
Il judo è arrivato un po’ per caso, a causa di uno strano scherzo che il destino ha voluto fargli. “Facevo karate, ma il maestro della palestra fu trasferito a Torino ed io non ho potuto più seguire i suoi corsi”. Inizia così la storia di Andrea Regis, san maurese di 27 anni, all’ultimo anno della magistrale in Scienze Motorie, e dal 2013 Caporal Maggiore nel gruppo sportivo dell’Esercito.
“Ho inizianto nel 98, ero davvero piccolo - ci racconta -. Quando ho saputo che non potevo più fare karate, sono finito per per caso all’ Akiyama si Settimo. I miei genitori cercavano una disciplina che potesse andare bene sia per me che mia sorella, non il tempo necessario per accompagnarci in due posti diversi. Il judo era una soluzione che poteva accontentare entrambi”.
Così ha cambiato. “All’inizio a malincuore - confida -, il judo è molto diverso dal karate, ha un contatto con l’avversario”. Il karate è un po’ come una danza.
“Pian piano però me ne sono innamorato, ho visto che ero bravo, che ottenevo dei risultati e mi è piaciuto sempre di più”.
Il primo premio l’ha vinto al Campionato italiano esordienti nel 2004, mentre nel 2006 ha vinto la medaglia d’argento al Campionato europeo. “Avevo poche speranze ma ce l’ho fatta”. Poi, nel 2010 arrivano i Campionati europei Junior in bulgaria, rivolti agli under 20.
Tra gli altri traguardi, le Universiadi del 2017 a Taipei, in cui è arrivato quinto con una squadra dimezzata, il campionato campionato europeo a squadre nel 2010, il primo campionato Senior, in “cui ho battuto chi è andato alle olimpiadi nel 2012”.
“Per un po’ di tempo la mia carriera è stata segnata da degli infortuni. Nel 2016 mi sono qualificato per le Olimpiadi di Rio ma ad aprile sono caduto e mi sono fatto male ad una spalla. Sono andato lo stesso per la mia compagna, che è olandese ma non ho potuto partecipare”. A portare avanti l’onore della sua patria, il collega Andrea Basile, vincitore di medaglie d’oro..
“Adesso ho rispreso gli allenamenti, mi alleno cinque volte a settimana, quattro volte con i pesi la mattina oppure con degli eservici specifici. Una volta a settimana vado dal fisioterapista”.
Il suo futuro lo vede nello sport. “Mi devo laureare alla magistrale e spero, un giorno di continuare in quel campo. Nel frattempo, spero di star bene e riprendere col circuito di qualidicazione olimpica, il mio obiettivo è quello”.
Un consiglio ai giovani?
“Non mi piace chi dice che non ce la fa. Sono andato all’Università continuando ad allenarmi, ho una vita sociale ed una ragazza. Se ti impegni riesci a fare tutto”.
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