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Da acre ad acerrimo

Certi giorni ho la strana impressione di avere refoli di cervelli simili alle foglie , vanno dove il vento li sospinge in ordine sparso. Da acre ad acerrimo La parola acre deriva dal latino acer, acris. Non viene più usato, caduto in disuso l’aggettivo acro. Significa un cibo di sapore agro, piccante, pungente, ma anche un odore intenso e penetrante e per estensione un suono acuto e stridente. Il superlativo assoluto è acerrimo e non acrissimo. Il fatto che questo aggettivo formi il superlativo assoluto in modo particolare dipende dalla sua origine, acre deriva da acer, acris, che avevano come superlativo acerrimus e non acrissimus, e l’italiano deriva appunto dal latino. Per completezza il significato di acerrimo significa chi non demorde, irriducibile. Questo mi ricorda una frase di Plutarco che affermava: “ per essere onesto l’uomo ha bisogno di buoni amici o di acerrimi nemici, perché i primi con i loro consigli ed i secondi con i loro insulti gli impedisco di fare male”, ed io allora ringrazio entrambi anche se gli amici dei miei presunti acerrimi nemici non potranno mai diventare miei amici, ma il tutto senza acredine, ma solo per etica di onestà e giustizia, scriveva Marco Tullio Cicerone: “Non può essere veramente onesto ciò che non è anche giusto. Ma la mia paura non è la cattiveria dei malvagi ma l’assordante silenzio degli onesti. . Quello che chiedo ogni giorno il coraggio di conoscere me stesso, non ho paura di affrontare gli avversari non paura di nulla se mi sforzo di conoscere bene me stesso nelle pieghe del mio animo e se agisco subito cresce nell’animo il coraggio ma se rimando prende piede la paura Favria, 16.11.2015 Giorgio Cortese
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